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L’Empoli ancora non c’è, passa il Renate

di Alessandro Marmugi
L’Empoli ancora non c’è, passa il Renate

Rimonta due volte con Piu e un autogol ma ai rigori super-Provedel non basta: sbagliano Donnarumma, El Kaddouri e Veseli

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EMPOLI. Vincenzo Vivarini era stato quasi profetico. Nell’ultimo allenamento prima della gara col Renate aveva fatto battere ai suoi i calci di rigore. Un allenamento che però è servito poco agli azzurri che dicono addio alla Coppa Italia proprio dal dischetto. Finisce 2-2 nei tempi regolamentari, poi sono fatali gli errori di Donnarumma, El Kaddouri e Veseli. Non bastano le prodezze di Provedel, alla fine il Renate festeggia meritatamente contro un Empoli a tratti bello da vedere e a tratti stanco e pasticcione. La squadra è ancora un cantiere e le prime cose buone si intravedono, ma ci sarà da lavorare molto per farsi trovare pronti, tra meno di venti giorni, per l’esordio in campionato.

Il tecnico azzurro decide di affidarsi a quello che in tutto il precampionato si è delineato come l’undici titolare. Il capitano è Vincent Laurini, a centrocampo in regia c’è Castagnetti che con Zajc ed El Kaddouri da qualità alla manovra. I ritmi sono decisamente blandi ma non potrebbe essere altrimenti.

Sul Castellani aleggia un’afa di proporzioni bibliche.

Un caldo memorabile che costringe addirittura l’arbitro a fermare il gioco a metà della prima frazione con un time-out. Ritmi bassi ma qualità alta per gli azzurri che riescono a far girare bene la palla e a sfondare soprattutto sulla corsia di sinistra dove Pasqual ha la verve dei tempi migliori.

Con un paio di suoi cross i padroni di casa arrivano vicini al gol ma la coppia Piu-Donnarumma non riesce a pungere. Se difetta in qualcosa, la squadra di Vivarini è proprio di una buona dose di cinismo che servirebbe per spedire il pallone in porta. E alla fine i più pericolosi sono El Kaddouri con un tiro da fuori e proprio Pasqual con una splendida punizione che si spegne sul secondo palo.

Il Renate, che si preannunciava come squadra sbarazzina e intraprendente sceglie la tattica del “tutti dietro e contropiede” e riesce a dar fastidio sulla corsia di destra azzurra dove nasce anche l’azione più pericolosa, un destro di Palma deviato in angolo da Provedel.

E non è un caso che ad inizio ripresa, proprio da quella fetta di campo arrivi il cross di Anghileri che finisce preciso sulla testa di Gomez che da due passi può solo appoggiare in rete. Il gol subito sveglia gli azzurri che si buttano in avanti alla ricerca del pareggio. E lo trovano dopo pochi minuti con Più che in mischia, sugli sviluppi di un corner, piazza la zampata vincente.

Gli azzurri si buttano in avanti alla ricerca del gol vittoria: ci privano Castagnetti, El Kaddouri e Zajc ma i loro tentativi non sono incisivi. Il muro del Renate regge e si va ai supplementari, dove a trionfare è la stanchezza, le due squadre non hanno la forza di fare male e a parte qualche guizzo. Fino al pirotecnico finale. Palma a due minuti dallo scadere piazza quello che sembra il colpo del ko. Gli azzurri buttano il cuore oltre l’ostacolo e grazie ad una punizione insidiosa di Zajc trovano il pareggio su autorete di Napoli. Ma non basta e non basta nemmeno un super Provedel che para due rigori. Gli azzurri salutano la Coppa tra gli applausi degli ultras e qualche fischio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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