Il Tirreno

Empoli

Il veleno è nella coda

di Alessandro Marmugi e David Biuzzi
Il veleno è nella coda

Goleada alla Lampo, ma il mancato saluto fa infuriare i tifosi

3 MINUTI DI LETTURA





LAMPORECCHIO. Il veleno sta tutta nella coda. Cioé mentre su Lampo-Empoli, prima uscita assoluta della truppa di Vivarini, stanno già passando i titoli di coda. Gli azzurri hanno vinto 17-0, dando segnali anche confortanti. Quello che succede dopo, però, cancella tutto e riporta la situazione esattamente al punto (decisamente basso, bassissimo) di chiusura della scorsa stagione. Cioé al faccia a faccia duro, durissimo, con i tifosi.

LO SCONTRO. Eppure, come accennato, la serata del debutto era iniziata bene. Proprio alla fine, però, succede quello che non ti aspetti. Al triplice fischio del direttore di gara, infatti, gli azzurri riprendono la strada degli spogliatoi senza salutare gli ultrà. Le richieste arrivano subito, ma solo Piu si ferma. E i sostenitori, che hanno cantato per tutta la partita senza contestare, non la prendono bene. Partoni i cori «vergognatevi» e «siete ridicoli». E quando la squadra torna sui suoi passi - richiamata dai dirigenti - ormai la frittata è fatta. Gli animi sono surriscaldati, i fantasmi del passato tornano e la rabbia ormai è quasi fuori controllo. Quasi, perché allo scontro non si arriva. Ma il confronto che si consuma sul campo è comunque dai toni accesi, incandescenti.

L’INIZIO. Ed è un vero peccato. Perché l’inizio era stato di tutt’altro tono. Gli ultrà, infatti, si erano presentati con uno striscione eloquente, «Solo per la maglia», ma anche con la volontà di mettere una pietra sopra, o di provare a farlo, a tutto quello che è accaduto nella scorsa stagione, compreso il finale amarissimo. Chi pensava a una contestazione o all’indifferenza, infatti, è rimasto quasi di sasso: i tifosi azzurri hanno incitato la squadra a gran voce, chiedendo solo una cosa in cambio: il massimo impegno. Poi, alla fine, il mancato saluto è stato vissuto come una mancanza di rispetto, come una presa in giro, e davvero è servita intelligenza e buona volontà (da ambo le parti) perché la situazione non prendesse una piega addirittura peggiore.

LA PARTITA. Un peccato. Anche perché, come accennato, la partita aveva detto altro. Certo non poteva regalare troppe indicazioni, ma le sensazioni dal campo sono positive. Si parte con la curiosità per il 3-5-2 annunciato e i nuovi. Donnarumma, però, resta fuori per un affaticamento muscolare e così la scena se la prende soprattutto Castagnetti (anche perché i generosi ragazzi della Lampo, squadra che giocherà in Promozione e che inizierà il lavoro ad agosto, tiene bene il campo ma certo non può impegnare più di tanto Terracciano...). Il regista, comunque, si fa apprezzare per come distribuisce il gioco ma anche per come morde in fase di non possesso. Poi a disegnare calcio ci pensa El Kaddouri, con la fascia da capitano al braccio, che dispensa assist. I gol, invece, arrivano da una strana coppia: il giovane Jakupovic e il difensore Dermaku. Arrotonda Castagnetti prima che, nella ripresa, sui padroni di casa (che operano molti cambi giocando praticamente con la Juniores) si scateni un’autentica tempesta di reti. A farla da padroni sono gli attaccanti, con i baby Traore e Piu che firmano una cinquina a testa. Ma nella ripresa si vede anche molta spinta sugli esterni, con Bittante a destra e Fantacci (che non è neanche uno specialista della fascia) a sinistra che quasi bruciano l’erba e che si prendono anche la soddisfazione di finire nel ricco tabellino dei marcatori con un acuto a testa. Insomma, in attesa di test più probanti, ma anche di novità dal mercato sia in entrata che in uscita, sarebbe stato un buon avvio. Peccato che il finale abbia ribadito e ricordato che per ricostruire il rapporto con il popolo azzurro la strada è lunga...

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa