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Empoli

Niente fideiussione: l’Empoli va coi soldi

di David Biuzzi
L'ad Francesco Ghelfi e il presidente Fabrizio Corsi (foto agenzia Carlo Sestini)
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L'ad Francesco Ghelfi e il presidente Fabrizio Corsi (foto agenzia Carlo Sestini)

Società pronta a versare 800.000 euro in contanti per l’iscrizione, ma intanto la Figc proroga i termini fino al 5 luglio

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EMPOLI. C’è un caso fideiussioni che, lontano da riflettori, tiene in ansia grande parte dal mondo del pallone. Mentre si parla di affari milionari a destra e a sinistra, infatti, sta per arrivare il termine per le iscrizioni ai vari campionati, il prossimo 30 giugno, e succede che la società assicurativa che fornisce grande parte delle garanzie richieste - anche perché una delle poche certificate dalle varie leghe - abbia detto basta.

Così, solo in Serie B, almeno 11 club (ovvero la metà) si trova con un bel problema da risolvere. La Figc, proprio ieri, ha allungato i termini portando al 5 luglio quello per la presentazione delle fideiussioni come richiesto da larga parte delle società interessate. Ma quella azzurra, nel frattempo, ha già pronto il piano alternativo.

Ovvero, senza fideiussione, versare in contanti, direttamente e in una sola rata gli 800.000 euro di deposito cauzionale necessari per avere il via libera (possono poi restare fermi lì e tornare indietro quando sarà pronto la fideiussione). La disponibilità liquida in cassa c’è, nonostante il pagamento del paracadute per le retrocesse sia fissato verso fine agosto, e i giorni per farlo in tempo utile anche. Tutto il resto della documentazione, invece, è già finito negli uffici della Lega.

Nessun rischio e nessun pericolo, dunque, anche se l’intenzione degli azzurri è comunque quella di andare verso l’iscrizione “con riserva”. Riserva che, in questo caso, nonsarebbe legata a quei soldi ma a quelli della mutualità. All’Empoli quest’anno non toccano, in quanto retrocessa, ma il presidente Fabrizio Corsi e l’ad Francesco Ghelfi vogliono far valere, così come il Palermo, i circa 6,5 milioni versati proprio alla Serie B negli ultimi 3 anni. È un quota che, proprio per 3 anni, devono le società promosse e che ora, secondo i dirigenti azzurri, dovrebbe permettere all’Empoli, come alle altre retrocesse, di poter contare almeno sulla quota di mutualità prevista per tutti gli altri club.
 

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