Sicurezza
Galderisi: «Bravo Empoli, Vivarini è l’uomo giusto»
I due allenatori hanno condiviso le esperienze di Giulianova e Pescara: «Complimenti alla società, Vincenzo ha l’occasione di dimostrare il suo valore»
EMPOLI. Giuseppe Galderisi e Vincenzo Vivarini sono legati da un rapporto di profonda amicizia. Il nuovo mister dell’Empoli ha condiviso molte esperienze con Galderisi: la prima volta a Giulianova, la seconda a Pescara, con le due squadre in C1. Nel primo caso Vivarini faceva l’assistente, nel secondo l’allenatore della primavera (mentre Galderisi era il mister della prima squadra). Galderisi – nonostante un passato da calciatore in Serie A e in nazionale – non ha mai mancato di calcare i campi (stavolta da allenatore) di Serie B e C1. Qui ha conosciuto Vivarini, che è giunto sulla panchina azzurra dopo una lunga gavetta da Giulianova fino a Latina, passando per Chieti, Aprilia, Teramo, Angolana, Pescara e Luco Canistro. Praticamente Galderisi e Vivarini – allenandosi l’uno accanto all’altro – hanno creato e cementato un rapporto che supera il campo di gioco e che non finisce fra le quattro mura dello spogliatoio. Nel frattempo Vivarini è stato ingaggiato dall’Empoli come uno degli uomini della rinascita dopo l’inaspettata e drammatica retrocessione.
Una scelta che trova il plauso del “Nanu” Galderisi: «È stata una sorpresa, però è anche vero che l’Empoli è bravo ad andare a trovare gli allenatori, come nel caso di Giampaolo, che era in Lega Pro. Credo che sia una scelta ottima: questa è la piazza giusta per Vincenzo, a Empoli potrà dimostrare le sue grandi qualità. Complimenti anche alla società che è riuscita a ripartire dopo tutto quello che è successo, perché non era semplice».
Ma che persona è Vivarini, dentro e fuori dal campo? «Seria, onesta e pulita, la sua serietà e competenza sono fuori discussione. Persone come lui ce ne vorrebbero di più nel calcio di oggi. Oltre a questo è un grandissimo allenatore, con ottime idee di calcio. È sicuramente pronto per questa esperienza e sono felice che sia arrivata per lui l’occasione di dimostrare chi è e cosa sa fare su un palcoscenico del genere». Ascoltando Galderisi si percepisce subito che Vivarini per lui non è soltanto un collega, ma molto altro. Non ne parla con distacco, anzi: «Ci conosciamo dai tempi di Giulianova, praticamente ci allenavamo l’uno accanto all’altro. Negli anni con Vincenzo si è creato un grande rapporto, che dura tuttora. Per questo appena ne avrò l’occasione verrò ad Empoli ad abbracciarlo. Seguirò il campionato degli azzurri con grande interesse; si può dire che prendendo Vivarini l’Empoli abbia guadagnato un nuovo tifoso, cioè me stesso. Poi a Empoli c’è anche Daniele Croce (anche se il rinnovo del Prestigiatore è tutt’altro che scontato, ndc), un ragazzo che adoro». Ma c’è un augurio che Galderisi si sente di fare a Vivarini? «Più che un augurio voglio dire a Vincenzo di pensare a divertirsi e a divertire attraverso il bel gioco. Entrambi pensiamo che solo attraverso il bel gioco si possa far crescere il gruppo, all’interno del quale migliora anche il singolo. È vero che conta il risultato ma se la squadra gioca bene poi ne beneficia l’autostima del gruppo; la forza dell’allenatore sta proprio in questo, nel saper far esprimere la propria squadra attraverso il gioco, perché se ti diverti vinci anche. Sono sicuro che Vincenzo saprà farsi valere».
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