La manifestazione
C’è un manager da... triplete
di David Biuzzi
Il direttore generale è Butti, ha vissuto le stagioni dell’Inter di Mourinho
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EMPOLI. Mister X ha un volto, un nome e un cognome. Si tratta di Andrea Butti, quarantenne. È lui il nuovo manager dell’Empoli. Il successore del dg Marcello Carli, verrebbe da dire, anche se non è una definizione completamente esatta. Il nuovo arrivato, infatti, al di là delle carica che andrà a ricoprire rientra alla perfezione nel target di «direttore organizzativo» annunciato nel giorni scorsi - proprio attraverso un’intervista al Tirreno - dal presidente Fabrizio Corsi. In questi compiti, infatti, ha consumato la sua carriera nel calcio. Che forse non è nota al grande pubblico, ma che è di alto profilo. Un profilo addirittura... da triplete.
CON LO SPECIAL ONE. Butti, infatti, si forma nell’Inter. Prima come responsabile dell’ufficio comunicazione, poi come team manager. Ma non è un’Inter qualsiasi, la sua. No, siamo intorno alla prima decade del terzo millennio ed è quella di José Mourinho, quella del triplete. Lui lavora a stretto contatto con lo Special One. Strettissimo, addirittura, perché fra il nuovo manager azzurro e l’attuale tecnico del Manchester United nasce un’amicizia vera, che va ancora avanti. Si dice che Butti sia uno dei pochi ad avere il numero personale del portoghese e anche di uno di quelli che (privilegio ancora più raro) riesce sempre ad avere una risposta da quel telefonino illustre. Di sicuro, a San Siro e dintorni, matura un’esperienza impareggiabile: provate poi, in panchina, a gestire il rapporto del tecnico con gli arbitri... Al di là di Mou, infatti, a che fare con personalità del calibro di Ibrahimovic, deve tenere a bada Balotelli. Tanta roba, insomma. E, infatti, per la carriera di Butti è la svolta.
CIFRA INTERNAZIONALE. Esaurito il ciclo Mourinho, infatti, Butti lascia l’Inter, dopo 12 anni, e nel 2013 passa al Monaco. La sua vocazione internazionale, in effetti, era già nota: con l’Uefa aveva lavorato nello staff degli Europei 2007 Under 21 e degli Europei 2008 in Svizzera. Nel Principato assume la carica di direttore organizzativo, e ci resta per 3 stagioni (incrocia anche Ranieri e l’ex Raggi) riportando il club di Montecarlo ai vertici del calcio transalplino. Nel 2016 passa oltre la Manica e inizia una nuova avventura, da direttore generale, al Wolverhampton in Inghilterra. Stavolta è general manager, ma fa il viaggio in compagnia di Walter Zenga e dopo l’esonero dell’Uomo Ragno anche lui prende la barchetta, fa il percorso inverso e torna a casa. Con la rivoluzione dei club all’ombra della Madonnina di lui si parla, ed è storia dei mesi scorsi, sia in ottica Inter (un ritorno) che Milan (un salto mortale con doppio avvitamento) . Poi, a sorpresa, eccolo nel nuovo Empoli.
I NUOVI COMPITI. E a Empoli dovrà far valere le sue competenze proprio in ambito organizzativo e gestionale. A lui, in sostanza, il compito di guidare la rifondazione dietro le linee, ma anche supportare la parte tecnica. Dove affiancherà il direttore sportivo Pietro Accardi, che ha impostato il mercato e che lo porterà avanti, e l’allenatore Vincenzo Vivarini, che ovviamente sta dettando e detterà le linee guida a livello prettamente tattico. Se la casa degli ultimi due sarà il Castellani, insomma, la base operativa di Butti è a Monteboro. Dove avrà competenze che riguarderanno, con ogni probabilità, tutti gli aspetti della vita societaria degli azzurri.
L’INCROCIO. Butti, che aveva incontrato Corsi e Accarsi sabato scorso in Versilia, è arrivato a Empoli ieri all’ora di pranzo. Ha mangiato col presidente e poi è salito a Monteboro. L’annuncio ufficiale del club è arrivato intorno alle 18,30, anche se in realtà il dirigente aveva già firmato il contratto, sembra biennale, nel primissimo pomeriggio. Ha preso visione delle strutture di Monteboro, del progetto per la prossima stagione e si è messo al lavoro. Curiosamente arriva al posto di Pecini con cui ha lavorato insieme al Monaco. E il quasi incrocio a Empoli potrebbe non essere figlio del caso...
L’INVESTITURA. Soddisfatto il presidente Fabrizio Corsi. «Abbiamo scelto un professionista giovane ma molto preparato – sottolinea – le esperienze che ha già maturato sia in Italia che all’estero parlano da sole. Pensiamoci che possa darci un grosso contributo per portare avanti questo processo di cambiamento che abbiamo deciso di intraprendere». Con l’arrivo del nuovo direttore generale, dunque, finalmente l’Empoli potrà cambiare marcia sul mercato e non solo. «Ripartiamo da qui – ribadisce Corsi – e nel giro di una decina di giorni vorremmo anche concludere le prime operazioni in entrata. Le idee non ci mancano, alcuni obiettivi sono fissati, poi le strategie alla lunga dipenderanno anche dalle cessioni che concluderemo». Intanto l’avventura di Butti è iniziata. E, oggi, il nuovo direttore generale sarà subito impegnato sul campo: a Milano, insieme al ds Accardi, nella due giorni dedicata alla risoluzione dei prestiti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
CON LO SPECIAL ONE. Butti, infatti, si forma nell’Inter. Prima come responsabile dell’ufficio comunicazione, poi come team manager. Ma non è un’Inter qualsiasi, la sua. No, siamo intorno alla prima decade del terzo millennio ed è quella di José Mourinho, quella del triplete. Lui lavora a stretto contatto con lo Special One. Strettissimo, addirittura, perché fra il nuovo manager azzurro e l’attuale tecnico del Manchester United nasce un’amicizia vera, che va ancora avanti. Si dice che Butti sia uno dei pochi ad avere il numero personale del portoghese e anche di uno di quelli che (privilegio ancora più raro) riesce sempre ad avere una risposta da quel telefonino illustre. Di sicuro, a San Siro e dintorni, matura un’esperienza impareggiabile: provate poi, in panchina, a gestire il rapporto del tecnico con gli arbitri... Al di là di Mou, infatti, a che fare con personalità del calibro di Ibrahimovic, deve tenere a bada Balotelli. Tanta roba, insomma. E, infatti, per la carriera di Butti è la svolta.
CIFRA INTERNAZIONALE. Esaurito il ciclo Mourinho, infatti, Butti lascia l’Inter, dopo 12 anni, e nel 2013 passa al Monaco. La sua vocazione internazionale, in effetti, era già nota: con l’Uefa aveva lavorato nello staff degli Europei 2007 Under 21 e degli Europei 2008 in Svizzera. Nel Principato assume la carica di direttore organizzativo, e ci resta per 3 stagioni (incrocia anche Ranieri e l’ex Raggi) riportando il club di Montecarlo ai vertici del calcio transalplino. Nel 2016 passa oltre la Manica e inizia una nuova avventura, da direttore generale, al Wolverhampton in Inghilterra. Stavolta è general manager, ma fa il viaggio in compagnia di Walter Zenga e dopo l’esonero dell’Uomo Ragno anche lui prende la barchetta, fa il percorso inverso e torna a casa. Con la rivoluzione dei club all’ombra della Madonnina di lui si parla, ed è storia dei mesi scorsi, sia in ottica Inter (un ritorno) che Milan (un salto mortale con doppio avvitamento) . Poi, a sorpresa, eccolo nel nuovo Empoli.
I NUOVI COMPITI. E a Empoli dovrà far valere le sue competenze proprio in ambito organizzativo e gestionale. A lui, in sostanza, il compito di guidare la rifondazione dietro le linee, ma anche supportare la parte tecnica. Dove affiancherà il direttore sportivo Pietro Accardi, che ha impostato il mercato e che lo porterà avanti, e l’allenatore Vincenzo Vivarini, che ovviamente sta dettando e detterà le linee guida a livello prettamente tattico. Se la casa degli ultimi due sarà il Castellani, insomma, la base operativa di Butti è a Monteboro. Dove avrà competenze che riguarderanno, con ogni probabilità, tutti gli aspetti della vita societaria degli azzurri.
L’INCROCIO. Butti, che aveva incontrato Corsi e Accarsi sabato scorso in Versilia, è arrivato a Empoli ieri all’ora di pranzo. Ha mangiato col presidente e poi è salito a Monteboro. L’annuncio ufficiale del club è arrivato intorno alle 18,30, anche se in realtà il dirigente aveva già firmato il contratto, sembra biennale, nel primissimo pomeriggio. Ha preso visione delle strutture di Monteboro, del progetto per la prossima stagione e si è messo al lavoro. Curiosamente arriva al posto di Pecini con cui ha lavorato insieme al Monaco. E il quasi incrocio a Empoli potrebbe non essere figlio del caso...
L’INVESTITURA. Soddisfatto il presidente Fabrizio Corsi. «Abbiamo scelto un professionista giovane ma molto preparato – sottolinea – le esperienze che ha già maturato sia in Italia che all’estero parlano da sole. Pensiamoci che possa darci un grosso contributo per portare avanti questo processo di cambiamento che abbiamo deciso di intraprendere». Con l’arrivo del nuovo direttore generale, dunque, finalmente l’Empoli potrà cambiare marcia sul mercato e non solo. «Ripartiamo da qui – ribadisce Corsi – e nel giro di una decina di giorni vorremmo anche concludere le prime operazioni in entrata. Le idee non ci mancano, alcuni obiettivi sono fissati, poi le strategie alla lunga dipenderanno anche dalle cessioni che concluderemo». Intanto l’avventura di Butti è iniziata. E, oggi, il nuovo direttore generale sarà subito impegnato sul campo: a Milano, insieme al ds Accardi, nella due giorni dedicata alla risoluzione dei prestiti.
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