Toscana
Una salvezza... al veleno
di David Biuzzi
Il caso-paracadute fa discutere: il Palermo si ritrova con 15 milioni in ballo
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EMPOLI. In cauda venenum. Il veleno è nella coda. Lo avevano capito già i latini, che però coniarono la frase prendendo spunto dallo scorpione. Oggi, invece, vale per il pallone. E coinvolge l’Empoli, perché sulla fine del campionato di Serie A aleggia l’ombra del paracadute. Che, quello vero, è uno strumento di sicurezza, ma applicato al calcio significa soprattutto soldi. E, più in generale, la somma che tocca a chi lascia il tavolo delle grandi, il palcoscenico più importante.
COME FUNZIONA. Non si parla d’altro, soprattutto ora che dalla penultima curva è uscita questa volata fra Empoli e Crotone. Già, perché il discorso cambia, eccome, soprattutto per la terza protagonista della vicenda, ovvero il già retrocesso Palermo. Il paracadute, infatti, è un gruzzolo di 60 milioni da spartite fra le 3 che scendono. Ma fin qui, ovviamente, sarebbe tutto facile. Il regolamento, infatti, prevede che chi in Serie A c’è stato per almeno 3 campionati di milioni ne prende 25, chi per 3 ne avrà 15 e chi è appena è arrivato 10. L’eventuale differenza crea un residuo che viene accantonato e che tocca ancora alla società che può vantare l’anzianità di 3 o più anni in A se non ottiene subito la promozione.
I CONTI. Facendo due semplici conti, insomma, il Pescara è già andato e avrà 10 milioni, il Palermo ne intascherà 25 e la terza... dipende. Se sarà l’Empoli altri 25, quindi la “torta”sarà finita. Se sarà il Crotone, invece, ne prenderà 10 e i 15 residui resteranno a disposizione del sodalizio rosanero, peraltro ancora alle prese con un complicato passaggio di società, che li intascheranno se al termine della stagione 2017/2018 non saranno tornati nel massimo campionato. Il Verona, ad esempio, nella passata stagione è retrocesso in compagnia delle neopromosse Carpi e Frosinone, ha preso 25 milioni ma con la promozione sancita da pochi giorni non avrà i restanti 15.
LA POLEMICA. In un Paese in cui la cultura del sospetto è il pane quotidiano, però, è chiaro che Palermo-Empoli sia già finita nel mirino. Che i siciliani siano pronti e decisi a lasciarsi battere, insomma, è dato per scontato. Come, curiosamente, è dato per scontato che il Crotone, già protagonista di un finale di stagione da record, batta agilmente la Lazio quarta forza del campionato... «Non voglio né inciuci né regali, speriamo che il Palermo continui a onorare il campionato e faccia risultato contro l’Empoli», chiosa il presidente dei pitagorici Gianni Vrenna, all’agenzia AdnKronos.
IL PRECEDENTE. Sceglie il verso “continuare”, il numero uno calabrese, e infatti “quelli che benpensano”, come cantava Frankie Hi-Nrg Mc, si sono scordati che nella scorsa giornata, non un secolo fa, lo stesso discorso valeva per Palermo-Genoa, perché i liguri erano tutt’altro che salvi, e i rosanero vinsero la partita 1-0. Se l’Empoli pensa di aver vita facile, invece, farà bene a ricordare quello che accadde nel 2004 ad Ancona, quando il ko coi già retrocessi dorici (anche in quel caso doveva essere una vittoria annunciata...) costò la retrocessione. Precedente curioso, poi, è quello dell’ultima giornata del campionato 2015/2016: si giocava Palermo-Verona, coi padroni di casa virtualmente ma non matematicamente salvi e i veneti nella stessa identica situazione che ora tocca vivere (perché sicuramente per tutta la i rosanero saranno nel mirino).
LA SALVEZZA CONVIENE. E in tema di polemiche ecco anche un quadro della differenza che passa fra salvarsi e retrocedere: l’Empoli avrebbe un paracadute di 25 milioni, come già detto, ma nel 2015/2016 ne ha incassati 29 dai diritti tv e vari. Le cifre di questa non sono ancora certificate nei bilanci, ma dovrebbe essere addirittura superiore. E senza contare le differenze di incassi, sponsorizzazioni e via dicendo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
COME FUNZIONA. Non si parla d’altro, soprattutto ora che dalla penultima curva è uscita questa volata fra Empoli e Crotone. Già, perché il discorso cambia, eccome, soprattutto per la terza protagonista della vicenda, ovvero il già retrocesso Palermo. Il paracadute, infatti, è un gruzzolo di 60 milioni da spartite fra le 3 che scendono. Ma fin qui, ovviamente, sarebbe tutto facile. Il regolamento, infatti, prevede che chi in Serie A c’è stato per almeno 3 campionati di milioni ne prende 25, chi per 3 ne avrà 15 e chi è appena è arrivato 10. L’eventuale differenza crea un residuo che viene accantonato e che tocca ancora alla società che può vantare l’anzianità di 3 o più anni in A se non ottiene subito la promozione.
I CONTI. Facendo due semplici conti, insomma, il Pescara è già andato e avrà 10 milioni, il Palermo ne intascherà 25 e la terza... dipende. Se sarà l’Empoli altri 25, quindi la “torta”sarà finita. Se sarà il Crotone, invece, ne prenderà 10 e i 15 residui resteranno a disposizione del sodalizio rosanero, peraltro ancora alle prese con un complicato passaggio di società, che li intascheranno se al termine della stagione 2017/2018 non saranno tornati nel massimo campionato. Il Verona, ad esempio, nella passata stagione è retrocesso in compagnia delle neopromosse Carpi e Frosinone, ha preso 25 milioni ma con la promozione sancita da pochi giorni non avrà i restanti 15.
LA POLEMICA. In un Paese in cui la cultura del sospetto è il pane quotidiano, però, è chiaro che Palermo-Empoli sia già finita nel mirino. Che i siciliani siano pronti e decisi a lasciarsi battere, insomma, è dato per scontato. Come, curiosamente, è dato per scontato che il Crotone, già protagonista di un finale di stagione da record, batta agilmente la Lazio quarta forza del campionato... «Non voglio né inciuci né regali, speriamo che il Palermo continui a onorare il campionato e faccia risultato contro l’Empoli», chiosa il presidente dei pitagorici Gianni Vrenna, all’agenzia AdnKronos.
IL PRECEDENTE. Sceglie il verso “continuare”, il numero uno calabrese, e infatti “quelli che benpensano”, come cantava Frankie Hi-Nrg Mc, si sono scordati che nella scorsa giornata, non un secolo fa, lo stesso discorso valeva per Palermo-Genoa, perché i liguri erano tutt’altro che salvi, e i rosanero vinsero la partita 1-0. Se l’Empoli pensa di aver vita facile, invece, farà bene a ricordare quello che accadde nel 2004 ad Ancona, quando il ko coi già retrocessi dorici (anche in quel caso doveva essere una vittoria annunciata...) costò la retrocessione. Precedente curioso, poi, è quello dell’ultima giornata del campionato 2015/2016: si giocava Palermo-Verona, coi padroni di casa virtualmente ma non matematicamente salvi e i veneti nella stessa identica situazione che ora tocca vivere (perché sicuramente per tutta la i rosanero saranno nel mirino).
LA SALVEZZA CONVIENE. E in tema di polemiche ecco anche un quadro della differenza che passa fra salvarsi e retrocedere: l’Empoli avrebbe un paracadute di 25 milioni, come già detto, ma nel 2015/2016 ne ha incassati 29 dai diritti tv e vari. Le cifre di questa non sono ancora certificate nei bilanci, ma dovrebbe essere addirittura superiore. E senza contare le differenze di incassi, sponsorizzazioni e via dicendo.
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