Gioco
Martusciello è sicuro «No calcoli, sfruttiamo le nostre motivazioni»
di David Biuzzi e Alessandro Marmugi
EMPOLI. Correre, giocare, soffrire, combattere. Non ci sono altre strade per l’Empoli che oggi, a Cagliari, si gioca un’altra fetta di salvezza. Una bella fetta, perché è anche la prima occasione,...
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EMPOLI. Correre, giocare, soffrire, combattere. Non ci sono altre strade per l’Empoli che oggi, a Cagliari, si gioca un’altra fetta di salvezza. Una bella fetta, perché è anche la prima occasione, numeri alla mano, per chiudere i giochi. Certo, servirebbe l’impresa e una sorprendente caduta del Crotone, capolista degli ultimi 6 turni di campionato alla pari con il Napoli, che ospita l’Udinese. Siamo ai confini della realtà, insomma. Ma quello che resta dentro quei confini e l’assoluta importanza del match.
I MOTIVI. Che, quindi, andrà affrontato esattamente come l’impegno di 7 giorni fa con il Bologna. Il Cagliari è un avversario che ha qualità e che in casa corre, ma è salvo e le motivazioni sono quelle di chiudere in bellezza. Non regalerà niente, insomma. Ma gli azzurri si giocano ben altro e quindi dovranno farlo in ben altro modo dovranno giocarsela. Serve la fame di domenica scorsa, la stessa voglia di andare a riprendersi il pallone, la stessa cattiveria (sportiva, ovviamente) di andare a colpire l’avversario in ogni modo e in ogni momento.
LA CHIAVE. La grande carica emotiva, insomma, per spazzare vie le paure, superare i limiti e avere la meglio dell’avversario. Con un’avvertenza particolare, però. Perché a Cagliari farà caldo, molto. E le gambe, oltre al cuore, avranno un ruolo fondamentale. Per farle girare dall’inizio alla fine, però, c’è soltanto un modo: usare la testa. Dosare le forze, gestirsi. Con l’obiettivo sembra chiaro in testa, ma anche con la lucidità per riuscirà a superare un altro ostacolo e fare un altro passo verso il traguardo.
ZERO CALCOLI. Saranno, però, gli unici calcoli ammissibili. Come sottolinea Giovanni Martusciello. «Non dobbiamo fare calcoli – ammonisce il tecnico – non sentiamo la salvezza vicina e non pensiamo a quello che faranno i nostri avversari. Dobbiamo confermare quanto di buono fatto in termini di prestazioni col Bologna. La differenza la faranno ancora una volta le motivazioni e noi dobbiamo tirarle fuori, dobbiamo mettere dentro quella determinazione che ci permetterà di rimanere aggrappati alla categoria». In settimana l’abbraccio con i tifosi al premio Del Rosso e alla Scuola del Tifo, due momenti che hanno caricato gli azzurri. «Sono tutti aspetti positivi – spiega Martusciello – e noi ne benificiamo, sentiamo la vicinanza dei nostri tifosi e dobbiamo contraccambiare con prestazioni e solidità». Vietato, però, sottovalutare il Cagliari. «Il Cagliari è una squadra organizzata – aggiunge l’’allenatore – le difficoltà saranno differenti rispetto alla partita precedente perché hanno un’idea di gioco simile alla nostra. Loro saranno motivati, giocano in casa, ma noi dovremo esserlo di più. Credo che il Cagliari farà una partita importante».
FRA DUBBI E CERTEZZE. Il tecnico ritrova parzialmente Krunic, ma non Mchedlidze. «Krunic sta bene – rivela – si è allenato con noi per un paio di giorni, ma non credo partirà dall’inizio. Josè Mauri? Sì, giocherà lui, in queste ultime partite ci ha fatto rivedere quel giocatore che abbiamo apprezzato negli anni passati. Jakupovic verrà con noi dopo aver giocato con la Primavera visto che Levan non ci sarà. Ormai è in pianta stabile con la prima squadra». Non resta che mettere in partita quanto di buono fatto vedere nel coso della settimana di allenamento. «Ho visto grande attenzione e grande partecipazione – dice – quella col Cagliari è una partita che ci può permettere di arrivare all’obiettivo velocemente. Non dobbiamo andare incontro a frenesie o ad agitazione dovremo concentrarci e giocare la nostra partita senza farci trasportare dagli eventi. Solo così possiamo provare a portare a casa un risultato positivo. Vogliamo centrare l’obiettivo che ci siamo preposti, sarebbe una grande impresa».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
I MOTIVI. Che, quindi, andrà affrontato esattamente come l’impegno di 7 giorni fa con il Bologna. Il Cagliari è un avversario che ha qualità e che in casa corre, ma è salvo e le motivazioni sono quelle di chiudere in bellezza. Non regalerà niente, insomma. Ma gli azzurri si giocano ben altro e quindi dovranno farlo in ben altro modo dovranno giocarsela. Serve la fame di domenica scorsa, la stessa voglia di andare a riprendersi il pallone, la stessa cattiveria (sportiva, ovviamente) di andare a colpire l’avversario in ogni modo e in ogni momento.
LA CHIAVE. La grande carica emotiva, insomma, per spazzare vie le paure, superare i limiti e avere la meglio dell’avversario. Con un’avvertenza particolare, però. Perché a Cagliari farà caldo, molto. E le gambe, oltre al cuore, avranno un ruolo fondamentale. Per farle girare dall’inizio alla fine, però, c’è soltanto un modo: usare la testa. Dosare le forze, gestirsi. Con l’obiettivo sembra chiaro in testa, ma anche con la lucidità per riuscirà a superare un altro ostacolo e fare un altro passo verso il traguardo.
ZERO CALCOLI. Saranno, però, gli unici calcoli ammissibili. Come sottolinea Giovanni Martusciello. «Non dobbiamo fare calcoli – ammonisce il tecnico – non sentiamo la salvezza vicina e non pensiamo a quello che faranno i nostri avversari. Dobbiamo confermare quanto di buono fatto in termini di prestazioni col Bologna. La differenza la faranno ancora una volta le motivazioni e noi dobbiamo tirarle fuori, dobbiamo mettere dentro quella determinazione che ci permetterà di rimanere aggrappati alla categoria». In settimana l’abbraccio con i tifosi al premio Del Rosso e alla Scuola del Tifo, due momenti che hanno caricato gli azzurri. «Sono tutti aspetti positivi – spiega Martusciello – e noi ne benificiamo, sentiamo la vicinanza dei nostri tifosi e dobbiamo contraccambiare con prestazioni e solidità». Vietato, però, sottovalutare il Cagliari. «Il Cagliari è una squadra organizzata – aggiunge l’’allenatore – le difficoltà saranno differenti rispetto alla partita precedente perché hanno un’idea di gioco simile alla nostra. Loro saranno motivati, giocano in casa, ma noi dovremo esserlo di più. Credo che il Cagliari farà una partita importante».
FRA DUBBI E CERTEZZE. Il tecnico ritrova parzialmente Krunic, ma non Mchedlidze. «Krunic sta bene – rivela – si è allenato con noi per un paio di giorni, ma non credo partirà dall’inizio. Josè Mauri? Sì, giocherà lui, in queste ultime partite ci ha fatto rivedere quel giocatore che abbiamo apprezzato negli anni passati. Jakupovic verrà con noi dopo aver giocato con la Primavera visto che Levan non ci sarà. Ormai è in pianta stabile con la prima squadra». Non resta che mettere in partita quanto di buono fatto vedere nel coso della settimana di allenamento. «Ho visto grande attenzione e grande partecipazione – dice – quella col Cagliari è una partita che ci può permettere di arrivare all’obiettivo velocemente. Non dobbiamo andare incontro a frenesie o ad agitazione dovremo concentrarci e giocare la nostra partita senza farci trasportare dagli eventi. Solo così possiamo provare a portare a casa un risultato positivo. Vogliamo centrare l’obiettivo che ci siamo preposti, sarebbe una grande impresa».
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