Il Tirreno

Empoli

Martusciello vuole il bis «Serve lo spirito del derby di Firenze»

di David Biuzzi e Alessandro Marmugi

EMPOLI. È un’altra partita impossibile, forse anche ai confini della realtà. Non al di là di quella sottile (e ipotetica) linea, però. Già, perché il derby si presentava più o meno allo stesso modo e...

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EMPOLI. È un’altra partita impossibile, forse anche ai confini della realtà. Non al di là di quella sottile (e ipotetica) linea, però. Già, perché il derby si presentava più o meno allo stesso modo e ci ricordiamo tutti (e ce lo ricorderemo per tanto tempo...) come è finito. Anche in casa del Milan, insomma, sarà dura, durissima, ma non impossibile.
I motivi. Di sicuro la bilancia pende dalla parte del Diavolo, che ha bisogno di punti per l’Europa e viaggia sul doppio entusiasmo per il pari agguantato con l’Inter e del cambio di proprietà. Detta così, insomma, ci sarebbe ben poco da fare. Ma sul campo, poi, vanno i giocatori. E quelli dell’Empoli sicuramente hanno qualcosa in meno, ma possono pareggiare il gap con l’applicazione totale e la fame di punti. Le stesse armi che hanno permesso di sbancare Firenze. Perché, ribadiamolo, una nuova impresa è difficilissima, ma vale anche una fetta importante di salvezza.
La chiave. Provarci, insomma, è praticamente un obbligo. Perché, come accennato, potrebbe valere una stagione. Proprio come a Firenze, però, gli azzurri possono sperare di riuscirci solo di avversari ne supereranno non uno ma due. Già, perché prima del Milan ci sarà da battere l’Empoli... andare al di là dei propri limiti. Sotto ogni punto di vista.
Fra entusiasmo e paura. Può provarci, maagari, cavalcando l’ondata di entusiasmo del derby. E Giovanni Martusciello, non a caso, vuole rivere proprio quella baldanzosa brigata che ha sbancato il Franchi. «È stata una settimana in cui, paura per Buchel a parte, un po’ più di brio in più c’è stato – racconta il tecnico – i risultati positivi ti portano ad avere reazioni differenti, è stata una settimana bella e importante. A Firenze abbiamo fatto un prestazione di spessore e di solidità. A volte in questa stagione ci siamo persi in un bicchier d’acqua, ma con la Fiorentina siamo stati bravi. Dobbiamo continuare così. Anche col Milan dobbiamo rimettere dentro la rabbia della gara contro i viola». Davanti però, ci sarà un Diavolo a caccia dell’Europa. «Ci confrontiamo contro una squadra superiore per personalità e qualità – dice Martusciello – che porta dentro i concetti che gli ha passato il suo allenatore. A parte qualche passaggio a vuoto hanno sempre dimostrato di saper giocare a calcio. Noi però stiamo assaporando un bel momento, la squadra sa di poter fare qualcosa di importante e questo entusiasmo lo dobbiamo sfruttare. Sarà determinante riproporre la stessa identità, dobbiamo cercare di alzare i ritmi, sia quando abbiamo la palla che quando non l’abbiamo, a Firenze siamo stati bravi quando abbiamo perso palla a recuperarla, su questo aspetto siamo migliorati e voglio conferme».
Scelte, dubbi e rivincite. Sulla probabile formazione Martusciello non si sbilancia. «Le assenze di Buchel e Krunic non pesano, mi fido della mia rosa. José Mauri? Devo scegliere tra lui e Tello, ancora non ho deciso. El Kaddouri? Sta crescendo molto, conosce meglio i compagni ed è un giocatore di talento. Anche Thiam è migliorato. In difesa invece tutti stanno offrendo buone prestazioni, sono tutti potenziali titolari». Dai fischi dopo Verona agli applausi dopo il derby. Martusciello si è preso una bella rivincita, ma il tecnico resta coi piedi per terra. «Questo è un mestiere nel quale c’è poco da godere, tranne la botta di adrenalina nel dopo gara. Gli allenatori diventano bravi grazie ai giocatori, il merito dell’allenatore è minimo. I ragazzi hanno dato tutto e i complimenti vanno fatti a loro». C’è solo da tenere la testa bassa e lottare per la salvezza. «Sia noi che il Crotone abbiamo 18 punti a disposizione – conclude – ma il campionato sta dicendo che qualsiasi squadra, con due o tre risultati importanti, può rimettersi in carreggiata».
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