Proteste
«Sì, questa è un’impresa»
di Alessandro Marmugi
Martusciello concede il bis e stavolta fatica a contenere la soddisfazione
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FIRENZE. Un dolce, dolcissimo deja vu. Come nel 97 l’Empoli batte la Fiorentina al Franchi 2-1 e lo fa con un gol nei minuti di recupero. Vent’anni fa Giovanni Martusciello realizzò il gol della vittoria, questa volta il derby lo vince dalla panchina. Ma il sapore dell’impresa è sempre lo stesso. «Torniamo a vincere dopo vent’anni — dice con un filo di emozione — speriamo che non ne passino altri venti prima di vincerne un altro. È una grande soddisfazione, soprattutto per la gente di Empoli che tiene tanto a questa partita. Nella gara di andata siamo stati sconfitti, anche con un passivo pesante, adesso ci siamo rifatti. Come vent’anni fa è stato determinate il lavoro, certe vittorie le realizzi solo nel tempo. Questa è un’impresa, e voglio sottolineare la grande prova dei ragazzi sotto tutti i punti di vista. Forse per alcuni aspetti non meritavamo nemmeno, ma ci abbiamo messo grande abnegazione. E quando ci metti voglia e determinazione vieni premiato».
Ed è stato proprio lo spirito, insieme a grande ordine e buone giocate, a premiare gli azzurri «Dovevamo giocare senza pressione e lo abbiamo fatto — dice il tecnico — potevamo soffrire meno in alcune circostanze e nella ripresa, quando eravamo stanchi ci siamo abbassati molto. Poi ho messo una difesa a cinque e ne abbiamo beneficiato, grazie poi anche alla giocata di Pucciarelli che ha trovato il rigore decisivo per vincere la partita. Un successo merito anche della fiducia della società? La vicinanza di tutto l’ambiente è fondamentale e la sentiamo al di là dei risultati e questi ci ha permesso di vincere questa gara».
Cinico in attacco ma soprattutto solido in difesa, l’Empoli ha tirato fuori le sue doti migliori. «È chiaro che la solidità la acquisisci con gli allenamenti — sottolinea — anche nei momenti di difficoltà la squadra ha reagito bene, mettendoci però qualche errore che ci penalizzava. Li abbiamo commessi anche oggi sul loro gol, anche se mi dicono che Borja Valero era fuorigioco. Però siamo stati attenti. La squadra ha reagito bene alla loro fonte di gioco, loro spesso vogliono andare per vie verticali e noi abbiamo fatto densità costringendoli a spostarsi sulle fasce. Quando poi ci siamo messi a cinque non c’era più quell’esigenza, abbiamo mostrato un po’ il fianco ma era importante non perdere».
Il grande protagonista del pomeriggio azzurro è stato l’ex Manuel Pasqual che ha trasformato il penalty decisivo. Il tecnico azzurro racconta come è nata l’idea di farglielo battere. «I rigoristi sono Mchedlidze, Maccarone e Pucciarelli. Levan e Macca erano fuori dal campo, Pucciarelli era a terra con la caviglia gonfia, non stava bene. Mi sono guardato in giro e ho deciso di farlo tirare a Pasqual. Il rigore non lo ho guardato — confessa — poi ho sentito Dimarco che mi ha abbracciato e ho capito che avevamo fatto gol». E tutti i giocatori lo hanno sommerso in un grande abbraccio, a testimoniare la loro stima e la loro fiducia. «Le vedo tutti i giorni e questo fa piacere. La squadra mi ha sempre ascoltato, oggi abbiamo vinto e questo ci riempie di gioia».
Il primo a scendere dal pullman al ritorno a Empoli è proprio lui. E i tifosi, che aspettando la squadra per celebrare l’impresa, lo applaudono e lo ringraziano. Lui ricambia. Firenze è magica per Martusciello. Il “brutto anatroccolo” è tornato ad essere il “bello guaglione”.
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Ed è stato proprio lo spirito, insieme a grande ordine e buone giocate, a premiare gli azzurri «Dovevamo giocare senza pressione e lo abbiamo fatto — dice il tecnico — potevamo soffrire meno in alcune circostanze e nella ripresa, quando eravamo stanchi ci siamo abbassati molto. Poi ho messo una difesa a cinque e ne abbiamo beneficiato, grazie poi anche alla giocata di Pucciarelli che ha trovato il rigore decisivo per vincere la partita. Un successo merito anche della fiducia della società? La vicinanza di tutto l’ambiente è fondamentale e la sentiamo al di là dei risultati e questi ci ha permesso di vincere questa gara».
Cinico in attacco ma soprattutto solido in difesa, l’Empoli ha tirato fuori le sue doti migliori. «È chiaro che la solidità la acquisisci con gli allenamenti — sottolinea — anche nei momenti di difficoltà la squadra ha reagito bene, mettendoci però qualche errore che ci penalizzava. Li abbiamo commessi anche oggi sul loro gol, anche se mi dicono che Borja Valero era fuorigioco. Però siamo stati attenti. La squadra ha reagito bene alla loro fonte di gioco, loro spesso vogliono andare per vie verticali e noi abbiamo fatto densità costringendoli a spostarsi sulle fasce. Quando poi ci siamo messi a cinque non c’era più quell’esigenza, abbiamo mostrato un po’ il fianco ma era importante non perdere».
Il grande protagonista del pomeriggio azzurro è stato l’ex Manuel Pasqual che ha trasformato il penalty decisivo. Il tecnico azzurro racconta come è nata l’idea di farglielo battere. «I rigoristi sono Mchedlidze, Maccarone e Pucciarelli. Levan e Macca erano fuori dal campo, Pucciarelli era a terra con la caviglia gonfia, non stava bene. Mi sono guardato in giro e ho deciso di farlo tirare a Pasqual. Il rigore non lo ho guardato — confessa — poi ho sentito Dimarco che mi ha abbracciato e ho capito che avevamo fatto gol». E tutti i giocatori lo hanno sommerso in un grande abbraccio, a testimoniare la loro stima e la loro fiducia. «Le vedo tutti i giorni e questo fa piacere. La squadra mi ha sempre ascoltato, oggi abbiamo vinto e questo ci riempie di gioia».
Il primo a scendere dal pullman al ritorno a Empoli è proprio lui. E i tifosi, che aspettando la squadra per celebrare l’impresa, lo applaudono e lo ringraziano. Lui ricambia. Firenze è magica per Martusciello. Il “brutto anatroccolo” è tornato ad essere il “bello guaglione”.
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