Gioco
Il ritorno del gigante buono
di David Biuzzi
Mchedlidze: «Pronto per Firenze, partita durissima ma niente è impossibile»
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EMPOLI. È mancato, eccome se è mancato Levan Mchedlidze. Per i gol, perché in una stagione così difficile lui è stato l’unico ad avere una media realizzativa importante, ma non solo per quelli. Il discorso delle reti, cero, è davanti a tutti. Perché il calcio non è una scienza esatta ma i numeri comunque contano. E i suoi parlano di 5 reti fatte in 873 minuti spesi sul campo. In pratica 1 ogni 174 (e spiccioli minuti). Niente che possa impressionare Cristiano Ronaldo, sia chiaro, ma rispetto alle statistiche dei compagni di squadra (e, soprattutto, di reparto) era, ed è, oro colato. Eppure, come detto, il gigante di Tbilisi in questo lungo e triste periodo agli azzurri di Martusciello è mancato anche per altro. Ad esempio per la sua fisicità, che aveva permesso all’Empoli di trovare un equilibrio ora nuovamente perduto. Ma anche, fuori dal campo per quel sorriso che ha (quasi) sempre stampato sulla faccia, quei suoi modi sempre positivi e propositivi che, nello spogliatoio, pesano.
E che ora, nel momento più difficile e complicato, possono addirittura fare la differenza. «E ora io ci sono — spiega il giocatore — sto finalmente bene e posso giocare. Sto solo aspettando che il mister mi butti dentro. Giocare il derby dall’inizio? Non decido io, ma sono pronto, mi sento pronto».
Anche perché stare fuori non deve essere facile...
«Ho sofferto, ho sofferto tanto. È vero che spesso, in carriera, ho avuto problemi fisici. Ma stavolta è stata più dura perché l’infortunio è arrivato a interrompere un momento per me molto positivo. Stavo giocando, stavo segnando...».
Che Empoli ritrova?
«Non è un bel momento, questo è chiaro. Perché c’è troppa negatività attorno a a noi. Il calcio è fatto così, a volte le cose vanno bene, altre volte no. Noi abbiamo giocato due buone partite contro Napoli e Roma. Poi, col Pescara, avremmo voluto vincere, ma è arrivato un punto che considero comunque importante perché finalmente siamo tornati a muovere la classifica. Nessuno è soddisfatto di aver perso il vantaggio che avevamo sulla terz’ultima, ma è una cosa nel calcio succede. E comunque è inutile stare a pensare a quello che è stato. Bisogna guardare avanti. Sempre».
E se guardate avanti vedete... il derby.
«Motivo in più per farlo. È una partita importante. Per noi, per la classifica e per i nostri tifosi. Quindi dobbiamo provare a fare qualcosa di importante».
Non sarà certo semplice...
«La Fiorentina è una grande squadra. Però niente è impossibile, soprattutto nel calcio. Ci stiamo preparando bene e dobbiamo dare il massimo. Chi temo fra i viola? Sono d’accordo con Maccarone, il nostro amico Saponara è il più pericoloso. In viola sono tanti i giocatori fortissimi. Ma lui ha anche il vantaggio di conoscerci bene».
A proposito di giocatori viola, l’immagine del suo “incontro ravvicinato” con Borja Valero nel derby del 2014 è diventato ormai il simbolo di questa sfida per gli empolesi.
«È vero. Ma per me e penso anche per lui è stata una situazione come ne capitano tante, in campo. Per noi il derby è sempre una partita importante, probabilmente ero un po’su di giri. Lui anche, perché evidentemente qualcosa mi avrà detto. Ricordo solo che corsi lì per difendere Zielinski. Però, ripeto, sono episodi che nascono e muoiono lì. Sarebbe anche dimenticato se non fosse che ogni volta che si avvicina la partita con la Fiorentina sui social spunta quell’immagine».
Tifosi, quelli azzurri, che in questo momento non sono particolarmente soddisfatti.
«E io li capisco. I tifosi vogliono sempre divertirsi e negli ultimi 4 anni si erano abituati bene. Che arrivino i fischi alla fine della partita, quando non hai vinto, è normale. Comprensibile. Un po’ meno che una parte dello stadio inizi a fischiare a 20 minuti dalla fine. È proprio nei momenti difficili che bisogna pensare positivo e, ora più che mai, abbiamo bisogno di sentire l’affetto e il calore dei nostri tifosi. Noi, da parte nostra, siamo pronti a dare tutto per noi e per loro. Perché, francamente, è impossibile non avere rispetto per tifosi come i nostri».
Che sabato, peraltro, hanno accolto il suo rientro quasi con un’ovazione...
«Ho sentito il boato dello stadio e, non lo nego, mia ha fatto molto piacere. Forse mi ha anche un po’ sorpreso anche se, come ho sempre detto, da quindi sono qui a Empoli ho sempre sentito che la gente mi vuole bene. Questa è stata un’ulteriore dimostrazione».
Dica la verità: si sente in colpa per aver lasciato l’Empoli sul più bello e ritrovarlo, ora, così in difficoltà?
«Sì, mi sento in colpa. Ma non per quello che pensate voi. È un sentimento che provo perché vorrei sempre dare di più ai miei compagni e ai miei tifosi. Ma se pensate che il periodo negativo sia legato alla mia assenza vi sbagliate di grosso. Non è così».
Sarà, ma intanto uno come Mchedlidze, in campo e non solo, è sempre meglio avercelo...
@DavidBiuzzi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
E che ora, nel momento più difficile e complicato, possono addirittura fare la differenza. «E ora io ci sono — spiega il giocatore — sto finalmente bene e posso giocare. Sto solo aspettando che il mister mi butti dentro. Giocare il derby dall’inizio? Non decido io, ma sono pronto, mi sento pronto».
Anche perché stare fuori non deve essere facile...
«Ho sofferto, ho sofferto tanto. È vero che spesso, in carriera, ho avuto problemi fisici. Ma stavolta è stata più dura perché l’infortunio è arrivato a interrompere un momento per me molto positivo. Stavo giocando, stavo segnando...».
Che Empoli ritrova?
«Non è un bel momento, questo è chiaro. Perché c’è troppa negatività attorno a a noi. Il calcio è fatto così, a volte le cose vanno bene, altre volte no. Noi abbiamo giocato due buone partite contro Napoli e Roma. Poi, col Pescara, avremmo voluto vincere, ma è arrivato un punto che considero comunque importante perché finalmente siamo tornati a muovere la classifica. Nessuno è soddisfatto di aver perso il vantaggio che avevamo sulla terz’ultima, ma è una cosa nel calcio succede. E comunque è inutile stare a pensare a quello che è stato. Bisogna guardare avanti. Sempre».
E se guardate avanti vedete... il derby.
«Motivo in più per farlo. È una partita importante. Per noi, per la classifica e per i nostri tifosi. Quindi dobbiamo provare a fare qualcosa di importante».
Non sarà certo semplice...
«La Fiorentina è una grande squadra. Però niente è impossibile, soprattutto nel calcio. Ci stiamo preparando bene e dobbiamo dare il massimo. Chi temo fra i viola? Sono d’accordo con Maccarone, il nostro amico Saponara è il più pericoloso. In viola sono tanti i giocatori fortissimi. Ma lui ha anche il vantaggio di conoscerci bene».
A proposito di giocatori viola, l’immagine del suo “incontro ravvicinato” con Borja Valero nel derby del 2014 è diventato ormai il simbolo di questa sfida per gli empolesi.
«È vero. Ma per me e penso anche per lui è stata una situazione come ne capitano tante, in campo. Per noi il derby è sempre una partita importante, probabilmente ero un po’su di giri. Lui anche, perché evidentemente qualcosa mi avrà detto. Ricordo solo che corsi lì per difendere Zielinski. Però, ripeto, sono episodi che nascono e muoiono lì. Sarebbe anche dimenticato se non fosse che ogni volta che si avvicina la partita con la Fiorentina sui social spunta quell’immagine».
Tifosi, quelli azzurri, che in questo momento non sono particolarmente soddisfatti.
«E io li capisco. I tifosi vogliono sempre divertirsi e negli ultimi 4 anni si erano abituati bene. Che arrivino i fischi alla fine della partita, quando non hai vinto, è normale. Comprensibile. Un po’ meno che una parte dello stadio inizi a fischiare a 20 minuti dalla fine. È proprio nei momenti difficili che bisogna pensare positivo e, ora più che mai, abbiamo bisogno di sentire l’affetto e il calore dei nostri tifosi. Noi, da parte nostra, siamo pronti a dare tutto per noi e per loro. Perché, francamente, è impossibile non avere rispetto per tifosi come i nostri».
Che sabato, peraltro, hanno accolto il suo rientro quasi con un’ovazione...
«Ho sentito il boato dello stadio e, non lo nego, mia ha fatto molto piacere. Forse mi ha anche un po’ sorpreso anche se, come ho sempre detto, da quindi sono qui a Empoli ho sempre sentito che la gente mi vuole bene. Questa è stata un’ulteriore dimostrazione».
Dica la verità: si sente in colpa per aver lasciato l’Empoli sul più bello e ritrovarlo, ora, così in difficoltà?
«Sì, mi sento in colpa. Ma non per quello che pensate voi. È un sentimento che provo perché vorrei sempre dare di più ai miei compagni e ai miei tifosi. Ma se pensate che il periodo negativo sia legato alla mia assenza vi sbagliate di grosso. Non è così».
Sarà, ma intanto uno come Mchedlidze, in campo e non solo, è sempre meglio avercelo...
@DavidBiuzzi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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