La manifestazione
La sfida doppia di Pasqual
di David Biuzzi
Torna al Franchi ma da avversario: non può essere una gara come le altre
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EMPOLI. Si dice che la prima volta non si scordi mai. Di sicuro non è come le altre e neanche l’attesa. Come se non bastasse la crisi della squadra e una classifica tornata a far paura, insomma, per Manuel Pasqual questa non è e non può essere una settimana come le altre.
IL RITORNO. Sabato, a meno di un anno di distanza, tornerà in quello che per 11 anni 11 è stato il suo stadio, il Franchi. Per la prima volta, però, lo farà senza quella maglia viola che ha indossato, senza soluzione di continuità, dal 2005 al 2016. All’8 maggio del 2016, per la precisione, quando salutò il “suo” pubblico con le lacrime agli occhi e il cuore in subbuglio. Non un addio, visto che Pasqual vive ancora a Firenze e ha scelto di proseguire la sua avventura a una manciata di chilometri di distanza, ma un passaggio fondamentale per la carriera e anche per la vita del giocatore. Sono tanti i motivi, insomma, che rendono la sfida di sabato diversa da tutte le altre per il difensore.
IL SILENZIO. Non a caso, Pasqual, ha scelto di prepararla in silenzio. Nessuna intervista, prima del match, con ogni invito declinato con la cortesia e la sensibilità che gli sono proprie. Insomma, per chi non lo avesse capito questa per lui non è una partita ma la partita. Anche se lo scorso novembre ha già affrontato, da avversario, i viola. «Ma la vera emozione – disse nei giorni precedenti della sfida di andata – sarà il ritorno al Franchi». E, ora, ci siamo. «Manuel è un giocatore che ha lasciato il cuore a Firenze – ha spiegato il suo agente Gastone Rizzato al sito Calciomercato.com – ma è anche evidente che oggi gioca per l'Empoli e darà tutto per la squadra azzurra, fermo restando che abbraccerà i suoi ex compagni, il pubblico e tutti quelli che gli hanno voluto bene. Undici anni in una sola squadra non si possono dimenticare, con oltre 350 presenze in viola, è stato capitano ed ha conquistato la Nazionale con quella maglia: la sua vita calcistica si è praticamente sviluppata alla Fiorentina, e perciò è qualcosa che non si può cancellare. È una storia bellissima, da raccontare ai bambini».
STRANO EFFETTO. In attesa di aggiungere gli ultimi capitoli alla storia (perché lo stesso Rizzato non nega l’ipotesi di un futuro ritorno alla Fiorentina da dirigente), ora c’è da capire quale sarà la reazione non solo di Pasqual al Franchi, ma anche del Franchi al Pasqual. Perché non è un ex banale, non uno dei tanti. «Sarà strano vederlo con la maglia dell’altra squadra», disse Corvino prima del derby d’andata (e, in molti, pensano che se Corvino fosse tornato prima Pasqual sarebbe ancora in viola...). Insomma, una partita dentro una partita che già vale. Vale tantissimo e un po’ per tutto (campanile, classifica e chi più ne ha più ne metta...).
LA SITUAZIONE. Di sicuro, però, c’è la professionalità con cui Pasqual se la giocherà. In pochi mesi a Empoli, infatti, ha già fatto capire perché a Firenze è rimasto per 11 stagioni, uscendo con la faccia del capitano al braccio. L’azzurro lo ha vestito da poco, infatti, ma la sua esperienza e la sua sensibilità e lo hanno già fatto diventare uno dei “senatori” del gruppo. Come ha confermato sabato scorso, quando ci ha messo la faccia dopo la partita con il Pescara con dichiarazioni che hanno suscitato reazioni non proprio benevole (soprattutto sui social), ma che chiaramente erano dettato dall’obiettivo di togliere “peso” sulle teste dei suoi compagni. Parole da “altro capitano”, insomma.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
IL RITORNO. Sabato, a meno di un anno di distanza, tornerà in quello che per 11 anni 11 è stato il suo stadio, il Franchi. Per la prima volta, però, lo farà senza quella maglia viola che ha indossato, senza soluzione di continuità, dal 2005 al 2016. All’8 maggio del 2016, per la precisione, quando salutò il “suo” pubblico con le lacrime agli occhi e il cuore in subbuglio. Non un addio, visto che Pasqual vive ancora a Firenze e ha scelto di proseguire la sua avventura a una manciata di chilometri di distanza, ma un passaggio fondamentale per la carriera e anche per la vita del giocatore. Sono tanti i motivi, insomma, che rendono la sfida di sabato diversa da tutte le altre per il difensore.
IL SILENZIO. Non a caso, Pasqual, ha scelto di prepararla in silenzio. Nessuna intervista, prima del match, con ogni invito declinato con la cortesia e la sensibilità che gli sono proprie. Insomma, per chi non lo avesse capito questa per lui non è una partita ma la partita. Anche se lo scorso novembre ha già affrontato, da avversario, i viola. «Ma la vera emozione – disse nei giorni precedenti della sfida di andata – sarà il ritorno al Franchi». E, ora, ci siamo. «Manuel è un giocatore che ha lasciato il cuore a Firenze – ha spiegato il suo agente Gastone Rizzato al sito Calciomercato.com – ma è anche evidente che oggi gioca per l'Empoli e darà tutto per la squadra azzurra, fermo restando che abbraccerà i suoi ex compagni, il pubblico e tutti quelli che gli hanno voluto bene. Undici anni in una sola squadra non si possono dimenticare, con oltre 350 presenze in viola, è stato capitano ed ha conquistato la Nazionale con quella maglia: la sua vita calcistica si è praticamente sviluppata alla Fiorentina, e perciò è qualcosa che non si può cancellare. È una storia bellissima, da raccontare ai bambini».
STRANO EFFETTO. In attesa di aggiungere gli ultimi capitoli alla storia (perché lo stesso Rizzato non nega l’ipotesi di un futuro ritorno alla Fiorentina da dirigente), ora c’è da capire quale sarà la reazione non solo di Pasqual al Franchi, ma anche del Franchi al Pasqual. Perché non è un ex banale, non uno dei tanti. «Sarà strano vederlo con la maglia dell’altra squadra», disse Corvino prima del derby d’andata (e, in molti, pensano che se Corvino fosse tornato prima Pasqual sarebbe ancora in viola...). Insomma, una partita dentro una partita che già vale. Vale tantissimo e un po’ per tutto (campanile, classifica e chi più ne ha più ne metta...).
LA SITUAZIONE. Di sicuro, però, c’è la professionalità con cui Pasqual se la giocherà. In pochi mesi a Empoli, infatti, ha già fatto capire perché a Firenze è rimasto per 11 stagioni, uscendo con la faccia del capitano al braccio. L’azzurro lo ha vestito da poco, infatti, ma la sua esperienza e la sua sensibilità e lo hanno già fatto diventare uno dei “senatori” del gruppo. Come ha confermato sabato scorso, quando ci ha messo la faccia dopo la partita con il Pescara con dichiarazioni che hanno suscitato reazioni non proprio benevole (soprattutto sui social), ma che chiaramente erano dettato dall’obiettivo di togliere “peso” sulle teste dei suoi compagni. Parole da “altro capitano”, insomma.
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