Il Tirreno

Empoli

Big Mac prova a scacciare via i fantasmi 

di David Biuzzi
Big Mac prova a scacciare via i fantasmi 

Il capitano indica la strada per il gran finale «Ci aspettano 7 sfide da giocare alla morte»

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EMPOLI. In pratica è come se avesse segnato il gol numero 101. Stavolta Massimo Maccarone non lo ha realizzato sul campo, ma non per questo deve essere meno importante. Anzi.
Perché in un momento di tensione e delusione, quella che sta vivendo l’Empoli e il suo popolo, portare un sorriso, una ventata di serenità, può anche rivelarsi decisivo. Lui c’è riuscito, con la determinante collaborazione (o forse sarebbe il caso di dire complicità. . .) dell’Unione club azzurri, nella serata organizzata dal tifo organizzato per celebrare le sue 100 perle in azzurro. In tanti, infatti, hanno voluto festeggiare il bomber facendo passare in secondo piano, almeno per qualche ora, le nubi sul presente e sul futuro. «Ringrazio l’Unione club per questa bella serata coi tifosi — spiega l’attaccante — purtroppo non arriva in un buon momento, ma l’ennesima dimostrazione d’affetto delle gente di Empoli mi ha fatto piacere. Molto».
Non un buon momento ma...?
«Ma come ho detti ai tifosi quando sono tornato qui, 5 anni fa, stavamo decisamente peggio. Rischiavamo una drammatica retrocessione in Lega Pro, i problemi erano tanti, tanti più di quelli attuali, però c’era un clima diverso, un ambiente diverso. Meno tifosi, ma tutti vicini alla squadra».
Cosa che oggi non accade?
«No, oggi no. Dobbiamo tornare quelli di 5 anni fa e remare tutti nella stessa direzione. Non credo che fischiare i nostri difensori mentre si scambiano la palla, come è successo sabato col Pescara, porti dei vantaggi. Al triplice fischio, sia chiaro, ognuno può esprimere il suo dissenso se non è contento, ma farlo durante la partita di sicuro non aiuta. La maggioranza dei nostri tifosi, quelli che c’erano 5 anni fa e ci sono anche oggi, sono dalla nostra, ma l’ambiente è cambiato. Così oggi l’entusiasmo è la cosa che più ci manca. Capisco che sia difficile portarlo, in questo momento, ma serve serenità».
Cosa è cambiato, secondo lei, attorno alla squadra?
«Dall’inizio c’è molta, troppa negatività. A volte ho addirittura la sensazione che ci sia astio nei nostri confronti. È chiaro che le cose non stanno andando bene e che i tifosi vorrebbero sempre il massimo. Ma bisogna anche capire che le stagioni non sono tutte uguali. Ne stiamo vivendo una strana, particolare, ma l’Empoli deve salvarsi e oggi è salvo. Quindi ora ci sono 7 partite da giocare alle morte, con l’aiuto della nostra gente, per arrivare a quello che è sempre stato e sempre sarà l’obiettivo. Bisogna smettere di pensare al passato o a quello che poteva essere, abbiamo le capacità per arrivare al traguardo e dobbiamo farlo».
A cominciare dal derby.
«Partita importante, anche per i viola. Partiamo sfavoriti, perché la Fiorentina è più forte di noi, ma dobbiamo metterci la rabbia che abbiamo dentro, dobbiamo dare il segnale che l’Empoli è vivo, dobbiamo essere noi i primi a fare qualcosa per ricreare l’entusiasmo nei tifosi».
Chi toglierebbe ai viola?
«Saponara, perché può essere sempre determinante. Se l’ho sentito? No, ma mi ha scritto un messaggio dopo il 100º gol».
Ma cosa sta succedendo all’Empoli secondo lei?
«Non c’è una spiegazione. In questo periodo abbiamo incontrato tante big e perdere poteva starci, ma abbiamo anche sbagliato quelle 2 o 3 partite che potevano farci vivere un altro finale. E soprattutto la sconfitta interna col Genoa secondo me ci ha condizionato e ci sta ancora condizionando molto».
Da lì nasce questa paura che sembra bloccarvi?
«Sì, almeno in parte. Ed è un nemico insidioso, perché in settimana lavoriamo bene ma poi in campo provi una giocata in meno e ne risente la manovra».
E come se ne esce?
«Col lavoro. Sempre e solo col lavoro. Ognuno di noi, ora, deve dare qualcosa in più. Di correggere anche il più piccolo errore individuale per il bene della squadra. Per farlo, però, serve anche un minimo di serenità ed è per questo che l’ambiente Empoli può e deve aiutarci. A me è già capito di salvarmi all’ultima giornata, ora dobbiamo giocare queste 7 partite come se fosse sempre l’ultima giornata...».
@DavidBiuzzi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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