Sicurezza
L’allievo Veseli sfida il maestro Zeman
di David Biuzzi
Si sono incrociati a Lugano: «Mi ha insegnato tante cose»
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EMPOLI. Si sono incrociati lo scorso anno, a Lugano, ed è stato praticamente un colpo di fulmine. Calcistico, ovviamente. Perché il “maestro”, al secolo Zdenek Zeman, ha lasciato il segno contribuendo in maniera determinante alla crescita di Frederic Veseli. Ed è proprio il difensore azzurro, a poche ore dal nuovo incontro col boemo, a raccontare l’importanza che quella esperienza — breve ma intensa, è storia della scorsa stagione — ha avuto sulla sua crescita professionale.
«È vero — sottolinea il nazionale albanese — avere l’opportunità di lavorare con Zeman è stato molto importante per la mia carriera. Ho imparato molto da lui, sotto tutti i punti di vista, e quello che mi ha insegnato mi è servito e mi sta servendo molto anche in questa avventura in Serie A».
Eppure Zeman è famoso per il suo gioco d’attacco, non certo per la difesa...
«Ma non è uno sprovveduto per quanto riguarda la difesa. E poi a un certo tipo di gioco ero già abituato dalle stagioni trascorse in Inghilterra. Il suo gioco offensivo, invece, ti permette di conoscere a fondo come si muovono e cosa cercano le punte. E questo ti aiuta molto quando poi scendi in campo e devi proteggere le tua area di rigore e la tua porta».
Meglio non fidarsi del Pescara, insomma.
«Esatto. Intanto perché in questi mesi ho già capito che in Serie A di facile non c’è proprio niente, poi perché le squadre di Zeman sono sempre imprevedibili. Sono capaci di grande imprese e sappiamo che non possiamo permetterci il lusso di sottovalutare questo impegno».
Anche perché, dopo 7 sconfitte, fare punti diventa indispensabile.
«Fare punti è sempre indispensabile. È il nostro lavoro e cerchiamo sempre di farlo al meglio. Non importa quello che hai fatto la settimana prima, ma affrontare al meglio la partita. Per questo le 7 sconfitte ci pesano fino a un certo punto. Tutti noi siamo molto concentrati su quello che c’è da fare, non su quello che è stato fatto. Certo anche il passato deve servirci, ma per migliorare, per crescere. In questo periodo, poi, ci sono state anche prestazioni positive».
Come quella di Roma, dove anche lei è tornato fra i protagonisti.
«Della mia prestazione sono soddisfatto, ovviamente per quanto si può esserlo dopo una sconfitta. Ma, in generale, sono contento di sentirmi finalmente bene. Era dall’infortunio che ho avuto con il Milan (praticamente un girone fa, ndr) che mi sono trascinato dietro un fastidio problema. Da un po’di tempo riesco ad allenarmi bene, con continuità e credo che sul campo si sia visto».
Come con l’Albania, in cui ha giocato titolare sia contro l’Italia che contro la Bosnia.
«È stata una bella opportunità e ringrazio il ct De Biasi che me l’ha concessa. In quelle due partite ho potuto far fruttare il lavoro svolto qui a Empoli in allenamento. E così anche a Roma mi sono sentito pronto».
Pronto anche per il Pescara?
«Lo sono, lo siamo tutti. Non sarà semplice, ma sicuramente daremo il massimo».
@DavidBiuzzi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
«È vero — sottolinea il nazionale albanese — avere l’opportunità di lavorare con Zeman è stato molto importante per la mia carriera. Ho imparato molto da lui, sotto tutti i punti di vista, e quello che mi ha insegnato mi è servito e mi sta servendo molto anche in questa avventura in Serie A».
Eppure Zeman è famoso per il suo gioco d’attacco, non certo per la difesa...
«Ma non è uno sprovveduto per quanto riguarda la difesa. E poi a un certo tipo di gioco ero già abituato dalle stagioni trascorse in Inghilterra. Il suo gioco offensivo, invece, ti permette di conoscere a fondo come si muovono e cosa cercano le punte. E questo ti aiuta molto quando poi scendi in campo e devi proteggere le tua area di rigore e la tua porta».
Meglio non fidarsi del Pescara, insomma.
«Esatto. Intanto perché in questi mesi ho già capito che in Serie A di facile non c’è proprio niente, poi perché le squadre di Zeman sono sempre imprevedibili. Sono capaci di grande imprese e sappiamo che non possiamo permetterci il lusso di sottovalutare questo impegno».
Anche perché, dopo 7 sconfitte, fare punti diventa indispensabile.
«Fare punti è sempre indispensabile. È il nostro lavoro e cerchiamo sempre di farlo al meglio. Non importa quello che hai fatto la settimana prima, ma affrontare al meglio la partita. Per questo le 7 sconfitte ci pesano fino a un certo punto. Tutti noi siamo molto concentrati su quello che c’è da fare, non su quello che è stato fatto. Certo anche il passato deve servirci, ma per migliorare, per crescere. In questo periodo, poi, ci sono state anche prestazioni positive».
Come quella di Roma, dove anche lei è tornato fra i protagonisti.
«Della mia prestazione sono soddisfatto, ovviamente per quanto si può esserlo dopo una sconfitta. Ma, in generale, sono contento di sentirmi finalmente bene. Era dall’infortunio che ho avuto con il Milan (praticamente un girone fa, ndr) che mi sono trascinato dietro un fastidio problema. Da un po’di tempo riesco ad allenarmi bene, con continuità e credo che sul campo si sia visto».
Come con l’Albania, in cui ha giocato titolare sia contro l’Italia che contro la Bosnia.
«È stata una bella opportunità e ringrazio il ct De Biasi che me l’ha concessa. In quelle due partite ho potuto far fruttare il lavoro svolto qui a Empoli in allenamento. E così anche a Roma mi sono sentito pronto».
Pronto anche per il Pescara?
«Lo sono, lo siamo tutti. Non sarà semplice, ma sicuramente daremo il massimo».
@DavidBiuzzi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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