Il Tirreno

Empoli

Cappellini avverte «Occhio al maestro» 

di David Biuzzi
Cappellini avverte «Occhio al maestro» 

L’ex fantasista mette in guardia dalle trappole di Zeman «Il suo 4-3-3 è cambiato poco e può far male a chiunque»

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EMPOLI. È passato quasi un quarto di secolo da quando le loro vite s’incrociarono. Una stagione sola, quella datata 1993/1994, ma sufficiente per stabilire un legame forte. Uno, Massimiliano Cappellini, era un giovane attaccante di belle speranze che aveva già vinto scudetto e Coppa Campioni (perché allora così si chiamava) nel Milan stellare di Sacchi; l’altro, Zdenek Zeman, stava conquistando l’Italia (e non solo) con il suo gioco pazzesco. Da quel giorno l’ex fantasista azzurro, oggi uomo scouting dell’Empoli, quando parla del boemo lo definisce con una parola tanto semplice quanto indicativa, “maestro”. E anche se col tempo i contatti diretti, una volta fittissimi, si sono diradati, la stima è rimasta la stessa.
Anche in vista di uno scontro, quello con il suo Pescara, che può valere una fetta di salvezza. «Di sicuro è una partita importante – sottolinea Cappellini – molto importante. Non sarà decisiva, perché dopo ce ne saranno altre 7 da giocare, ma può indirizzare il finale di stagione in un verso o nell’altro».
Paradossalmente sembra più decisiva per il Pescara...
«Forse sì, è come l’ultima chiamata per tornare in corsa. Ma è chiaro che pesa anche per noi, anche per l’Empoli».
Che tipo di partita si aspetta?
«La posta in palio è molto alta, per tutti. Quindi sarà nervosa, tirata, intensa sotto il profilo mentale. E sarà importante affrontarla bene proprio sotto questo profilo».
Teme Zeman?
«Rispetto lui e il Pescara. Che, a prescindere dall’ultimo posto che occupa, a mio avviso è una buona squadra».
Conoscendo il boemo come se la giocherà?
«Come sempre. Il suo 4-3-3 non è cambiato molto. Forse ultimamente cerca di tenere la linea difensiva un po’ più bassa e il pressing è meno sistematico. In linea di massima, però, i concetti di gioco sono gli stessi, anche perché quando vengono fatti nei modi e nei tempi giusti sono sempre in grado di mettere in difficoltà qualsiasi avversario. Anche il Milan, come è accaduto nella scorsa giornata».
Insomma ci sarà da stare attenti.
«Poco ma sicuro. Ma, ripeto, al di là del valore dell’avversario, che comunque non va sottovalutato, le difficoltà maggiori restano legate all’importanza della posta in palio. Il pallone, sabato, rischia di pesare molto e la gestione della partita sarà fondamentale».
E l’Empoli sarà in grado di gestirla?
«Ha le potenzialità per farlo, dunque devo farlo. Ormai conosciamo questa squadra. Con i suoi limiti, e quello del gol lo è certamente, e i suoi pregi. Ma quello che fa ben sperare è che, dopo un paio di passaggi a vuoto, siamo tornati sui binari giusti. Lo si è visto contro il Napoli e, soprattutto, con la buona prova di Roma».
@DavidBiuzzi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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