Il Tirreno

Empoli

L’avviso di Martusciello «Dobbiamo dare un segnale forte a tutti»

di David Biuzzi e Alessandro Marmugi

EMPOLI. Quando Icaro cercò di volare troppo alto finì per farsi bruciare le ali dal sole, cadere in mare e lì morire. È mitologia classica, è vero, ma anche l’Empoli oggi corre quel rischio. Già,...

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EMPOLI. Quando Icaro cercò di volare troppo alto finì per farsi bruciare le ali dal sole, cadere in mare e lì morire. È mitologia classica, è vero, ma anche l’Empoli oggi corre quel rischio. Già, perché di fronte al Napoli del maestro Sarri c’è (non si può negare) l’assoluto bisogno di rialzare la testa ma anche il rischio di caricare troppo la partita e andare incontro a un’altra caduta. Una caduta rovinosa.

I MOTIVI. Non si può chiedere all’Empoli di essere quello che non è stato finora, insomma. Ma è doveroso che l’Empoli faccia... l’Empoli. Ovvero che, contro una big, si lascia alle spalle sia il brutto ko interno col Genoa che la disfatta di Verona e torni a essere squadra. A combattere, a soffrire. Magari a perdere, ma sempre da squadra. Sul fatto che l’avversario si proibitivo, poi, non ci sono dubbi.

LA CHIAVE. Proprio per questo servirà quella cifra agonistica che ultimamente, per superficialità o per paura, non si è vista. Proprio per questo gli azzurri dovranno battersi e sbattersi, correre e rincorrere. Se la qualità dice Napoli, insomma, non resta che metterci tanta, ma propria tanta sostanza. Con densità in zona palla, con la voglia di andare a colpire tutte le volte che ce ne sarà la possibilità. Più che schemi o alchimie tattiche, insomma, servirà il cuore. Tanto cuore.

LA REAZIONE. Quello che, in definitiva, si aspetta anche Martusciello. «Non ci sono ricette per fermare il Napoli – dice – dobbiamo metterci la rabbia giusta, veniamo da una sconfitta che ha lasciato degli strascichi, che ha portato anche alla contestazione. Una contestazione che, conoscendo i tifosi, è arrivata per eccesso d'amore. Servirà grande carica, proveremo a giocacela con le nostre armi, cercheremo di non far emergere le loro qualità. Il confronto coi tifosi ha dato la giusta spinta, perché c'era bisogno di dare un segnale forte, di rimarcare il senso di appartenenza. Ci sono stati dei passaggi in cui siamo stati in difetto, sotto questo profilo, e vogliamo fare di più. Vogliamo dare un segnale all'ambiente, dobbiamo metterci grande determinazione». Un Martusciello che in questi gironi non ha mai pensato di rischiare l'esonero. «Non mi sono mai sentito in discussione perché c'è il lavoro che facciamo sul campo e la società è attenta a questo». Sulla brutta partita col Chievo il tecnico fa una analisi a mente fredda. «L'abbiamo rivista più volte – dice– abbiamo commesso degli errori ma anche fatto qualcosa di buono dal quale ripartire. Quando arrivano le onde più pericolose bisogna rimettere i remi fuori dalla barca e fare fatica. L’alternativa è aspettare che l'onda ti travolga. Noi dobbiamo riprendere a remare, l'ho detto anche ai ragazzi». Al Castellani torna Sarri, ex indimenticato e grande amico. «Non l'ho sentito in settimana, ci siamo “messaggiati” per le belle prove che hanno fatto con Roma e Real. Mi farà piacere ritrovare lui Calzona e tutti gli altri ex dello staff e della squadra».

BUCHEL E GLI ALTRI. Torna a disposizione Buchel, dopo lo stop disciplinare. «Marcel ha fatto una bravata – spiega Martusciello – e l'ha pagata a caro prezzo. Un errore che possono commettere tutti i ragazzi di quell'età. Però in settimana l'ho visto sereno». Sulla formazione il tecnico non si sbilancia. «Non ho dubbi, può darsi che cambi qualcosa rispetto all'ultima partita. Ma conterà soprattutto l'atteggiamento L'approccio dovrà essere forte, di sacrificio, di corsa. Il Napoli ha dei valori importanti, c'è bisogno di metterci una grande rabbia. Dobbiamo tirare fuori la voglia di lottare. I tifosi? sono sicuro che ci sosterranno durante la gara come hanno fatto sempre, ci sarà lo stadio pieno, speriamo sia un bello spettacolo».

IL PIENONE. Intanto già da ieri i primi tifosi al seguito del Napoli hanno raggiunto l’Empolese. Saranno in tanti, perché il Castellani si annuncia quasi esaurito. Motivo in più per offrire una prestazione all’altezza del contorno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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