Il dolore
Martusciello-Sarri c’è un amico da tradire
Quanti incroci nella sfida con il Napoli, tra emozioni e rivincite
EMPOLI. Ci vorrebbe un amico. Sì, uno di quelli che ti dà la classica pacca sulla spalla, quello con il quale ti confidi nei momenti di difficoltà, quello che ti dice «stai tranquillo, le cose andranno per il meglio». Succede però qualche volta che quell'amico, per 90 minuti, debba trasformarsi nel tuo più acerrimo rivale. Succederà domattina a Maurizio Sarri e Giovanni Martusciello, che per la seconda volta in questa stagione si ritroveranno da avversari. Maestro e allievo di nuovo uno contro l'altro, ma questa volta con un grossissimo peso sul cuore. Entrambi in questa domenica mattina, per via del momento che stanno vivendo le loro squadre, hanno bisogno di un risultato positivo. Hanno bisogno di un motivo per sorridere, che però automaticamente darebbe un grande, grandissimo dispiacere all’amico-rivale.
Il ritorno-bis di Sarri al Castellani sarà thrilling. Nello stadio che lo ha lanciato questa volta il tecnico di Figline arriva forte di un terzo posto in classifica, di una Champions in linea con le attese della società, nonostante l'eliminazione col Real, ma con l'obbligo di vincere per provare a raggiungere il più presto possibile un posto nella coppa più ambita. Per Martusciello invece, con la crisi che stanno vivendo gli azzurri, è un momento delicato. Col Napoli servono una grande prestazione e magari qualche punto per allontanare i fantasmi e riportare un po' di serenità all'ambiente. Insomma, nessuno può permettersi il passo falso e dovrà "tradire" l'amico che siederà sulla panchina opposta, a pochi metri da lui. Un rapporto che lega Martusciello non solo a Sarri ma a tutto lo staff dell'allenatore partenopeo. A partire dal suo vice, Francesco Calzona, passando poi per Simone Bonomi e dal preparatore Francesco Sinatti. Avrebbe potuto raggiungerli Martusciello, che poi però ha avuto la grande chance di correre da solo. Sarà un duello senza esclusione di colpi. Un duello tra due squadre e due allenatori che utilizzano dei principi di calcio praticamente identici. Uno cresciuto insieme all'altro. Quasi una partita scacchi, tra due che sanno esattamente quali sono le mosse del rispettivo avversario. Ma l'affetto, le battute, i consigli questa volta dovranno essere messi da parte.
Un incrocio suggestivo, che non sarà l'unico della partita. A legare Empoli e Napoli ci sono tanti fili, che riguardano gli ex, alcuni mai dimenticati, altri in cerca di gloriose rivincite. Non ci sarà Tonelli ma farà per la prima volta ritorno al Castellani da ex Piotr Zielinski, uno che in due anni di Empoli ha saputo apprezzare squadra e ambiente. «Vorrei chiudere la mia carriera qui»" aveva detto in un'intervista mostrando tutta la sua empolesità e rivederlo con un'altra maglia nel "suo" stadio farà un certo effetto. Così come per Hiysaj, empolese d'adozione e pronto a tornare a calpestare quella fascia nella quale ha scorrazzato per anni. Chi forse non sarà contentissimo di rivedere Sarri è El Kaddouri. Al Napoli non lo ha mai fatto giocare e il marocchino ha lasciato il San Paolo proprio per questo motivo. Domani avrà l'occasione di dimostrargli che forse si sbagliava. Questo l'unico pizzico di rivincita in una partita amarcord. Ora non resta che aspettare il verdetto del campo ma comunque vada, per lo sconfitto ci sarà la spalla di un amico sulla quale piangere.
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