Il Tirreno

Empoli

«Bisogna scacciare la paura»

di David Biuzzi

Dall’alto dei suoi 209 gol Totò Di Natale indica la strada per tornare a volare

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EMPOLI. È come fare un viaggio, breve, dentro un paradosso. Più o meno 3,5 chilometri, infatti, separano... 196 gol. Tanto è lungo, infatti, il tragitto dal Carlo Castellani, la casa dell’Empoli, a quella dove invece abita Antonio Di Natale. Che, infatti, di reti nel massimo campionato ne ha segnate tante, tantissimo. Da record. È uno dei 6 giocatori, all time, ad aver superato la quota dei 200, toccando i 209 (18 con la maglia azzurra) prima di scegliere di dire basta, appendere le scarpette al chiodo e tornare nella città dove è diventato grande e dove ha messo su famiglia. Uno dei grandi re del gol, insomma, che vive a due passi dalla squadra che, con 15 centri, ha il peggior attacco d’Europa e che vive uno dei periodi più complicati degli ultimi anni. «È vero – spiega l’ex bomber – è un momento difficile. Ne ho vissuti tanti, in carriera, e so per esperienza personale che in questo momento c’è da parlare poco e pedalare forte. Se ne esce solo col lavoro, anche se sembra una frase fatta, e l’Empoli ha tutto per uscirne».

Sembra sicuro.

«Lo sono. Proprio perché la medicina è il lavoro e a Empoli c’è e c’è sempre stata la cultura del lavoro».

Però c’è anche un calendario niente male...

«È probabile che il campionato dell’Empoli cominci dopo le sfide contro Napoli e Roma. Ma proprio in queste sfide, contro avversarie fuori portata, c’è bisogno di una risposta. Quest’anno la squadra forse non si è ripetuta sui livelli del recente passato, ma io l’ho seguita e ha quasi sempre giocato bene. A Verona c’è stato un passaggio a vuoto, per questo è importante reagire subito sotto il profilo delle prestazioni. Per dare una svolta secondo me può bastare poco».

Tipo?

«Un risultato che non ti aspetti, un’impresa, sarebbe l’ideale. Ma può essere decisiva anche una prova sopra le righe per permettere al gruppo di ritrovare fiducia, coraggio».

Vede una squadra impaurita?

«A Verona ha giocato con paura, questo è sicuro. Probabilmente figlia della sconfitta allo scadere col Genoa. Ma, in campo, è proprio quello il primo nemico da evitare, il primo avversario da battere. E l’Empoli, ora, deve fare soprattutto questo, scacciare la paura e fare il suo gioco».

Martusciello, secondo lei, cosa dovrebbe fare?

«Semplicemente continuare a fare il suo lavoro».

Non pensa, come si dice in giro, che l’inesperienza del tecnico possa pesare in un momento come questo?

«No. Anche perché Martusciello (che Totò, in realtà, chiama sempre Giovanni, ndr) di esperienza ne ha. Conosce l’ambiente meglio di chiunque altro e per anni ha lavorato al fianco di grandi allenatori come Sarri e Giampaolo. Per l’Empoli, poi, darebbe il sangue. Ho vissuto esperienze simili anche con tecnici esperti come Guidolin, ma anche lui ha le conoscenze necessarie per gestire questo momento. Una parte importante, poi, devono farla i senatori del gruppo, e in questo senso Maccarone è una garanzia, e i tifosi. Perché c’è bisogno di loro».

Tifosi che però, al momento, sembrano arrabbiati...

«Fischi e contestazione ci stanno. Anche a Udine, altra piazza tranquilla, è capitato così. L’importante è che provino ad aiutare la squadra durante le partite. Come hanno fatto a Verona e come, sono sicuro, faranno col Napoli. Aspettare la squadra per chiedere di più è un segno d’affetto, d’amore».

Ma lei da attaccante, e che attaccante, come si spiega questa difficoltà a segnare?

«Evidentemente è un problema di squadra e non solo di reparto. Ma capitano periodi o anche stagioni in cui ti va tutto storto. Un attaccante, poi, se non segna diventa triste. Anche in questo caso basterebbe un episodio, un bel gol, per invertire il trend».

Oppure potrebbe venire lei a dare una mano...

«Io ho già dato. Non scherziamo».

Ma secondo lei l’Empoli si salverà?

«L’Empoli ha un vantaggio che non è né tanto né poco. Ora deve gestire bene questo momento difficile, poi le cose si sistemeranno da sole. E, se permettete, l’ultima domanda la faccio io...».

Prego?

«Pescara, Crotone e Palermo oggi farebbero sicuramente a cambio con l’Empoli, qui c’è qualcuno che farebbe altrettanto...?».

@DavidBiuzzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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