Il Tirreno

Empoli

Si riparte... da Martusciello

di David Biuzzi
Si riparte... da Martusciello

La carica del tecnico vale la conferma, resta in piedi l’ipotesi ritiro anticipato

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EMPOLI. La prima cosa che viene in mente è il titolo, diventato ormai un modo dire, di una commedia di William Shakespeare: tanto rumore per nulla. Già, perché alla fine il day after della catastrofica partita di Verona è passato senza ribaltoni, scosse o decisioni clamorose. Non sarebbe e non è corretto, però, perché in realtà i 4 schiaffi rimediati dal Chievo hanno fatto male, a tutti i livelli, e di conseguenze potrebbero averne molte. E anche subito.

LA CONFERMA. Non sarà, però, un ribaltone. Giovanni Martusciello, infatti, era e resta l’allenatore dell’Empoli. E, in realtà, non sarebbe neanche una fiducia confermata ma... verificata. Alla fine di una partita (sportivamente) drammatica come quella contro il Chievo, infatti, il dubbio è sorto. L’encefalogramma piatto degli azzurri, la mancata reazione alle avversità, hanno messo in discussione non tanto la posizione dell’allenatore quanto la sua voglia di provare a invertire un trend negativo che, letto coi numeri, somiglia tanto a una frana: 5 sconfitte consecutive, 1 punto nelle ultime 7 giornate di campionato. Per questo già nella nottata di domenica, una volta rientrata la squadra ed esaurita la protesta degli 80 tifosi che hanno atteso il pullman al Castellani per contestare tutto e tutti, nella pancia dello stadio è andato in scena un primo summit con l’allenatore, il ds Accardi e il dg Carli. E, all’incontro, Martusciello si è presentato più carico che mai. Avvelenato, per dirla in termini pratici, per l’accaduto e deciso a non mollare di una virgola. Fra l’altro anche i senatori del gruppo (a partire da capitan Maccarone, ma non solo lui) nei colloqui privati hanno confermato quanto detto anche in pubblico: la squadra è con Martusciello. Così l’Empoli non si è neanche messo a cercare altrove (sono circolati i nomi di Reja, Stramaccioni, De Canio e Zenga ma solo perché fa parte del gioco della parti...) ma, di fatto, non ha preso in esame l’ipotesi dell’esonero. Mentre sul web correvano voci di tutti i tipi, così, nella mattinata di ieri sempre al Castellani è andato in scena un nuovo incontro al vertice. Stavolta senza Martusciello, ma con i due direttori, il presidente Corsi e l’ad Ghelfi. E anche in questo caso l’eventualità di un cambio della guardia non è stata presa in considerazione. Ma, ovviamente, resta la volontà di mandare un segnale. E, possibilmente, forte.

L’IPOTESI RITIRO. In un primo momento, cioé domenica sera, i dirigenti avevano seriamente pensato anche di poter annullare il giorno di riposo di ieri. Ma la contestazione dei tifosi, al rientro, è stata giudicata sufficiente come scossa immediata. Ripresa oggi, insomma. Ma preceduta da un briefing, negli spogliatoi, in cui Carli e probabilmente anche lo stesso Corsi parleranno alla squadra. E non sarà, ovviamente, una semplice chiacchierata. Ai giocatori sarà chiesto conto di quanto accaduto a Verona e fra le ipotesi resta valida anche quella del ritiro anticipato in vista della sfida contro il Napoli del grande ex Sarri. Sfida impossibile, si sa, ma che a questo punto va affrontata con uno spirito diverso, con un atteggiamento che non sia quello remissivo di Verona. In effetti l’idea del ritiro era stata praticamente già decisa, ma alla fine ha prevalso l’ipotesi del confronto con il gruppo perché secondo le analisi dei dirigenti il problema che ha inceppato, anzi bloccato il meccanismo col Chievo sarebbe soprattutto mentale. Si chiama paura, in sostanza, e non è detto che il ritiro possa essere la soluzione.

NIENTE COVERCIANO. Intanto, proprio per affrontare al meglio queste giornate difficili, Martusciello (spalleggiato anche dalla società) ha chiesto e ottenuto di non partecipare alle prossime lezioni per il Master di Coverciano. Avrebbe dovuto essere impegnato oggi e domani, ma non è certo questo il momento di lasciare la squadra. Si tratta, però, di un gesto significativo. Della già citata grande voglia di riscatto dell’allenatore, ma anche del suo indiscutibile attaccamento alla causa. Assenze in questo periodo, infatti, potrebbero pregiudicare anche il conseguimento del tanto agognato patentino, ma Martusciello non ha avuto dubbi: non voleva e non vuole saltare sedute di lavoro così importanti in un momento in cui il suo gruppo deve assolutamente ritrovarsi.

LA RIVOLUZIONE. E non si annunciano allenamenti banali, peraltro. Perché, ritiro o no, la sensazione è che l’Empoli sia arrivato comunque a un punto di svolta. I primi segnali li ha mandati proprio Martusciello mentre la disfatta di Verona era ancora in corso. Lo ha fatto con le sostituzioni, togliendo dal campo i due attaccanti. E se perMaccarone non è una novità, la sostituzione di Pucciarelli con un terzino (Dimarco) schierato in attacco è comunque significativa. Al di là di certificare i problemi di un reparto mai sbocciato, infatti, significa che ora tutti sono in discussione, nessuno escluso. A partire dal modulo, perché al Bentegodi è passato dal marchio di fabbrica 4-3-1-2 al 4-3-3, ma soprattutto riguardo ai singoli. Giocherà, in sostanza, chi assicura le maggiori garanzie. Sotto il profilo della tenuta atletica e mentale.

L’ATTEGGIAMENTO. Perché ormai è evidente che l’Empoli è una squadra con limiti congeniti che si porta dietro dall’inizio e che si porterà dietro fino alla fine. Ma, proprio per questo, serve più grinta, più sostanza. Durante la scorsa settimane Martusciello aveva insistito molto sulle esercitazioni del pressing, ad esempio, ma a Verona non c’è mai stato e, soprattutto, anche quando è stato accennato era troppo blando. Serve di più, serve di meglio. Perché il vantaggio di 7 punti, in questo momento, si sta trasformando in un boomerang: l’Empoli lo soffre, per il Palermo (ma anche il Crotone) può diventare una spinta per inseguire l’impresa. E perché dopo il Napoli, con la sosta davanti, il panorama potrebbe cambiare ancora...

@DavidBiuzzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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