Il Tirreno

Empoli

L’Empoli perde gara e tifosi

di David Biuzzi
L’Empoli perde gara e tifosi

Beffato dal Genoa nel finale, per la prima volta esce fra i fischi del Castellani

3 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. Non bastava una partita brutta, no. Siccome al peggio non c’è mai fine, infatti, c’è anche una chiusura degna di un film dell’orrore e di una tragedia sportiva. Ci sono, in coda, i due gol del Genoa che puniscono un opaco Empoli anche al di là dei propri demeriti, ma ci sono soprattutto i fischi che il Castellani e anche la Maratona riversano per la prima volta (in questa stagione, ma non solo...) alla truppa di Martusciello. Non una contestazione sopra le righe, ma è comunque significativa. E molto. Gli azzurri, infatti, erano usciti tra gli applausi dei loro ultrà anche dopo il derby perso 4-0 in casa con la Fiorentina. In un panorama nero che più nero che si può, insomma, è dura trovare uno spiraglio di luce. E, non a caso, bisogna fare tanti chilometri per trovarlo e scoprire che si tratta di un giocatore che la maglia azzurra né l’ha mai indossata né mai la indosserà: è il Gallo Belotti, che rifila un tris (da ex) al Palermo e mantiene invariato il vantaggio sulla zona rossa. Non è poco, è vero, ma anche pensare di cavarsela in una competizione a chi sbaglia di più la dice lunga sul momento.

FRENO TIRATO. E dire che la sfida col Genoa non inizia neanche male. L’Empoli, come al solito, è ben mezzo e già dopo 180 secondi ha la palla buona sul sinistro di Maccarone. Il capitano la spreca e, con il passare dei minuti, gli azzurri si spengono. Certo di mezzo c’è anche il Genoa, che Mandorlini presenta con un modulo assai abbattonato: praticamente un 3-5-1-1 perché una delle due punte, più Simeone che Pinilla si appiccica a Diousse in fase di non possesso e le marcature a uomo sono praticamente a tutto campo. Nella rare occasioni in cui i padroni di casa vincono il duello, poi, scatta il fallo sistematico: al riposo saranno già 15. Gli azzurri, dunque, si fermano alle buone intenzioni, perché il colpo che servirebbe non arriva. Ci prova Croce, pericoloso al 26’, mentre El Kaddouri stavolta non s’accende quasi mai, Pucciarelli punge poco e B ig Mac si spegne dopo aver riportato una brutta ferita a una mano, causa pestone (involontario) di un avversario. L’assenza di Mchedlidze, insomma, non pesa tanto ma tantissimo (anche se aspettarsi ora il miracolo dal georgiano sarebbe sommare un errore ai tanti altri già commessi quest’anno).

PEGGIO ANCORA. Se il primo tempo si consuma con poco Empoli, insomma, la ripresa va pure peggio. Perché il possesso palla diventa sempre più sterile e fine a se stesso. Perché i pericoli dalle parti di Lamanna latitano più della serenità in un dibattito politico in tv. Le buone notizie, le uniche, cominciano ad arrivare dal lontano Olimpico di Torino, dove Belotti rimonta, sorpassa e affonda il Palermo. I suoi tre gol, arrivati in una manciata di minuti, sono le uniche emozioni per il popolo del Castellani che saluta ogni cambio di risultato quasi come a una rete azzurra. Ma appena cominci a pensare che, tutto sommato, uno sbiadito (per non dire peggio...) 0-0 possa andare (e “conservativo”, in effetti, è anche l’ultimo cambio di Martusciello), ecco che succede l’imponderabile. Ovvero il tiro da fuori di Ntcham che scrive la storia del match all’ultimo giro di orologio (perché il raddoppio di Hiljemark, nel recupero, serve solo allo svedese e alla statistiche), consegna al Genoa una vittoria non del tutto limpida che ai liguri mancava dalle bellezza di 12 turni (e che, sostanzialmente, significa salvezza raggiunta), ricorda all’Empoli l’esistenza della Legge di Murphy (“se qualcosa può andar male, andrà male”) e che in questa maledetta stagione ci sarà ancora da soffrire. E, probabilmente, neanche poco.

@DavidBiuzzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa