Il Tirreno

Empoli

Spalletti e l'esempio del "Raro" per rispondere ai razzisti - Video

di David Biuzzi
A sinistra Luciano Spalletti, a destra Gianfranco Santini, il "Raro"
◗
A sinistra Luciano Spalletti, a destra Gianfranco Santini, il "Raro"

Il tecnico della Roma ricorda l'amico che non c'è più quando gli viene chiesto dei cori contro Rudiger nella partita di Coppa Italia contro la Lazio

1 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. Stavolta non ci sono "le galline del Cioni". No, Luciano Spalletti questa volta parla di cose serie, di un problema grave, gravissimo, come quello del razzismo e lo fa aggrappandosi ancora alla sua "empolesità". E, in particolare, all'amico Gianfranco Santini. [[atex:gelocal:il-tirreno:empoli:cronaca:1.12696005:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/empoli/cronaca/2015/12/30/news/addio-al-raro-il-super-tifoso-cieco-dell-empoli-1.12696005]] Sì, proprio lui, proprio il "Raro". Che se n'è andato da più di un anno, ma che l'allenatore della Roma, in conferenza stampa, chiama in causa quando gli viene chiesto di commentare i cori contro il suo giocatore Rudiger sentiti anche in tv durante la partita di Coppa Italia contro la Lazio. E Spalletti, appunto, ricorda proprio il "Raro". L'amico di una vita (a cui è rimasto vicino fino all'ultimo). Che, diventato non vedente a causa di una malattia, era abituato "a giudicare le persone da quello che gli trasmettevano, dalle parole che spiegavano quello che avevano davvero dentro e non dall'apparenza". Cosa che, sostiene Spalletti, dovrebbero fare proprio quelli che ancora giudicano dal colore dalle palle, dalla razza. Da applausi, insomma.

LE PAROLE DI SPALLETTI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa