Sicurezza
Le lodi a El Kaddouri ora non bastano più
Il fantasista vuole lasciare il segno: «Serve più cattiveria»
EMPOLI. A prendersi l’Empoli ci ha messo poco. Già al debutto, contro il Torino, sembrava che in questa squadra ci fosse da tempo. L’impressione che la maglia numero 10 fosse finita in buone mani, insomma, è stata chiara e forte da subito. Ora, però, Omar El Kaddouri vuole fare di più, vuole fare altri passi avanti, vuole lasciare il segno. Non insegue il gol come fosse un’ossessione, sia chiaro, ma i complimenti e applausi non gli bastano. Non più.
«Ora posso dire di stare bene – sottolinea il fantasista che ha raccolto la pesante eredità di Saponara – di essere vicino alla miglior condizione. Mi mancavano le partite, quando sono arrivato, ore ne ho giocate 4 su 4 e la gamba va meglio, molto meglio. Peccato che sia arrivato soltanto un pari, anche se il calendario non ci ha certo dato una mano».
Comunque sarà contento del suo rendimento.
«Penso di aver giocato 4 discrete partite, ma non posso dire di essere soddisfatto».
Motivo?
«Al di là che, come ho detto, i risultati non sono andati bene, alla fine conta fare qualcosa di importante ed è quello che mi sta mancando».
Pensa al gol?
«Certo, il gol. Ma anche un assist che metta in condizione un compagno di segnare. Quelle giocate che lasciano il segno, insomma, che possono decidere una partita. Perché ora è il momento di badare al sodo, di fare punti».
Cosa vi è mancato in queste ultime tre gare?
«Sicuramente, come ho accennato, bisogna considerare anche contro chi abbiamo giocato. Ma, al di là di quello, c’è da migliorare negli ultimi 20, 30 metri. Questa squadra sa giocare al calcio, lo fa bene e lo fa anche contro le big. In pochi sarebbero andati in casa della Juve a fare le cose che abbiamo fatto e cercato di fare noi. È il calcio che ci chiede il mister e che a me, personalmente, piace tantissimo. Poi, però, ci perdiamo nella scelta dell’ultimo passaggio o nelle conclusione. In certi momenti e in certe zone di campo serve più cattiveria, più concretezza».
E serve anche la personalità: dote che non sembra farle difetto...
«Tutta la squadra ha personalità. Altrimenti, ripeto, non avremmo cercato di imporre il nostro gioco anche ad avversarie molto più quotate».
A livello personale dovrà anche crescere nell’intesa coi compagni.
«Certo, è normale. Devo imparare a capire bene come preferiscono essere serviti, che tipo di movimenti fanno di solito. Ma anche in questo sto migliorando perché stiamo molto sul campo a provare queste cose».
Certo a Napoli avrà avuto meno problemi: Higuain poteva servirlo in qualsiasi modo...
«È vero (e ride, ndr), a lui la palla puoi darla come vuoi, tanto fa sempre gol».
Quella con il Genoa è la partita giusta?
«Lo speriamo. Sappiamo che non sarà facile, sia chiaro, ma dobbiamo cercare di giocare bene come abbiamo fatto finora e di metterci quella cattiveria che ci ha impedito di raccogliere quanto seminato».
@DavidBiuzzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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