Il Tirreno

Empoli

I fischietti amatoriali a lezione dall’arbitro di A

di Alessandro Marmugi
I fischietti amatoriali a lezione dall’arbitro di A

Riccardo Pinzani relatore d’eccezione alla riunione tecnica indetta della Lega «Un buon direttore di gara per riuscire a farsi capire deve saper comunicare»

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EMPOLI. Polemiche, sviste, errori o presunti tali. Decisioni contestate, proteste reiterate. Se qualcuno pensa che il mestiere dell’arbitro Uisp sia solo divertimento si sbaglia. Di grosso. Anzi, con le dovute proporzioni , qualche volta può essere più difficile arbitrare una partita amatoriale che una di A.

A lezione. E allora è giusto andare a lezione da chi di esperienza sui campi professionistici ne ha tanta. Per questo motivo la riunione tecnica del settore arbitrale Uisp Empolese-Valdelsa, al circolo Arci di Ponte a Elsa, ha visto la presenza di un relatore d'eccezione. Si è seduto infatti in cattedra Riccardo Pinzani, l'arbitro di Can B appartenente alla sezione di Empoli che più volte ha diretto anche gare della massima serie. Pinzani ha tenuto una lezione interessante non solo per i fischietti ma anche per gli osservatori della Lega calcio Uisp empolese. La serata di Ponte a Elsa è durata quasi 2 ore e ha visto la presenza del presidente della Lega calcio Uisp, Roberto Cellai, e del coordinatore regionale del settore tecnico Giorgio Fucini.

Rispetto. Il direttore di gara, nel corso della sua lunga relazione, ha approfondito tematiche connesse al ruolo dell'arbitro stesso, vero e proprio garante delle regole nel calcio, nel rispetto della lealtà sportiva e dell'imparzialità delle decisioni. Secondo Pinzani, gli arbitri devono ottenere rispetto dagli atleti e dai dirigenti e, a loro volta, costruire un rapporto di rispetto e collaborazione con gli stessi. Fondamentale guadagnarsi la stima dei giocatori e uscire a testa alta, con la consapevolezza, pur commettendo degli errori, di aver dato il massimo e di aver garantito il divertimento. Tanti i temi affrontati, tra questi anche l’approccio alla gara che, deve essere costruito attraverso una corretta preparazione tecnica e atletica, ma anche attraverso una componente mentale fatta di studio, concentrazione e precisa conoscenza del contesto ambientale nel quale viene disputato il match. Altro aspetto affrontato da Pinzani è stato il briefing con gli assistenti, da svilupparsi attraverso un colloquio costante fatto di fiducia reciproca e rispetto dei ruoli.

Comunicazione. Particolare attenzione è stata poi rivolta al tema della comunicazione. «Un buon arbitro se vuole farsi capire, deve saper comunicare», ha spiegato Pinzani analizzando tutti i particolari aspetti che riguardano la comunicazione tra arbitro e giocatori: atteggiamenti, postura, gesti, espressioni, abbigliamento, aspetto fisico e linguaggio del corpo in generale. Un incontro importante, dunque, anche alla luce degli ultimi episodi verificatisi sui campi con risse e maxi-squalifiche che avevano portato il presidente Cellai ad esprimersi duramente contro certi tipi di episodi. Pinzani non si è poi risparmiato di fronte alle domande dei presenti, raccontando aneddoti ed esperienze personali affrontate in carriera.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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