Italia
Il passo avanti dell’Empoli
Buona prova e punto d’oro in casa della Samp, peccato per il rigore fallito
GENOVA. È il minuto numero 31 di una partita bellissima, Sampdoria-Empoli. Levan Mchedlidze si è appena conquistato un rigore e cerca di trasformarlo: non ci riesce, però. Puggioni respinge e la partita resta sullo 0-0 con cui poi terminerà. Partiamo da qui, da questo episodio, perché forse scrive la storia di questo match, ma resta anche uno dei pochi aspetti negativi di un pomeriggio, quello del Ferraris, che regala alla truppa di Martusciello un pari che vale, vale tanto. Perché aumenta il vantaggio sulla zona rossa, perché premia una prestazione che per gli azzurri profuma tanto... di progressi.
COLPO SU COLPO. Già, perché l’Empoli non è più quello degli anni passati, ma dopo aver scelto la strada della sostanza ora, giornata dopo giornata, sta arricchendo il quadro con pennellate di colore non banali. Schegge di qualità che si condensano soprattutto in un primo tempo giocato a ritmi altissimi. Dagli azzurri, certo, ma anche dalla Samp di Giampaolo. Lo scontro fra 4-3-1-2, insomma, regala una gara più che piacevole, con padroni di casa e ospiti che si scambiano colpi su colpi senza mai indietreggiare. Una bellezza. E la grande bellezza è che l’Empoli, oggi, può reggere un duello del genere. Anzi. Rischia di mandare al tappeto l’avversario perché l’occasione delle occasioni è proprio quel penalty che il gigante georgiano prima si conquista e poi calcia forse con troppa indecisioni. Certo, nel conto vanno anche due colossali opportunità per Muriel che sulla prima non trova la porta da posizione più che favorevole, sulla seconda ci riesce con l’involontaria complicità di Cosic ma Skorupski piazza la prodezza e salva la porta con in piedi. Un condensato di emozioni e occasioni, insomma, ma con l’Empoli che si lascia preferire non solo per il rigore, ma anche per la capacità di stare sempre dentro una partita che Martusciello ha preparato alla perfezione. Se all’andata era stato il maestro Giampaolo a sorprende, infatti, stavolta l’allievo si prende la rivincita alternando i consueti momenti di palleggio a verticalizzazioni improvvise che esaltano le doti di Mchedlidze. C’è più azzurro che blucerchiato, insomma.
MENO INCISIVI. L’inizio della ripresa non si discosta molto dal copione, ma col passare dei minuti l’Empoli perde qualcosa in termini di brillantezza e, fatalmente, di metri di campo. Dalle metà della frazione, in particolare, è la Samp a fare la gara (ora decisamente meno balla)con Croce e soci (ora con l’ex Costa al posto dell’acciaccato Cosic) sempre più bassi. È un momento in cui spiccano le capacità difensive di Diousse, che sporca qualsiasi tipo di azione agli avversari, ma serve anche un’altra prodezza di Skorupski su Muriel, dopo un errore di Bellusci, per tenere inviolata la porta. È il minuto numero 33 e l’occasione, oltre, al portiere, esalta la già buonissima partita di Laurini che sventa definitivamente la minaccia a un passo dalla linea di porta dopo l’intervento del portierone polacco. I cambi di Giampaolo cercano di dare l’ultimo sprint alla Samp, ma nell’ultimo spicchio sono gli azzurri a rialzare testa a baricentro con il buon approccio di Pucciarelli e il risveglio di Mchedlidze che archivia la delusione dell’occasionissima sprecata. Che resta il grande rammarico, è vero, ma anche un episodio negativo in mezzo a tante altre buone. Perché, o non solo per il punto guadagnato, il traguardo salvezza ora sembra più vicino.
@DavidBiuzzi
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