Altri schiaffi per l’Empoli
Errori e limiti propri, sbagli altrui, sfortuna: col Sassuolo gira tutto contro
REGGIO EMILIA. Se qualcosa può andar male, lo farà. Già, è la famosa legge di Murphy e l’Empoli sembra esserci caduto proprio in mezzo. Perché, in un momento già delicato, un insieme di errori (propri, ma non solo...) e di episodi negativi produce un’altra sconfitta pesante. Per classifica e morale, ma anche in termini numerici. Sicuramente ingiusta nelle proporzioni, anche se la consolazione è magra. A tratti, però, la partita è quasi paradossale con gli azzurri che giocano e costruiscono e i neroverdi che puntualmente segnano. Non è un bel segnale, è vero, ma ora la truppa di Martusciello deve per forza aggrapparsi alle (poche) cose positive che la sfida del Mapei Stadium racconta, perché il rischio di buttare il cappello per aria è più concreto che mai.
DI TUTTO DI PIÙ. Anche perché, come accennato, davvero questa sconfitta è un clamoroso condensato di sbagli e iatture. Che iniziano ben prima del match: Zambelli non ce la fa, Costa lascia il ritiro (con tanto di permesso societario) per motivi personali. Dietro, così, ci sono Cosic a fare il terzo destro e Barba in mezzo. L’idea di giocarsela con una retroguardia semi-sperimentale non è il massimo, ma l’Empoli risponde con un approccio più che dignitoso al match. Ben preparato, perché gli interni azzurri salgono a prendersi i terzini neroverdi e Magnanelli, il play emiliano, è più impegnato a cercare di contenere Saponara che a fare gioco. Il piano funziona perché è proprio il fantasista ad avere sul piede la palla del vantaggio ma un controllo non perfetto e il fianco di Consigli dicono no. A livello di manovra è l’Empoli a fare le cose migliori ma puntuale il gol lo segna... il Sassuolo. Su rigore, figlio di un’uscita avventata di Skorupski su Ragusa, con Pellegrini che apre i giochi. È il minuto 22 e 120 secondi dopo potrebbe già essere pari (meritato) su il tocco di Krunic non uscisse largo di niente. È il secondo brutto segnale e, infatti, al 35’ ci si mette pure l’arbitro, un pessimo Gavillucci, a dare mazzate: lui e i suoi assistenti Liberti e Mariani decidono, dopo qualche secondo, che la respinta di Croce su tiro di Pellegrini è avvenuta con le mani (che sono a protezione del corpo e la distanza fra i due è risibile...) e regalano un’altra possibilità dal dischetto ai locali. Stavolta il centro è di Ricci.
STESSO COPIONE. Sembra quasi un film. Che diventa tragi-comico in avvio di ripresa (che l’Empoli gioca con José Mauri per un deludente Diousse). Al 3’, infatti, Krunic rischia di riaprirla ma il suo destro sbatte sulla faccia interna del palo e all’8’ Ragusa la chiude dopo un sinistro senza pretese di Ricci che un rimbalzo e Skorupski portano sui piedi dell’attaccante. Tris servito a tutti a casa. Anche per il resto continua sullo stesso canovaccio: l’Empoli che qualcosa crea (funziona soprattutto il triangolo Krunic-Saponara-Croce) ma, per un motivo o per un altro, la palla dentro non ci va mai. Anche quando Martusciello (che non sembra sulla graticola) cambia l’attacco gettando dentro Gilardino, che non fa meglio di chi lo ha preceduto, e Mchedlidze, che invece ci riesce. La sensazione è che anche a giocare per 48 ore di fila la storia non cambierebbe. Quello che deve cambiare, però, è l’Empoli. Che non è una squadra allo sbando (se lo fosse, forse, sarebbe più facile...) ma che non ha più tempo da perdere e non può più permettersi tanti giocatori sotto la sufficienza come in Emilia. Per restare almeno davanti nel mini-campionato fra le 4 pericolanti (se ne salverà soltanto una, come dentro Highlander...), per non perdere quel legame fortissimo, quasi una simbiosi, con il popolo azzurro.
@DavidBiuzzi
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