Il Tirreno

Empoli

tra passato e presente

Vincenzo non dimentica «Ho grande affetto per questa città»

Vincenzo non dimentica «Ho grande affetto per questa città»

EMPOLI. Ritorna li dove tutto è cominciato Vincenzo Montella. Empoli gli è rimasta nel cuore ma anche questa sera proverà a dare l’ennesimo dispiacere alla società azzurra provando a lanciare il...

2 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. Ritorna li dove tutto è cominciato Vincenzo Montella. Empoli gli è rimasta nel cuore ma anche questa sera proverà a dare l’ennesimo dispiacere alla società azzurra provando a lanciare il Milan nelle zone altissime della classifica.

«Sono cresciuto a Empoli, ho tanto affetto per la città - racconta il tecnico - . Sono una squadra organizzata. Quest’anno hanno ottenuto meno punti rispetto alla passata stagione, ma non hanno fatto male a livello di prestazioni. Ho visto tante partite dell'Empoli. Si muovono bene difensivamente sono in grado di giocare bene. Non ci sono tattiche che ti assicurano i tre punti. Per vincere abbiamo bisogno di giocatori di qualità e di lavorare bene». Intanto l’aeroplanino ha risolto diversi dubbi di formazione e recuperato pezzi importanti.

In attacco vista l'assenza di Bacca sarà ballottaggio Lapadula-Luiz Adriano.

«Lapadula ha voglia di essere protagonista - dice Montella - sta bene, ma per le caratteristiche degli avversari ci può anche stare Luiz Adriano. Nonostante l'assenza di Bacca, abbiamo delle soluzioni importanti. Carlos via a gennaio? È prematuro parlare di mercato e non ne so nulla, ad oggi Bacca sta facendo la sua parte per il Milan. Romagnoli è recuperato. Bertolacci è stato fuori tanti mesi, lo ritroviamo con grande piacere». Come accade periodicamente poi ecco puntuale la stoccata di Silvio Berlusconi che vorrebbe veder giocare il Milan con un trequartista e due punte.

«Credo che non siano i moduli a far vincere i campionati o le partite – sentenzia Montella -. Le partite le vincono le qualità dei giocatori, la bravura dell'allenatore e la competenza della società. E siccome l'allenatore e i calciatori non hanno ancora dimostrato di saper vincere, mentre il presidente e la società hanno vinto per trent'anni, da parte mia c'è massimo ascolto. Quelle cose le dice anche a me – prosegue il tecnico - e, come dice Galliani, le parole del presidente si ascoltano e non si commentano - aggiunge -. Noi nello sviluppo ci muoviamo come giocassimo con il trequartista, perché Suso è più un 10, Niang è una punta». (a.m.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca