La protesta
Empoli, il dopo derby dei tifosi: «Quel coro sullo 0-4 è come un manifesto»
Il presidente dell’Unione club azzurri, Athos Bagnoli, applaude gli ultrà: «Qui c’è anche la cultura della sconfitta. E di solito paga...»
EMPOLI. Trovare qualcosa di positivo in un derby perso 4-0 in casa è impresa ai confini della realtà. Eppure Empoli e l’Empoli ci stanno riuscendo. E neanche senza troppi voli di fantasia.
Merito, soprattutto, della Maratona. Con quel coro, condito da sciarpata, degli ultrà azzurri (se lo viete perso il video è sul nostro sito www.iltirreno.it/empoli, nello speciale dedicato agli azzurri) ha colpito come e più di una contestazione. «Eppure io – confida Athos Bagnoli, presidente dell’Unione club azzurri – sarei stato ancora più sorpreso di sentire i fischi. Lo zoccolo duro dei nostri ultrà ha una linea precisa da anni. E quando cantano “sempre con te sei vincerai, sempre con te se perderai” non è un semplice coro ma quasi un manifesto. Per chi non lo avesse capito, insomma, noi siamo questi. E siamo orgogliosi di essere così».
Quindi si aspettava una reazione del genere dopo lo 0-4?
«No, così a dire il vero no. Mi ha colpito come sembra aver colpito tutti. E mi ha fatto piacere anche leggere le dichiarazioni di Martusciello, Maccarone e Carli su quanto è avvenuto. Tutto sommato non è la prima volta che succede qualcosa del genere. Qui da noi c’è anche la cultura della sconfitta: sappiamo vincere ma anche perdere, come accade a pochi, e spesso il tempo ci ha dato ragione».
A cosa si riferisce?
«Ad esempio quando perdemmo la finale dei playoff a Livorno. Fu un ko pesante, non andammo in A, ma al ritorno c’erano 600 persone allo stadio ad accogliere e applaudire la squadra: meno di 12 mesi dopo ce n’erano 15.000 a celebrare la promozione...».
E proprio il dg Carli ha detto che ora l’Empoli ha un debito morale coi suoi tifosi...
«L’ho apprezzato, ripeto. E spero che anche stavolta gli azzurri facciano di tutto per ripagarci. Ma neanche gli applausi del derby sono figli del caso».
Cioé?
«Il risultato finale è stato clamoroso, è vero, ma l’Empoli se la giocata alla pari per almeno un’ora. Certo stavamo meglio dopo l’impresa dell’aprile scorso, ma temo che dovremo farcela bastare ancora per un po’ visto il divario che c’è fra chi lotta per la salvezza, come l’Empoli, e chi pensa in grande, come la Fiorentina. Insomma, resta l’amarezza, ma non è accompagnata dalla preoccupazione».
Cioè pensa positivo?
«Sì. Secondo me questa brutta sconfitta, per quanto dolorosa possa essere, ci ha detto che anche quest’anno possiamo giocarcela, possiamo centrare l’impresa».
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