Sicurezza
Pasqual ha voltato pagina «Il risultato? Vorrei il bis»
Non dimentica gli 11 anni vissuti in viola, ma i suoi pensieri ora sono... azzurri
EMPOLI. Chissà se quando le due squadre scenderanno sul terreno del Castellani non gli verrà per errore l’istinto di mettersi dalla parte di campo sbagliata o di avvicinarsi alla panchina sulla quale siederà Paulo Sousa. Già, perché undici stagioni in maglia viola non si possono dimenticare. Ha lasciato Firenze con le lacrime agli occhi, Manuel Pasqual, ma ritroverà il suo pubblico col sorriso sulle labbra. Perché quello con i gigliati è un amore che nel suo cuore ha lasciato un ricordo bello ed indelebile. E perché ad Empoli ha trovato una seconda famiglia, una nuova casa, più piccola, ma altrettanto calda ed accogliente.
UNA TEMPESTA DI EMOZIONI. È arrivato a Firenze quando era un giovane terzino in rampa di lancio. Era il 2005 e in Serie B e quel giovane di San Donà di Piave si era fatto notare nell’Arezzo grazie alla sua intraprendenza. Da quell’estate è iniziata un’avventura fatta di gioie e dolori, di emozioni e di imprese. E ora Pasqual torna in orbita Fiorentina, ma nell’inedita veste di avversario. Una sensazione quasi surreale. «Sicuramente è una settimana particolare per tutta la squadra perché è un derby – esordisce l’ex capitano viola –, è normale che sia una partita particolare soprattutto per me che sono stato a Firenze per undici anni, di cui quattro da capitano. Al momento non sto avendo ansia, ma forse questo sentimento arriverà poco prima che l’arbitro fischi l’inizio della partita».
AMICI-NEMICI. Davanti a lui, come avversari sul prato del Castellani, si ritroverà quei ragazzi con i quali ha condiviso i momenti più belli della sua carriera. «Ci sentiamo spesso con i miei ex compagni – rivela il terzino – ma devo dire che prima di questa partita, per evitare polemiche mediatiche, lo abbiamo fatto molto meno. Inoltre ci vediamo frequentemente perché non esiste, e non deve esistere, un derby fuori dal campo. A Firenze ho trovato dei giocatori che mi assomigliano molto e con i quali posso condividere tante cose. Chi mi farà effetto sfidare sul campo? Tutti quanti. Se tornassi indietro non riuscirei a vedermi senza una maglia viola, ma a un certo punto ho pensato che fosse giusto voltare pagina, conoscere nuove realtà come quella che ho trovato e che mi fa stare bene». Insieme a lui un altro grande ex è Alberto Gilardino con il quale Pasqual ha vissuto momenti indimenticabili. «I ricordi più belli sono legati sicuramente alla vittoria in Champions sul Liverpool con gol di Alberto, quelli più divertenti al gol segnato da me al Franchi contro l’Inter. Gila entrò in scivolata sul mio tiro cross ma non toccò il pallone, nonostante questo esultò sotto la curva come se avesse segnato lui. Ma alla fine il gol fu dato a me».
COME NELL’APRILE SCORSO. Oggi però Manuel indossa una maglia diversa e l’azzurro gli è già entrato nel cuore, tanto da non voler far sconti ai suoi vecchi amici. «Metterei la firma perché il derby finisse come lo scorso campionato (vittoria dell’Empoli per 2-0, ndc). Fu una partita strana – prosegue Pasqual – con una Fiorentina che veniva da un periodo in cui faceva fatica a fare risultato pieno, e dopo un buon inizio si è insabbiata. Comunque per affrontare i viola dovremo fare ancora meglio rispetto a Pescara dove abbiamo concesso qualcosa e la Fiorentina che ha qualità potrebbe non perdonarci certi errori». E allora bisogna puntare soprattutto sulla voglia e sul divertimento che sono stati amplificati dalla vittoria col Pescara. «La vittoria ci è servita per riprendere punti e morale. La settimana della sosta è particolare, se avessimo giocato subito probabilmente avremmo sfruttato l’entusiasmo del successo in modo migliore. Ma comunque la pausa ci è servita per riposarci. Domenica servirà entusiasmo – aggiunge ancora il giocatore – questa squadra con la voglia di divertirsi ha ottenuto grandi risultati, anche quest’anno è stata fondamentale».
ESSERE SPUMEGGIANTI. Servirà un Empoli spumeggiante contro i Viola, che Pasqual conosce bene. Pregi, difetti, qualità: lui sa quali sono i punti di forza dei gigliati. «La Fiorentina è una squadra di grande qualità, mi ha sorpreso all’inizio vederla così in basso, adesso si sono ripresi. Inoltre devono anche recuperare la partita con il Genoa, nel caso riuscissero a fare punti in quell’occasione avrebbero sicuramente una buona classifica. Kalinic in dubbio? Per la Fiorentina è importante recuperarlo, per il gioco che fa l’allenatore è fondamentale. Ma anche Babacar è ugualmente forte».
IL DILEMMA. Il vero dilemma è se esultare o meno nel caso riuscisse a segnare un gol contro la sua ex squadra. «Diciamo che le statistiche mi aiutano perché non sono un goleador – sottolinea con un sorriso il terzino azzurro – anche se sempre le statistiche dicono anche che gli ex segnano sempre alla Fiorentina. L’importante è che qualcuno di noi segni, spero magari che tocchi a un altro. Io non so cosa potrebbe passarmi nella testa. Sicuramente non vorrò mancare di rispetto ai miei vecchi tifosi che mi hanno portato sul palmo di una mano da 11 anni. Ma nemmeno però a quelli attuali che mi hanno accolto».
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