Sicurezza
La crescita di Diousse al ritmo di dab dance
Il balletto con Saponara è diventato un rito per il regista
EMPOLI. C’è aria nuova in casa dell’Empoli. Anzi, una musica nuova. È il ritmo hip hop, è la dab dance. Nella pancia dello stadio Carlo Castellani ce l’hanno portata due appassionati veri come Riccardo Saponara e Assane Diousse. Solo che ora quel balletto è finito anche sul campo. Lo hanno inaugurato, fantasista e regista, alla fine della sfida pareggiata in casa contro la Roma e hanno ripetuto il rito domenica scorsa a Pescara, dopo il poker servito alla truppa di Oddo.
Pogba e Dybala sono stati i primi a portare la dab dance sui campi di calcio, ma per i due azzurri non si tratta di un’emulazione. «Tutti a due siamo amanti dell’hip hop – spiega Diousse – e ormai la dab dance è diventata il nostro saluto. Invece che dirci ciao, quando c’incontriamo nello spogliatoio, facciamo quel balletto insieme. Ora è capitato di farlo sul campo».
Anche per festeggiare due risultati niente male...
«Il pareggio contro la Roma ci ha dato fiducia, il successo di Pescara ci sta dando convinzione. Ma dobbiamo sfruttarla per continuare a lavorare sodo, per migliorare ancora, perché non abbiamo fatto niente».
Un discorso che vale per l’Empoli ma che forse può valere anche per lei?
«Senza il forse. È un buon momento, anche a livello personale, e sono contento delle mie ultime prestazioni. Però ora per me è importante concentrarmi sui miei difetti, sui miei errori. Perché ho ancora tanta strada da fare e solo attraverso il lavoro posso continuare a crescere».
Cosa che non le era capitata la scorsa stagione, dopo un ottimo avvio.
«È vero. Sono calato e ho iniziato a giocare meno, poco (complice l’esplosione di Paredes, ndr). Però durante tutto questo periodo ho lavorato sodo, mi sono impegnato e i miglioramenti di oggi sono il frutto di quello che ho fatto sul campo ogni giorno. Per questo dico che devo ancora restare concentrato e pensare a dare il massimo in ogni singolo allenamento».
Miglioramenti evidenti nella fase di non possesso: è spesso nel posto giusto al momento giusto.
«Ho lavorato molto su questo aspetto e sono contento che si noti. Studiando le traiettorie di passaggio è spesso la palla che ti finisce tra i piedi senza doverla rincorrere. Ma è proprio uno degli aspetti che secondo me posso e devo migliorare ancora».
Veniamo alle dolenti note: c’è davvero il rischio Coppa d’Africa?
«Non so se sia un rischio. Ogni giocatore sogna di arrivare a difendere i colori della sua Nazionale in un torneo importante e il discorso vale anche per me. Capisco anche che potrebbe rappresentare un problema perché il torneo è lungo e toglie tante energie. Però è un discorso ancora lontano nel tempo. Non so se sarò convocato e, francamente, neanche ci penso. Questo è un periodo importante per il mio presente e per il mio futuro, quindi resto concentrato sull’Empoli e sul lavoro quotidiano».
E magari già strizzando l’occhio al derby...
«È una partita difficile e importante. Importanti per noi lo sono tutte, ma questa è speciale per i nostri tifosi e, quindi, anche per me e la squadra».
@DavidBiuzzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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