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Carli tiene alta la guardia dell'Empoli: «Ora guai a perdere di nuovo la rotta»

di David Biuzzi
Il direttore generale azzurro Marcello Carli (foto agenzia Carlo Sestini)
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Il direttore generale azzurro Marcello Carli (foto agenzia Carlo Sestini)

Il direttore generale vuole ripartire dall’acuto di Pescara: «Se sapremo crescere giocheremo sempre a testa alta. Le lacrime di Saponara? Dicono quanto ci tenga a questa maglia»

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EMPOLI. Sollevato, soddisfatto. Come chiunque abbia almeno un po’ d’azzurro nel cuore, nel sangue e nell’anima. Ma lui, il direttore generale Marcello Carli, non può permettersi il lusso di fermarsi troppo a pensare a quello che è stato.

Certo si gode il successo dell’Adriatico, col Pescara asfaltato in uno scontro diretto delicato, ma la mente guarda già avanti. Al futuro. Ai prossimi impegni ma anche e soprattutto ai passi (rigorosamente in avanti) che l’Empoli deve ancora compiere. «Per tanti motivi questa vittoria è stata una gioia – sottolinea – ma deve soprattutto un punto di partenza. È arrivato il successo, sono finalmente arrivati i gol degli attaccanti, ma ora dobbiamo pensare a migliorare, a crescere. Perché oggi posso dirlo ancora più forte di prima: questo gruppo ha ampi margini da sfruttare».

Dirlo dopo la più netta vittoria in trasferta della storia dell’Empoli in Serie A, comunque, è un po’ strano...

«Ma nella nostra partita ci sono state tante cose. Anche la sofferenza, le parate di Skorupski, un pizzico di fortuna. Tutto è girato a nostro favore, finalmente, ma rimango convinto che i margini di crescita ci siano ancora. E tanti».

Tipo?

«Ad esempio i nostri giovani, Diousse e Krunic. Se continuano a lavorare come stanno facendo sono destinati a migliorare. Krunic, poi, secondo me deve ancora capire quanto è forte. Per noi può diventare un giocatore che fa la differenza. Quindi deve farlo».

Anche Veseli è una bella sorpresa.

«Lo è anche per me. L’intuizione è di Pietro Accardi. È stato lui a proporlo. Ci siamo fidati e i fatti stanno dando ragione al nostro ds».

Meno sorprendenti, semmai, sono i gol degli attaccanti...

«In effetti la sorpresa era che non avessero ancora fatto gol. Non potevano essere diventati tutti brocchi e tutti insieme. Ma anche da loro, ora, mi aspetto una crescita. E proprio perché finalmente questo blocco è stato spazzato via. Non erano contenti né potevano esserlo di non aver ancora lasciato il segno, ma dopo quello che è successo a Pescara non hanno più scuse. Anzi, nessuno le ha più».

Cioé?

«Che ora non dobbiamo più perdere la rotta. Se dovesse succedere mi arrabbierei (ma in verità usa un altro termine, ndr) davvero molto. Ma lo sapete, io stimo questi ragazzi, quindi sono convinto che la vittoria di Pescara ci darà ancora più forza per continuare a lavorare come stiamo facendo. E, se così sarà, sono convinto che alla ripresa potremo provare a costruire un’altra grande impresa».

Pensa già al derby?

«No, per ora mi godo la vittoria di Pescara. Come è giusto che sia. Ma la personalità e la voglia che ci abbiamo messo ci hanno fatto capire cosa possiamo e dobbiamo fare per giocarci la nostra salvezza sempre a testa alta, contro chiunque».

Ultima curiosità: quanto pesa il gol di Saponara?

«Tanto. Lo dimostrano le sue lacrime. Che spiegano anche quanto il ragazzo sentisse il peso della situazione, delle responsabilità. Molti hanno detto che era deluso dalla mancata cessione, svagato. La reazione al gol dimostra che se Riccardo ha un problema è che sente troppo il peso delle maglia che indossa, il legame con l’Empoli e con Empoli».

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