Il Tirreno

Empoli

L’Empoli si prende tutto

di David Biuzzi
L’Empoli si prende tutto

Le stelle tornano a splendere: insieme ai gol c’è il trionfo nello scontro diretto

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PESCARA. Mettiamolo subito in chiaro: dire, ora, che l’Empoli è tornato è un errore. Un falso. Già, perché era già successo. È stata una risalita lenta, forse con qualche sbandamento, ma il percorso era iniziato da tempo. Era addirittura diventato evidente non solo dopo il buon pari con la Roma, ma anche dopo la precedente sconfitta di Napoli. Mancava ancora qualcosa, è vero. Insomma, la miccia era accesa da tempo, mancava l’esplosione. Che arriva, fragorosa, nel momento migliore: all’Adriatico, nello scontro diretto col Pescara. Il che, anche questo è bene mettere subito in chiaro, non significa che l’Empoli sia salvo. Ma che c’è, che vuole dire la sua e può farlo, contro chiunque.

Gira tutto bene. Intanto arriva alla sosta, e dunque s’avvicina al derby con la Fiorentina, nel migliore dei modi. Come nel migliore dei modi si sviluppa la sfida col Pescara. Perché l’Empoli la gioca bene, perché anche gli episodi (stavolta) vanno tutti nella direzione giuste. La superiorità degli azzurri, però, è netta, indiscutibile. Perché quella di Martusciello, a differenza dell’avversario, è squadra in tutti i reparti e in tutte le fasi di gioco. Quando c’è da colpire, ma anche quando c’è da soffrire. Al Pescara, invece, senza il pallone fra i piedi non riesce niente. Ed è proprio sulle lacune della truppa di Oddo che gli azzurri costruiscono il successo. Visto che accettano sì di farsi aggredire, ma ripartono in maniera divina. La differenza, poi, sta nella qualità dei singoli. Perché il tris d’assi Saponara-Maccarone-Pucciarelli non solo conferma i progressi, ma torna a brillare. Di una luce splendente, che abbaglia il Pescara (anche più della terza maglia arancione fluo...). Non a caso le prime due azioni in verticale (iniziate da Saponara) valgono il doppio vantaggio a metà tempo. Maccarone e Pucciarelli si scambiano gol e assist, mentre la difesa tiene, Diousse giganteggia in mezzo e Skorupski fa il resto confermandosi super. Visto che la fortuna aiuta gli audaci, poi, arbitro e addizionale non vedono un netto fallo di mano di Cosic in area e, di fatto, sui titoli di coda del primo tempo il principe della trequarti (Saponara) e il bomber (Maccarone) confezionano il tris che chiudi i giochi. Con l’Empoli che va al riposo addirittura con 1 gol in più rispetto a quanto segnato nelle precedenti 11 partite...

La ciliegina. La ripresa inizia con il Pescara che passa al 3-4-2-1 e cerca di sfruttare le corsie laterali. Ma dopo uno squillo di Verre (domato dal solito superSkoru) l’Empoli torna in controllo grazie anche alla solidità difensiva e al terzetto in mediana che si batte e si sbatte. Con il passare dei minuti, poi, Diousse (già buona la sua prova) cresce fino a diventare insuperabile, Veseli diventa un centrale aggiunto (e che centrale) e i cambi di campo dei padroni di casa producono una discreta quantità di fumo, ma zero arrosto. Le sostituzioni di Oddo non spostano e, anzi, sono così frettolosi che l’infortunio di Fornasier (29’) lascia i padroni di casa in 10 nell’ultimo spicchio di match. Martusciello sgancia un nuovo attacco per pungere fino alla fine e, vista la situazione, regala anche l’esordio in A al baby Pereira. La torta c’è ed è pure molto gustosa, insomma. Manca solo la ciliegina. Che arriva allo scadere del tempo, quando Saponara certifica una prestazione... alla Saponara raccogliendo un assist di Veseli per segnare il suo primo gol dell’anno. Già, non solo del campionato ma di tutto il 2016. Il resto sono mischie, un’altra traversa del Pescara e un finale caldo (causa Skorupski). Ma negli occhi restano le lacrime di gioia del 10 azzurro. Perché sono sue ma anche di tutto l’Empoli.

@DavidBiuzzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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