Toscana
Il ritorno del vero Empoli
Soffre assai con la Roma ma resta nel match, lotta e stavolta graffia anche
EMPOLI. Non c’è ancora la prova regina. Quella che di solita indirizza un processo, che decide le sorti dell’imputato. Però gli indizi ora sono univoci. Cioé vanno tutti nella stessa direzione e dicono, in sostanza, che finalmente l’Empoli è tornato. Quello vero. Manca ancora questo maledetto gol, è vero, ma il pareggio contro la Roma di Spalletti è decisamente diverso rispetto agli altri. Perché gli azzurri soffrono e devono come al solito ringraziare san Skorupski (ok, non è ancora santo ma il processo di beatificazione dovrebbe iniziare a breve: di miracoli ne fa in ogni partita...), ma rispetto al recente passato ci mettono un ardore e una voglia fuori misura. Quello che, nelle ultime due stagioni, aveva fatto parlare di sorpresa, rivelazione, calcio-spettacolo. Quello che, contro la Roma, permette anche di pungere, di graffiare, di andarci davvero vicino a quell’acuto che ormai manca da tanto tempo. Sono 7 partite senza reti, troppe. Ma questo Empoli, quello che ferma i quasi-inarrestabili giallorossi, ci arriverà di sicuro.
Un portiere... per due. L’inizio, però, è davvero complicato. E se l’Empoli resta dentro al match, iniziando a scrivere una storia diversa, deve molto al suo incredibile portiere. In 5 minuti 5, infatti, Skorupski piazza due prodezze assolute su Dzeko prima e Salah poi. Niente male per un giocatore il cui cartellino appartiene proprio alla Roma. Intanto, però, para (e bene) per gli azzurri. E sulle sue parate gli allievi di Martusciello iniziano, faticosamente, a costruire una partita vera. Che resta complicata per molti minuti, perché il 4-2-3-1 di Spalletti è che - come spesso accade quando di mezzo c’è il tecnico made in Empoli - qualcosa di diverso: Palmieri gioca a destra per sostituire in tutto e per tutto Florenzi, il rientrante Rudiger a sinistra per scalare al centro. Quando la palla ce l’hanno i giallorossi (e succede spesso), cioè, il modulo è un 3-2-3-2 con Salah al fianco del gigante bosniaco. Faticano, Croce e soci, ma restano dentro il match grazie anche al grande sacrificio di Saponara e Pucciarelli. Gilardino, spesso isolato in avanti, può poco ma prova comunque ad arrivare su ogni palla. Col passare dei minuti, insomma, l’Empoli prende le misura e la gara diventa più equilibrata. Il tempo, non a caso, si chiude con una punizione di Pasqual che mette i brividi ai giallorossi.
Colpo su colpo. Un trend che si conferma nella ripresa, perché la Roma, fatalmente, abbassa l’intensità del gioco e del pressing e l’Empoli è sempre più dentro la partita. Diousse, confermato davanti alla difesa, sporca decine di azioni di De Rossi e soci che commettono l’errore di allargare sempre meno la manovra. L’Empoli poi, e questa è la grande differenza rispetto al recente passato, non sta solo a guardare ma affonda con decisione tutte le volte che può. Non a caso il finale da fuochi d’artificio si apre con l’occasione costruita da Saponara e conclusa fuori d’un soffio dal subentrato Maccarone. È il minuto numero 36 e dal quel momento in poi succede di tutto: l’arrembaggio giallorossi (Perotti per De Rossi l’eloquente ultimo cambio di Spalletti, con Martusciello che replica passando al 4-5-1) produce due salvataggi di Pasqual, che però sfiora anche il colpaccio in contropiede. Nel recupero, poi, si torna al via: ovvero con due paratone (clamorosa la prima) di Skorupski su El Shaarawy che scolpiscono nella pietra un pareggio che, stavolta, vale davvero molto. Senza proprio, infatti, che l’Empoli sia tornato.
@DavidBiuzzi
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