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Empoli, Skorupski confessa: «Ero convinto che fosse gol»

di David Biuzzi
Empoli, Skorupski confessa: «Ero convinto che fosse gol»

Il portiere polacco racconta la prodezza 2.0 sul colpo di testa di Gamberini nel match contro il Chievo: «L’addizionale di porta mi ha detto che ce l’avevo fatta»

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EMPOLI. La prodezza di Gordon Banks su Pelè, ai Mondiali di Messico 1970, è valsa all’inglese il titolo di parata più bella del secolo. Il secolo XX. Per il XXI, invece, ora c’è la candidatura forte di Lukasz Skorupski, che sicuramente avrà il titolo di prima parata 2.0. Già, perché nell’intervento da fantascienza del portierone azzurro su Gamberini c’è di mezzo anche... la scienza.

Senza la “Gol line technology”, infatti, quella rete l’arbitro Maresca l’avrebbe assegnata. Come ammette lo stesso protagonista dell’episodio. «Sì – confessa Skorupski – per me era gol. Ero troppo concentrato sul pallone per sapere con certezza se lo avessi fermato fuori o dentro la porta, ma io ero completamente al di là della linea e pensavo di non avercela fatta. Poi non ho sentito il fischio dell’arbitro e ho pensato a riprendere il gioco il più in fretta possibile, prima che potesse cambiare idea».

Cosa complicata visto che ora c’è la tecnologia...

«Già, ma in quei momenti a tutto pensavo meno che alla telecamere sulla linea di porta. Una volta che l’azione è ripartira, infatti, ho chiesto all’addizionale di porta cosa avessero visto e lui mi ha spiegato che sui loro orologi era apparsa la scritta “No gol”. Solo in quel momento ho realizzato che la palla davvero non aveva superato completamente la linea».

E fin qui arriva la scienza, poi c’è la fantascienza: ovvero, ma come ha fatto a parare quel pallone?

«Francamente non lo so. Volevo respingere quella palla con tutte le forze e ho avuto un buon riflesso. Poi la fortuna ci ha fatto il resto».

Fortuna?

«Beh sì, in certi episodi basta mezzo centimetro per fare la differenza. E in questo caso lo hanno visto tutti».

È la parata più bella della sua carriera?

«Questo non lo so. Sicuramente è una delle più complicate. Ai non addetti ai lavori restano sicuramente più negli occhi interventi diversi, come quello su Pjaca nella partita contro la Juventus, ma il coefficiente di difficoltà di questo intervento era altissimo. Gamberini ha colpito forte, era molto vicino alla porta ed è stato anche bravo a schiacciarla. Se l’avesse angolata di più non ci sarebbe stato niente da fare. E invece...».

E invece era il giorno di Skorupski e della sua parata-miracolo 2.0.

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