Il Tirreno

Empoli

Poco Empoli e niente gol

di David Biuzzi
Poco Empoli e niente gol

La scintilla non arriva e lo 0-0 attualmente è il massimo risultato possibile

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EMPOLI. Di più, oggi, non si può fare. L’Empoli che non segna, cioé, non può sperare in qualcosa di meglio di uno 0-0. Lo dicono i numeri. Ma anche, e soprattutto, le difficoltà di una squadra, quella di Martusciello, che ancora non si accende. Ci prova, non si tira indietro, ma la scintilla non c’è. Anzi, nella sfida con il Chievo per larghi tratti prevale la paura, proprio quella pessima compagna di viaggio che Martusciello voleva scacciare via, poi emergono i limiti di sempre. È un azzurro pallido, insomma, che fa un piccolo passo avanti ma che ora proprio avanti deve guardare: alle porte ci sono due sfide terribili, Napoli fuori e Roma in casa, ma restare attaccati al treno è un obbligo assoluto. Come quello di ritrovare facilità, e felicità, di gioco.

Ma che hai fatto Skoru? Componenti fondamentali per guarire dal mal di gol. Che il tecnico, stavolta, prova a curare preferendo Marilungo a Pucciarelli e giocando con due interni di qualità, Krunic e Croce. Le buone intenzioni, però, sbattono contro un Chievo spigoloso, che piazza almeno 9 elementi dietro la linea della palla e alza il più possibile la linea del pressing senza disegnare il ricorso al fallo tattico, e soprattutto contro i fantasmi. La palla, infatti, scotta. Gli azzurri fanno sempre un tocco in più, perdendo spesso il tempo per la giocata. Le eccezioni sono Saponara, che qualche giocata la piazza, e José Mauri, che ogni tanto va a cercare la palla anche nel campo nemico. Ma è poco, troppo poco. Tanto che il protagonista del primo tempo è Lukasz Skorupski, professione portiere, che al 23’ s’inventa una parata pazzesca per inchiodare sulla linea di porta un colpo di testa ravvicinato di Gamberini. Sembra gol, i clivensi lo chiedono, ma la “Gol line tecnology” premia il polacco: qualche millimetro del pallone è ancora sulla linea. Prodezza ai confini della realtà e niente gol. E niente rigore una manciata di minuti dopo, quando il fallo di Rigoni su Big Mac sembra netto, ma non per il direttore di gara Maresca che lascia correre.

Solo il finale. Al riposo, insomma, si va con la sensazione che sia dura, ma possibile. Ma è nel primo spicchio della ripresa, invece, che l’Empoli si perde. Per almeno metà della frazione, infatti, la truppa di Martusciello ci capisce poco. È all’angolo e sembra sempre sul punto di andare ko, ma s’aggrappa all’orgoglio e alla difesa per restare nel match. Solo che imbastire un’azione diventa pura utopia e le opzioni diventano due: il retropassaggio a Skorupski o il lancio lungo nel vuoto cosmico. Così anche Saponara, che era sembrato ispirato, finisce per spegnersi in una serie di iniziative personali che non portano a niente. Martusciello, che ha già perso Laurini (dentro Veseli) e sganciato Pucciarelli (per Marilungo) cambia qualcosa inserendo Tello. La mediana riprende sostanza, anche perché Croce non finisce mai, e la partita cambia ancora. L’ennesimo fallo del Chievo (il 27º sui 29 complessivi) costa il secondo giallo a Castro al 35’ e nei 10 minuti falli gli azzurri rialzano finalmente la testa. Con il cuore, più che altro, provano l’assedio sfruttando anche Pasqual a sinistra e giocando praticamente col 3-4-1-2. I colpi a salve di Pucciarelli e Saponara, però, sono quanto passa il convento. Ecco perché è difficile, in questo momento, andare oltre lo 0-0. Che però, attenzione, non può bastare. Resistere per far passare la nottata, insomma, ma svegliarsi anche in fretta. O prima ancora.

@DavidBiuzzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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