Il Tirreno

Empoli

Veseli non ha dubbi: «Classifica bugiarda»

di David Biuzzi
Frederic Veseli nella sfida contro il Genoa (foto agenzia Massimo Sestini)
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Frederic Veseli nella sfida contro il Genoa (foto agenzia Massimo Sestini)

Il difensore albanese sorride per il suo debutto e guarda avanti con fiducia: «Siamo migliori dei nostri 4 punti, presto lo dimostreremo»

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EMPOLI. In attesa di decidere se il pareggio di Genova rappresenti un punto guadagnato o due persi (lo diranno solo le prossime sfide) nell’Empoli c’è chi è autorizzato a sorridere senza se e senza ma. È Frederic Veseli, il difensore che albanese che ha consumato il doppio debutto (in azzurro e in Serie A) dopo un’attesa lunga... più di 120 giorni.

Ovvero quei 4 mesi e spiccioli consumati prima che si risolvesse il braccio di ferro, col Lugano, per il suo tesseramento. «Periodo non facile – confessa il giocatore – è dura allenarsi e sapere di non avere nessuna possibilità di giocare. Ma ora, fortunatamente, è finita».

E del suo esordio è soddisfatto?

«Sì, sono contento. Posso e devo fare molto di più, sia in fase difensiva che di spinta, però lo ritengo un buon punto di partenza».

Era emozionato?

«È stato tutto molto bello. In uno stadio particolare e contro un avversario di valore. Ma eravamo preparati bene. È andata esattamente come mi aspettavo».

Lo sa che in tema di terzini albanesi a Empoli siamo abituati bene: con Hysaj...

«Già. Un grande giocatore. Quando sono venuto qui mi ha scritto un messaggio dicendomi che ero nel posto giusto e che avrei trovato non un club ma una famiglia. Aveva ragione. Tutti mi hanno aiutato e mi stanno aiutando».

E un po’ l’avrà aiutata quella dote che sembra accumare tutti voi albanesi: l’orgoglio.

«Sono contento che questa caratteristica si noti anche da fuori. Per noi è un fatto normale, dovuto forse al fatto che siamo una piccola nazione, o alla nostra storia. E sicuramente sentirsi orgogliosi delle proprie radici aiuta, anche nel calcio».

E di questo Empoli si sente orgoglioso?

«Sì. E neanche poco. Capisco che leggendo la classifica può sembrare una cosa strana, ma i numeri secondo me non stanno dicendo tutta la verità si di noi. Siamo un buon gruppo, un’ottima squadra, e cerchiamo sempre di giocare un buon calcio come ci chiede il nostro allenatore. Continuando così i frutti del lavoro arriveranno».

Magari a cominciare da domenica...

«Ci aspetta una partita difficile. E anche importante. Sappiamo di dover dare ancora qualcosa di più, anche se cerchiamo di fare sempre il massimo, e ci proveremo perché vogliamo tornare al successo».

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