Gioco
La società inciampa sulle rate dell’Iva
Sequestrati 1,3 milioni al club per i pagamenti del 2014 nonostante un accordo (onorato) con l’Agenzia delle Entrate
EMPOLI. Per l'Empoli il caso era chiuso. Anzi, non c’era proprio. Con la rateizzazione chiesta e ottenuta anni fa all'Agenzia delle Entrate e con tutte le scadenze regolarmente rispettate, i dirigenti azzurri si sentivano tranquilli. E invece è arrivato, a sorpresa, il sequestro preventivo di più di milione (1,361 milioni di euro per l'esattezza) su uno dei conti correnti del club su richiesta del procuratore aggiunto Rodrigo Merlo per il mancato versamento dell'Iva nel periodo d'imposta 2014.
Sequestro preventivo. Un’operazione già avvenuta, ma diventata di dominio pubblico soltanto ora perché il Tribunale del Riesame ha respinto il ricorso presentato dall'Empoli. La storia, però, sembra più quella di "sequestro preventivo" visto che, come accennato, la società stava e sta pagando regolarmente le rate decise con l'Agenzie delle Entrate. Infatti il sequestro è inferiore a quanto disposto inizialmente perché nel frattempo una delle scadenze, circa 250.000 euro, è stata regolarmente onorata. Ma, secondo quanto affermato anche dal Riesame, una sentenza della Cassazione stabilisce che non c'è incompatibilità fra il pagamento rateizzato e il sequestro, perché non è certo che il debitore continui a pagare. Dalla somma bloccata, però, devono essere scalate le rate versate.
Pagato il 60%. In sostanza l'Empoli, che aveva già pagato con le stesse modalità l’Iva del 2012 e del 2014, ha versato oltre il 65% di quanto pattuito. La legge, però, consente anche un sequestro preventivo quando la disponibilità economica sia accertata. Insomma, ti blocco i soldi prima che scappi all’estero. Un ragionamento che, chiaramente, male si applica a una società gestita nell’ultimo quarto di secolo dalla stesse persone. Da qui la sorpresa con cui è stato vissuto questo sequestro. Nell’ambito del quale, come prassi vuole, il presidente Fabrizio Corsi e l'ad Francesco Ghelfi risultano finiti sotto inchiesta per omessi versamenti Iva.
Nessun rischio. All’Empoli, tutavia, sarà sufficiente continuare a saldare regolarmente il conto per risolvere tutto. E, come a questo punto sembra probabile, estinguerlo in anticipo. In realtà questa mossa era già prevista per la prossima primavera, tanto che l’ad Ghelfi ne aveva parlato chiaramente parlando del prossimo bilancio (quello che sarà approvato a fine mese con un più 1,5 milioni), ma a questo punto potrebbe essere anticipata. A livello di classifica, invece, i rischi di una penalizzazione sono pari allo zero assoluto visto che, come spiegato in altro articolo, per la Lega l’accordo rateizzazione è più che sufficiente. E anche a livello operativo sembra che i soldi ci siano. Anzi, proprio la ritrovata ricchezza dei conti (la rateizzazioni erano state chieste e ottenuti in stagioni meno ricche...) potrebbe aver indotto la magistratura a questo insolito, ma non del tutto inedito, sequestro.
@DavidBiuzzi
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