Gioco
Saponara resta la chiave di volta
Il confronto fra i numeri conferma il suo peso Deve riaccendersi e tornare al centro del progetto
EMPOLI. Non passa tutto dai suoi piedi, perché una responsabilità del genere ce l’aveva solo un piccoletto argentino che di nome faceva Diego Armando e di cognome Maradona, ma molto sì. I piedi in questione, nel nostro caso, sono quelli di Riccardo Saponara, quasi l’uomo del destino per l’Empoli.
L’ago della bilancia. Uno di quei giocatori baciati dal talento e in grado di spostare la bilancia. Per questa la sua esclusione, per scelta tecnica, contro la Juventus ha fatto rumore. Ma ora che c’è la sosta l’obiettivo non può che essere uno: recuperarlo, recuperarlo al meglio. L’incidenza di Saponara sul rendimento dell’Empoli, d’altra parte, è dimostrata dal semplice confronto con la scorsa stagione. Rispetto alla quale, in 7 giornate, l’unica cosa identica è il numero di partite giocate: 6. Un anno fa saltò quella col Sassuolo (vinta con gol di Maccarone) per il primo dei turni di squalifica rimediati dopo l’espulsione di Frosinone, stavolta è stato Martusciello a tenerlo fuori per motivi soprattutto tattici. Per il resto, invece, Saponara aveva già segnato 3 gol e regalato 2 assist vincenti (a Pucciarelli e Maccarone) contribuendo in maniera diretta a 2 dei 3 risultati positivi ottenuti (2 su 2 se si esclude la partita non giocata). Quest’anno il suo score personale segna ancora 0, sia per quanto riguarda le reti che per gli assist (anche se, in realtà, alcuni non sono stati concretizzati dai compagni...), i punti sono 4 e i gol complessivi appena 2 (con ben 6 gare su 7 finite senza scuotere la rete della porta avversaria).
La filosofia. Al di là dei numeri, poi, una squadra che fatica a segnare ma che ha scelto la strada del gioco difficilmente può fare a meno del suo elemento migliore sotto il profilo tecnico. Tatticamente, poi, il 4-3-1-2, al di là degli ultimi sporadici passaggi al 4-3-3, resta il marchio di fabbrica e in questo contesto il vertice alto del rombo è assolutamente determinante(non a caso, sempre per rimanere nel campo del confronti, nella scorsa stagione la differenza di rendimento dell’Empoli e di Saponara fra girone d’andata e di ritorno è stata molto simile).
Ritrovarsi. Appurato che Saponara a questa squadra serve come il pane, dunque, bisogna aggiungere che serve... quello vero. In questo scorcio iniziale si è visto forse solo a Udine, mentre nelle ultime due gare giocate (contro Inter e Lazio) si è espresso sotto il minimo sindacale. Ora, dunque, tocca a lui ritrovare lo smalto, ma anche a Martusciello metterlo nelle condizioni di farlo. Tenendolo il più spesso possibile dentro al gioco, ad esempio, e cercandolo il più spesso possibile. Perché mai come ora serve la chiesa al centro del villaggio, serve Saponara al centro del progetto Empoli.
@DavidBiuzzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
