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Empoli: Skorupski si è già ripreso tutto

di David Biuzzi
Empoli: Skorupski si è già ripreso tutto

Dopo l’azzurro ecco la Polonia: "Una gioia ma ora penso solo alla partita di domenica". Sul confronto con Buffon: "Un idolo, una soddisfazione salutarlo in campo"

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EMPOLI. Riprendersi l’Empoli non gli bastava. No, Lukasz Skorupski ha voluto fare un altro passo in avanti: la Nazionale. È stato convocato dalla Polonia per le prossime due sfide di qualificazione ai mondiali insieme al romanista Szczesny, Fabianski e l’eterno Boruc.Potrebbe essere l’ultimo, il portiere dell’Empoli, nelle gerarchie. Ma l’importante, mai come stavolta, è esserci. Già, perché l’ex giallorosso è reduce da un’estate complicata, con l’intervento al braccio (per l’infortunio che lo aveva costretto a saltare le ultime partite dello scorso campionato) e una rieducazione consumata fra Roma ed Empoli. Ora, però, il peggio sembra passato. «In effetti sto bene – sottolinea – e sono contento di essere rientrato nel gruppo della Polonia. Ci tengo e ci ho sempre tenuto. Inizierò a pensarci da domenica sera, però, prima c’è la sfida con la Juventus».

Un passo alla volta, insomma, per il ragazzo di Zabrze. Che aspetta i campioni d’Italia con lo sguardo fiero di sempre. Quello che ricorda Ivan Drago che, dopo aver massacrato Apollo Creed accoglie Rocky sul ring con l’ormai leggendario «ti spiezzo in due». Dietro gli stessi occhi di ghiaccio, però, c’è un giovane uomo più riflessivo, ma comunque determinato. «La Juventus è senza dubbio la squadra più forte d’Italia – sottolinea – e anche una delle migliori d’Europa. Detto questo, però, i giocatori bianconeri hanno due gambe e due braccia esattamente come noi, quindi può succedere di tutto. Anche quello che, oggi, sembra impossibile».

In effetti la Juve non sembra l’avversario migliore da affrontare in questo momento...

«Invece, secondo me, può anche essere l’occasione giusta per sbloccarci. L’Empoli non sta giocando male, facciamo un po’ fatica a segnare, ma più che altro è questione di fortuna. Ci serve qualcosa che faccia scattare la molla e, magari, potrebbe essere proprio questa sfida difficilissima».

Da giovane portiere che effetto le farà il confronto diretto con una leggenda vivente come Buffon?

«È bello, forse anche un po’ strano. Quando ero ragazzino lui era il mio idolo e anche oggi è il migliore, il più forte. Lo saluterò prima e dopo la partita, mi farà piacere, molto».

Sperando che magari, nel mezzo, possa essere un po’ meno bravo del solito.

«No. Un portiere non spera mai che un altro portiere sbagli. Mi auguro che l’Empoli vinca. Tutto qui».

Un po’ più vicino a lei, invece, potrebbe esserci un altro “mostro” come Higuain.

«È un altro grandissimo giocatore. Ma non è il solo nella Juventus. È chiaro che, sulla carta, non dovrebbe esserci partita. Però si gioca sul campo e sul campo tutti noi metteremo il cento per cento per avere la meglio».

È comunque probabile che per lei ci sia molto lavoro...

«In realtà non sono neanche sicuro di giocare. Spero che il mister mi dia questa occasione, ma nell’Empoli non ci sono titolari e riserve. E il posto, tutti quanti, se lo devono guadagnare con il lavoro».

A proposito di lavoro, per lei anche l’estate è stata così.

«Non è stato un periodo facile, lo ammetto. Devo ringraziare anche la mia compagna Matilde, perché nei momenti più duri è stata lei a darmi la forza. Anche di andare ad allenarmi».

Con la Roma o con l’Empoli?

«Fosse stato per me sarei tornato subito qui, perché restare a Empoli è sempre stato il mio obiettivo. Però hanno deciso altri».

Cioé la Roma che, nel periodo dell’infortunio, le ha pure prolungato il contratto di cinque anni...

«È stato un bellissimo attestato di stima. Ringrazio il ds Sabatini, gli altri dirigenti e i tecnici. Se mi vedo in giallorosso? Il mio colore oggi è l’azzurro. E penso solo alla sfida con la Juventus».

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