Gioco
Empoli, la fiducia di Big Mac: "Periodo no, passerà"
I soli due gol segnati finora non spaventano il capitano. E sulla sfida con la Juventus: "Sono loro che devono vincere per forza..."
EMPOLI. Ne ha combattute tante, di battaglie, ne ha vissute tante, di situazioni. Massimo Maccarone rincorre il pallone e il gol da una vita (si fa per dire) e meglio di altri sa che periodi complicati, come quello che sta attraversando l’Empoli, semplicemente capitano.
Succede, cioé, che in una breve finestra di tempo una squadra che conquistava punti e applausi si ritrovi addirittura con il peggior attacco d’Europa. Con la miseria di 2 gol segnati (dai due difensori) in 6 partite. «È un momento così – sottolinea il capitano azzurro – ma non dobbiamo creare problemi che non esistono. Dobbiamo continuare a lavorare come stiamo facendo, cioé dando tutto, poi magari arriverà il momento in cui segneremo 8 gol in 6 giornate».
Quindi non c’è da preoccuparsi?
«C’è da riflettere, ma non da preoccuparsi. Forse non siamo abituati, perché nelle ultime stagioni abbiamo sempre trovato il gol con regolarità, ma sarei preoccupati se non creassimo occasioni. Siamo stati meno pericolosi del solito in un paio di partite, ma per il resto i presupposti per segnare ci sono stati. E neanche pochi. L’esempio è la traversa di Pucciarelli contro la Lazio: Manuel ha fatto una giocata pazzesca e 99 volte su 100 quella palla entra. Quindi il gol arriverà. Per me è una certezza».
Però, ad oggi, i numeri non possono essere ignorati.
«E nessuno di noi lo fa. Non siamo certo contenti di perdere le partite, né di segnare così poco. Ma in tutte le cose serve un certo equilibrio. E analizzando bene le cose la conclusione non può che essere quella che dobbiamo continuare sulla strada del lavoro senza farci prendere dallo sconforto, ma cercando di crescere».
Crescere come?
«Magari evitando quegli errori individuali che, ad oggi, possono averci tolto qualche gol. Però è normale che l’Empoli, oggi, non sia ancora una macchina perfetta. Abbiamo cambiato molto e serve tempo e lavoro per far funzionare i meccanismi alla perfezione. Soprattutto per una squadra come la nostra che cerca sempre di imporre il suo gioco».
Quindi secondo lei non servono correzioni in corsa?
«No. Secondo me il 4-3-1-2 è un sistema che ci ha dato tante gioie e che ancora può darcene. Al di là dei numeri, però, molto dipende dall’interpretazione della partita. Se siamo passivi è un problema, se giochiamo come contro la Lazio diremo la nostra anche quest’anno».
Che non significa arrivare decimi.
«Esatto. Ogni stagione ha la sua storia. Ma noi sappiamo che ci sarà da soffrire e siamo un gruppo disposto a farlo».
Magari il prossimo avversario non è il più adatto per riscattarsi...
«E perché no? È la Juve che è obbligata a vincere con noi. L’Empoli, però, vuole giocarsela e se la giocherà».
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