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Empoli d’assalto per rialzare la testa

di David Biuzzi
Empoli d’assalto per rialzare la testa

Con la Lazio un’altra sfida durissima, ma esserci è un obbligo

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EMPOLI. Altro giro, altra corsa. Ma, ancora una volta, è in salita. Dopo la sfida con l’Inter e prima di quella con la Juve, infatti, c’è da fare i conti con la Lazio e, stavolta, per l’Empoli c’è quasi un obbligo: esserci.

I motivi. Già, non fare risultato (anche perché non potrebbe essere così...) ma esserci. Sotto tutti i punti di vista. Fisico, tecnico ma anche mentale. Come sottolinea giustamente Martusciello, insomma, c’è bisogno di metterci quelle armi che sono mancate mercoledì scorso ma che erano state fedeli compagne di viaggio nel recente passato: audacia, coraggio. La follia di andare a giocarsela anche contro un avversario che, sulla carta, è molto più forte di te. Buone intenzioni che nel turno infrasettimanale sono rimaste tali e che stavolta devono tradursi in fatti concreti, in una prestazione all’altezza. Perché la strada della crescita, intrapresa a piccoli passi dopo l’esordio negativo con la Samp, non può e non deve essere abbandonata al primo sbandamento. Per questo, anche oggi, la prova verrà anche prima del risultato. Tenuto sempre presente, però, che difficilmente l’Empoli può sperare di ottenere qualcosa (soprattutto contro la Lazio) senza offrire una prestazione sopra le righe. La mediocrità, insomma, non è fatta per questa squadra. Chi ha scelto la difficile via del gioco, infatti, non può allentare mai la presa.

La chiave. Il fatto che l’avversario sia di grande valore e abbia individualità di assoluto valore (da Keita a Anderson, passando per Immobile che quando vede l’Empoli si esalta sempre...), poi, non cambia il copione né deve cambiare l’interprestazione. Dopo una prova senza squilli, di fatto, l’Empoli ha bisogno soprattutto di rialzare la testa. E deve farlo attraverso il gioco, attraverso l’identità di squadra che ha avuto nelle passate stagioni ma che ha dimostrato di avere anche in questa. Che sicuramente, rispetto alle ultime, sarà segnata una maggiore sofferenza. Ed è per questo, proprio per questo, che l’Empoli deve dimostrare di saper soffrire, come non è riuscita a fare contro l’Inter. La truppa di Martusciello dovrà essere corta, aggressiva, pronta a colpire. Essere squadra, insomma. Perché solo in un’orchestra che funziona anche i solisti, finora rimasti all’asciutto, troveranno il modo e il tempo di lasciare il loro segno. Sulla partita e, più in generale, sulla stagione.

@DavidBiuzzi

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