Sicurezza
Il bicchiere di Accardi è più che mezzo pieno
Il ds non ha dubbi: «Un buon pareggio e una grande prova»
EMPOLI. Ci sono sempre due modi diversi per accogliere un pareggio: la soddisfazione o il rammarico. E, per l’Empoli, lo sviluppo della sfida in casa del Torino non aiuta molto a scegliere. Si passa, infatti, dal sospiro di sollievo di fine primo tempo alle recriminazioni per le occasioni non sfruttate nella ripresa. Ma in casa degli azzurri, ad onor del vero, di dubbi ce ne sono pochi. Il bicchiere è mezzo pieno. Sicuramente.
E a spiegarne i motivi ci pensa il direttore sportivo Pietro Accardi. «Siamo soddisfatti – dice il dirigente – perché abbiamo fatto risultato su un campo difficile e contro un avversario di valore. Ma lo siamo soprattutto perché abbiamo visto una prova importante da parte di tutti. Abbiamo saputo soffrire quando c’era da soffrire, abbiamo costruito gioco e occasioni nella ripresa».
Conferma la sensazione, insomma, che la squadra sia in crescita.
«Decisamente. È in atto un processo di crescita che però non deve interrompersi. Fra le cose che ci fanno felici, infatti, c’è la convinzione che questa squadra abbia ancora ampi margini. Margini che può e ovviamente deve sfruttare».
E perché, secondo lei, finora non lo ha fatto?
«Perché per arrivare a certi traguardi serve tempo. A Torino siamo partiti con 5 giocatori nuovi su 11, la metà esatta di quelli di movimento. È normale che serva un po’ di tempo per far funzionare sempre meglio l’ingranaggio. Intanto, però, sono stati fatti i passi più importanti, perché lo spirito di sacrificio del gruppo è un’ottima base di partenza. Anche perché coinvolge anche gli elementi da cui magari to lo aspetti fino a un certo punto».
E cioé?
«Il discorso è generale, ma se devo scendere nello specifico non posso che spendere due parole per Saponara e Gilardino. Sono elementi di qualità, eppure il loro apporto alla fase di non possesso è stato determinante. Di solito siamo abituati ad altri tipo di giocate da parte loro, ma nel pareggio di Torino c’è molto di Saponara e molto del Gila».
Altra nota positiva è stato l’apporto di chi, come Diousse e Barba, è subentrato dalla panchina...
«Sì, hanno fatto bene. Ma questo è merito dell’impegno nel lavoro quotidiano e del nostro allenatore, perché Martusciello è davvero molto bravo nella lettura delle partite. E i suoi cambi, quando non ono obbligati come a Udine, quasi sempre migliorano le cose».
Meno positivo, semmai, è il fatto che domani arrivi un avversario, l’Inter, che contro la Juve ha impressionato...
«Chi gioca contro la Juve, oggi, è portato a dare qualcosa di più. Diciamo che noi dovremo avere lo stesso spirito. Che l’Inter sia una grandissima squadra, poi, non lo scopriamo certo adesso...».
Preoccupato?
«No, sono contento. Giocare queste partite è bellissimo. Lo sarà per i ragazzi, per noi e per tutta la città. E secondo me ha ragione il mister quando dice che non è vero che non abbiamo niente da perdere».
Ad esempio?
«Ad esempio non vogliamo e non dobbiamo perdere la possibilità di giocarcela. Misurarsi contro avversari così forti è una delle cose più belle che ti possono capitare in una carriera. Quindi non vogliamo fare le semplici comparse».
@DavidBiuzzi
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