Il Tirreno

Empoli

L’Empoli sa usare la testa

di David Biuzzi
L’Empoli sa usare la testa

Le capocciate di Bellusci e Costa abbattono il Crotone: finalmente i 3 punti

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EMPOLI. Signore e signori l’Empoli c’è. È vivo, ha voglia di giocare e di combattere. Non è forse ancora del tutto guarito ma il peggio potrebbe essere passato. Lo diranno le prossime sfide, è chiaro, ma intanto i fantasmi fanno meno paura. Li prendono a testate Bellusci prima e Costa poi. Già, perché una delle strane leggi che governano il pallone si materializza nel posticipo e porta i difensori a costruire e segnare i primi gol. Il magico sinistro di Pasqual li disegna, i centrali li concretizzano. Sul secondo, diciamolo subito, c’è un fuorigioco di centimetri. Bindoni, l’assistente di linea, non lo vede. E, per una volta almeno, un episodio gira a favore della truppa di Martusciello. Arriva in un momento chiave, è vero, ma non cambia il giudizio del match. C’è più Empoli, in tutto e per tutto, e la vittoria è come il cittadino consegnato alla storia del cinema dal capolavoro di Elio Petri: al di sopra di ogni sospetto.

Passi avanti. Già nel primo tempo, infatti, si vede che l’Empoli è cresciuto rispetto alle prime due apparizioni. Gioca con un più autorevolezza, la truppa azzurra, e ben presto si prende un’ampia porzione di cambio. Un po’ per demerito del Crotone, perché il 3-5-2 scelto da Nicola si trasforma spesso in un 5-4-1 e, in sostanza, i calabresi sono spesso e volentieri asserragliati davanti alla propria area di rigore. Il che, tradotto, significa che per gli azzurri trovare spazi è complicato, come spesso accade. Solo che stavolta Martusciello trova le alternative alle giocate di Saponara. Che, nel primo tempo, porta a spasso gli avversari lasciando giocare gli altri. Lo fa, bene, Tello (ma questo colombiano quando smette di correre?), lo fa pure l’atteso Josè Mauri. Che conferma le impressioni suscitate: è sveglio, il ragazzo. Ci mette poco tempo a capire la partita e tutta la manovra ne guadagna. L’inzuccata di Bellusci (scelto al posto di Cosic) al minuto numero 31, insomma, non è una sorpresa. Con il più ormai fatto, però, gli azzurri tirano il fiato. E questo è un lusso che non si possono permettere. Proprio all’ultimo secondo, infatti, la difesa va in tilt e la prima (al massimo la seconda, e non è un modo di dire) sortita offensiva del Crotone produce la beffa. È 1-1, al riposo, ed è uno schiaffo che fa male. Molto.

La reazione. Di quelli che brucia. Che “frizza”, per dirla all’empolese. E, infatti, l’avvio di ripresa fa vedere le streghe. Gli azzurri arretrano troppo quando la palla è degli altri. Si chiama paura ed è quella compagna di viaggio che rischia di farti perdere anche le partite già vinte. Contrariamente a quanto accaduto con Samp e Udinese, però, stavolta la dea bendata si ricorda di Martusciello e della sua allegra brigata. Succede col già descritto gol di Costa che, di fatto, riporta la partita sui binari di tutto il primo tempo: ovvero con l’Empoli che fa tutto più o meglio. Nicola riscopre il coraggio e getta dentro giocatori offensivi a ripetizione, ma dalle parte di Skorupski si vede poco o niente (unico vero pericolo quello creato da Palladino quando il parziale recitava ancora 1-1). Gli azzurri non hanno la forza di chiuderla, sprecando anche ripartenze interessanti, ma negli spazi che aumentano José Mauri (prima di arrendersi ai crampi) e Saponara vanno a nozze. Marilungo (entrato a sorpresa, tutti aspettavano Gilardino) costringe Dussene all’espulsione, al 35’, e tutto il resto non è la noia di Califano ma poco ci manca. All’Empoli, invece, non manca niente. È la sua notte, finalmente.

@DavidBiuzzi

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