Il Tirreno

Empoli

José Mauri si prende le chiavi dell’Empoli

di David Biuzzi
José Mauri si prende le chiavi dell’Empoli

«Giocare da play? Non è semplice, ma sono qui per questo»

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EMPOLI. «Sono venuto a 14 anni in Italia per giocare al calcio, figuriamoci se ora ho paura ad accettare la sfida di fare il regista dell’Empoli». È la frase, ad effetto ma solo in parte, con cui José Mauri chiude la conferenza stampa di presentazione, ovvero la sua prima uscita vera da giocatore dell’Empoli. Ed è significativa. Molto.

Già, perché il ragazzo che viene dalla Pampa dimostra di avere personalità, ma non solo. È sveglio, molto sveglio. Un concentrato di scaltrezza, verrebbe da dire vista la statura non esattamente da corazziere (elemento sul quale è il primo a scherzare: «Qui a Empoli li prendono tutti bassi», dice sorridendo...). Come quando il discorso cade sul suo illustre predecessore, Paredes: «Non ho i piedi di Leandro – replica – ma sono pronto a giocare davanti alla difesa. Non ho paura delle responsabilità».

Sfida accettata, insomma, come uno dei nuovi tormentoni di Facebook. «Sono ancora giovane, è vero, ma l’Empoli mi ha preso per giocare come play basso. Così vuole l’allenatore e così vogliono i dirigenti. Ed io sono pronto a farlo. Nel Parma – racconta – giocavo interno ma il mio ruolo è sempre stato quello». Come racconta anche il numero, il 5, che ha nel profilo Twitter e che porterà in campo (è stato lasciato libero da Signorelli). «In Argentina il 5 gioca davanti alla difesa – sottolinea – per questo è il numero che preferisco».

Numero e, soprattutto, posizione in campo. Due ottimi motivi per dire sì all’Empoli. «Non è vero che ero indeciso – dice, sgombrando finalmente e definitivamente il campo dagli equivoci – è solo una delle tanti voci false che escono durante il mercato. La telefonata di Martusciello? Sì, c’è stata. Ed è anche vero che mi ha colpito molto. Mi ha spiegato cosa avrebbe voluto da me e mi ha dato una carica ulteriore. Ma devo dire che anche i dirigenti sono stati bravissimi. Mi hanno fatto sentire importante e ora tocca a me ripagare la fiducia sul campo».

Retroscena per retroscena, José Mauri svela anche quello relativo alla “spinta” dell’ex Montella e anche un particolare inedito. «Sia Montella che Caccia (altro grande ex che ora fa parte dello staff rossonero, ndr) mi hanno parlato benissimo di Empoli e dell’Empoli. Io di dubbi non ne ho mai avuti, ma eventualmente me li avrebbero tolti loro. E, comunque, anche tutte le altre persone con cui ho parlato hanno avuto parole d’elogio per questa realtà, per questa piazza».

Parole che il centrocampista argentino sta già riscontrando in questi suoi primi giorni azzurri. «Ho parlato con più di una persona, ve l’ho detto, e tutti mi hanno raccontato di quanto sia bella e serena questa piazza. Lo sapevo, insomma, ma l’impatto mi ha comunque sorpreso. È stato meglio di quanto sperassi».

Forse per questo sembra già perfettamente calato nella nuova realtà. «L’entusiasmo non mi manca – spiega – anzi, spero di non averne troppo. Giocare per la salvezza? Inseguire questo traguardo o lo scudetto non cambia. Devi solo dare il massimo, farlo sempre, per raggiungere il tuo obiettivo. Ed è quello che voglio fare».

Anche per recuperare il terreno perduto, in rossonero, dopo l’espolosione col Parma. «Cosa non ha funzionato al Milan? Che non giocavo mai, semplice. Ma ora sono qui e voglio riprendermi tutto».

Nel segno dei suoi idoli: Mascherano, Gattuso e Riquelme. («tifo Boca, Riquelme per me è un mito», sottolinea). Tutta gente che, come lui, di personalità ne ha in abbondanza. Per ora sono sensazioni, insomma, ma le chiavi del gioco dell’Empoli sembrano in buone mani...

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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