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«Pagata la scelleratezza di Laurini»

«Pagata la scelleratezza di Laurini»

Martusciello duro con il francese per l’espulsione: ma la prestazione c’è stata

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EMPOLI. Ci si sono messi gli infortuni, i rimpalli le decisioni arbitrali. Una nuvola di Fantozzi sembrava essersi posizionata sulla Dacia Arena nella metà campo azzurra. Ma Giovanni Martusciello non trova attenuanti per la sconfitta contro l’Udinese: «Non c’è nessuna attenuante, potevamo vincere ma tutto è andato perso per la scelleratezza di Laurini. Questo non deve succedere, il rammarico è questa espulsione, le partite si finiscono in 11. Dal punto di vista della prestazione credo sia stata superiore a quella della scorsa settimana. Bisogna lavorare tanto, abbiamo solo questa possibilità per lottare fino all’ultimo minuto. Non siamo una squadra nervosa, ma quando siamo rimasti in 10 è cambiato tutto». Il tecnico avrebbe anche voluto nel finale, cambiare le carte in tavola ma infortuni e cartellini hanno cambiato la situazione. «Volevo buttare dentro Marilungo e Pereira ma Dimarco ha chiesto il cambio per cambi e Krunic era uscito perché non stava bene. Questo ci ha messo in difficoltà». Il mister aveva chiesto un approccio determinato alla partita ma pronti via è arrivato il gol dell’Udinese. «Inizia la partita e dopo cinque minuti ci siamo complicati la vita concedendo l’angolo, poi una deviazione ci ha mandato fuori tempo. Da lì siamo cresciuti e anche in dieci ci abbiamo messo cuore e coraggio anche se non è bastato. Ma queste caratteristiche dobbiamo mantenerle». Benedetta la sosta che permetterà agli azzurri quasi sicuramente di recuperare i fortunati e acciaccati che hanno dato forfait proprio alla vigilia della partita. «Pasqual stamani (ieri, ndr) si è svegliato e aveva un affaticamento sull’'adduttore. La sosta ci aiuterà, ma i giocatori li abbiamo, non è questo il problema. Preoccupati? Una delle prerogative che l’Empoli ha dimostrato è di non dover avere pressioni, questa è una squadra giovane che lotta per non retrocedere e non deve venire meno la serenità. Non parliamo di cavolate dobbiamo pensare solo alla prestazione che oggi c’è stata. Dobbiamo ricordarci che siamo un gruppo che vive molto insieme e non dobbiamo pensare da singoli».

Alessandro Marmugi

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