Gioco
L’ordine del presidente «Più combattivi e meno presuntuosi»
Corsi non fa drammi ma vuole un cambio di atteggiamento «Cresceremo col lavoro, ma dobbiamo saper soffrire»
EMPOLI. Sperava di iniziare in un altro modo, sperava in un compleanno migliore. Invece Fabrizio Corsi non ha trovato né tappi da far saltare né torte con candeline da spegnere. O almeno non ha ricevuto l’atteso regalo dei suoi, dell’Empoli, che ha iniziato l’avventura verso l’impresa (storica) della terza salvezza col piede sbagliato. Per il risultato e non solo.
«La consolazione – spiega il massimo dirigente, evidentemente dispiaciuto ma non certo afflitto – è che anche negli anni scorsi non avevo granché da festeggiare, almeno nel giorno del compleanno. Poi, però, mi sono riscattato».
Un po’ quello che ora deve fare l’Empoli...
«Esattamente. La Samp ci ha fatto la partita addosso. E probabilmente c’era da aspettarselo. C’è mancato un po’ di qualità, di brillantezza. Forse non ce l’aspettavamo, ma può capitare. Sono convinto che con il lavoro cresceremo, come è sempre successo nella nostra storia recente. Ma, intanto, quello che c’è da migliorare subito è lo spirito. Deve essere quello degli ultimi 30 minuti, eccessi di nervosismo esclusi. Ovviamente».
Questo, dunque, è l’aspetto che le è piaciuto meno?
«Già. Di perdere ci sta anche, siamo l’Empoli e non dobbiamo dimenticarlo, ma ora l’importante è che questo ko ci faccia capire subito almeno che tipo di atteggiamento serve. Un po’ come successe nel passato campionato dopo Frosinone. E, proprio come allora, dobbiamo essere da subito più combattivi e meno presuntuosi».
Questa sconfitta può cambiare anche le strategie per l’ultima settimana di mercato?
«No. Ci stiamo guardando intorno ormai da tempo alla ricerca di qualche occasioni per completare e migliorare il gruppo. Ma la verità è che almeno per il momento non ci sono disponibili elementi che ci possano far fare il salto di qualità. Siamo l’Empoli, mica possiamo andare a comprare Borja Valero perché abbiamo perso una partita...».
E quindi?
«Quindi vediamo se è possibile proseguire nel nostro percorso e quindi prendere qualche giovane su cui lavorare ma che ci convinca di avere le qualità per emergere. Proprio come abbiamo fatto nel recente passato».
Cioè?
«Cioé l’anno scorso siamo partiti con Zielinski che doveva dimostrare tutto e ci siamo accorti che Paredes, che avevamo preso come interno, poteva essere un ottimo regista a novembre. L’Empoli, insomma, i suoi giocatori deve costruirli attraverso il lavoro, grazie anche a un ambiente che sa aspettare, proprio come ha fatto con i già citati Zielinski e Paredes, ma anche con un prodotto del nostro vivaio come Tonelli o come Mario Rui, tanto per limitarsi a chi ci ha lasciato di recente. Anche questo, però, passa attraverso uno spirito giusto, uno spirito da Empoli».
Che, in definitiva, deve essere...
«Saper soffrire. Ci sarà da soffrire e dobbiamo essere pronti a farlo. Tutti quanti, tutti insieme».
@DavidBiuzzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
