Sicurezza
Gli azzurri crescono e divertono anche
Con il Montelupo un test ricco di indicazioni, giocate e gol
MONTELUPO. L’Empoli torna dove tutto è cominciato. Dopo la truppa di Sarri giocò la sua prima amichevole, interrotta da un black out, dove Giampaolo fu accolto con i primi cori d’incitamento dei tifosi. È l’altro Carlo Castellani, quello di Montelupo, il teatro della terza uscita degli azzurri, la prima dopo il ritorno da Sestola, e in centinaia arrivano per assistere al match.
Big Mac show. Dall’altra parte ci sono gli amaranto freschi di riammissione in Prima e allenati da una vecchia conoscenza azzurra (ma anche viola e tanti altri colori...) Giacomo Banchelli. I ritmi sono appena più alti di quelli dell’ultimo test consumato sull’Appennino, l’Empoli non è ancora quello vero ma comincia comunque a somigliargli. Le gambe pesano, è ovvio, ma gli automatismi migliorano. La linea difensiva, in particolare, si muove bene (nonostante le assenze di Cosic e Barba, tenuti a riposo come Croce e Mchedlidze), l’attacco pure anche se cade nell’errore di sempre (troppi tocchi, eccessi di leziosismo e ricerca dell’1-2 quasi parossistica). La mediana, invece, cresce. In particolare Diousse piazza qualche errore nella sua partita ma è ordinato e preciso. In generale la linea a tratti sembra troppo schiacciata sulla difesa, ma Martusciello rivelerà alla fine di aver richiesto espressamente questo tipo di atteggiamento. Le occasioni, al di là degli aspetti tattici, fioccano. Il baby Pereira continua a incantare per come tocca la palla e, là davanti, capitan Maccarone firma una tripletta in appena 45 minuti. È scatenato, Big Mac, e concretizza il lavoro di Pucciarelli che mette il piede in tutte e tre le reti (rigore procurato prima e due assist per il suo capitano poi) anche se continua a sbagliare troppo quando c’è da buttarla dentro. Il Montelupo, secondo gol a parte, mette in mostra un buon Morelli in porta, ma scalda i guanti di Pugliesi solo con una punizione (neanche troppo pericolosa).
Divertimento puro. La squadra di Banchelli, però, sa stare in campo. Almeno finché i cambi della ripresa non la trasformano in una brigata di giovani e giovanissimi. Per gli azzurri, insomma, diventa tutto ancora più facile. Martusciello in avvio di secondo tempo sgancia solo Gilardino e Costa, ma al bomber basta il tempo di un amen per finire nel tabellino dei marcatori. L’Empoli, insomma, comincia ben presto a divertirsi e a divertire anche il numeroso pubblico che segue la squadra in questa prima uscita quasi casalinga (ad ulteriore testimonianza del buon clima che si respira attorno alla squadra). Ci sarebbe anche l’esperimento di Laurini centrale, ma in sostanza si gioca solo nella metà campo dei generosi amaranto e le indicazioni, in questo senso, sono merce rara. Qualcosa di più e di meglio, invece, succede là davanti. Come in occasione del quinto gol, che porta la firma di Tello (a segno col tacco) ma nasce da un bellissimo scambio della coppia dei sogni Maccarone-Gilardino. C’è il tempo anche per il quarto acuto del capitano, poi Pereira impreziosisce una partita, la sua, fatta di tante cose buone con un bel gol dal limite. Ci sa fare il brasiliano, ci sa fare davvero. È giovane e di strada deve farne tante (e crescere soprattutto dal punto di vista fisico e tattico), ma di talento ne ha da vendere e l’applicazione c’è. Il finale, però, è tutto per il titolare della cattedra, Saponara, e per un altro giovane talento, Damiani. Dopo il bis di Gila firmano una doppietta a testa e chiudono una serata con molte più luci che ombre.
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