Il Tirreno

Empoli

L’Empoli in piazza: è festa

di David Biuzzi
L’Empoli in piazza: è festa

Azzurri sommersi dall’entusiasmo, l’applausometro esplode per Martusciello

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EMPOLI. C’è ancora voglia di festa, c’è ancora voglia di Empoli. Si repira entusiasmo, in piazza Farinata degli Uberti. È il caldo abbraccio, il primo, che la città regala ai suoi azzurri. C’è, alle spalle, un decimo posto ancora da celebrare, ma c’è soprattutto una nuova stagione che rappresenta anche una grande sfida da provare a vincere. Quella della terza salvezza.

La festa. Non sarà facile raggiungerla, ma ad aiutare l’Empoli ci sarà l’entusiasmo di una città che ieri ha preso d’assalto, o quasi, la piazza principale, il suo salotto, per far sentire il suo amore alla squadra. Sul palco naturale della scalinata della Collegiata, così, la sfilata dei protagonisti è stata scandita da applausi, cori, bandiere, fumogeni e persino fuochi d’artificio. All’applausometro, ma non è una sorpresa, ha sta-vinto lui, Giovanni Martusciello. Il tecnico esordiente che però in azzurro è un’istituzione e che il popolo azzurro ama senza se e senza ma fin da quando giocava nella squadra di Spalletti. Lo hanno presentato direttamente i suoi giocatori, chiamando il coro che lo accompagna da sempre, e la piazza è praticamente esplosa. Qualcosa del genere era successa per Maccarone, ma anche Gilardino, Saponara, Pasqual e Croce.

Una famiglia. Per tanti, insomma, se non per tutti. Perchè l’Empoli oggi sembra davvero una famiglia, come recita il motto scelto dal club #wearefamily, che accompagna la campagna abbonamenti (le tessere vendute sono a quota 6.000) ma che è scritto anche nelle nuove maglie realizzate da Joma e presentate proprio ieri sera (la news, è il colore della terza). Sul palco anche le ragazze dell’Empoli Ladies (la squadra femminile, ex Castelfranco, che sarà impegnata nel prossimo campionato di serie B), gli sponsor Gensan, Computer Gross e Filati Giletti (novità dell’ultima ora, avrà il marchio sul retro). Una famiglia allargata che vuole continuare a crescere, insomma. E ad espandersi fino... a Sestola. Già, perché il recente ritiro è stato celebrato in tutti i modi. E, alla fine, c’è scappata pure una promessa del presidente Fabrizio Corsi: «Se ci salviamo torniamo di sicuro», ha detto.

Volare bassi. Ma se il motto è quello della famiglia, ieri sera proprio Corsi (molto applaudito anche per le frecciatine alla Fiorentina...) ne ha coniato un altro: «Volare bassi». Guai, insomma, a sentirsi bravi e belli. L’Empoli il suo grande traguardo se lo dovrà soffrire. «Qui – ha detto il massimo dirigente – abbiamo presentato un campione come Gilardino davanti a 6 giornalisti e 6 pensionati. Vicino a noi magari sarebbero stati in 25.000...».

Dal campo. In precedenza la squadra ha sostenuto una doppia sessione di lavoro. Ancora qualche problema per Cosic, Barba e Croce, che difficilmente giocheranno stasera l’amichevole di Montelupo e che sono in dubbio anche per il prossimo test a Lucca (domenica). Rientrato, invece, Buchel dopo la visita di controllo a Roma. I due allenamenti si sono consumati al Sussidiario, ma presto l’Empoli dovrebbe emigrare proprio a Montelupo per permettere la semina del terreno. Per quanto riguarda la doppia amichevole ravvicinata, invece, il tecnico ha confermato la volontà di «voler gradualmente aumentare i minuti nelle gambe dei giocatori». Questa sera, insomma, non ci saranno due formazioni distinte per tempo e lo stesso accadrà a Lucca. Naturalmente chi starà in campo di più contro il Montelupo lo farà di meno in casa della Lucchese e viceversa.

@DavidBiuzzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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