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Empoli

«Rimanere qui non è un sacrificio»

di David Biuzzi
«Rimanere qui non è un sacrificio»

Saponara apre all’ipotesi conferma: «E io devo dare di più»

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SESTOLA. «Gioco in Serie A, gioco nell’Empoli, come si può pensare che sia un sacrificio?» Eccolo, in sintesi, il messaggio che arriva da Riccardo Saponara. Lui, il principe della trequarti, prende la parola nel ritiro di Sestola dopo che tutti hanno parlato di lui: operatori di mercato, mezzi d’informazione, il presidente Corsi.

Lo fa, in sostanza, per fare chiarezza sulla sua posizione e sul suo futuro. Che resta da scrivere, è vero. Ma almeno ora non ci, non possono esserci, più dubbi sui pensieri del giocatore. «La situazione – spiega Saponara davanti ai microfoni – è molto più semplice di quanto si possa pensare: finora non sono arrivate offerte concrete per me, né tantomeno ci sono trattative in corso. Quando e se succederà ci siederemo a un tavolo, coi dirigenti e con la mia famiglia e i miei agenti, e se saremo tutti contenti magari l’accetteremo».

Chiaro e cristallino. Come uno dei suoi assist. Ne ha sfornati 11, nello scorso campionato, chiuso anche con 5 gol segnati. Numeri importanti, ma evidentemente non sufficienti a far arrivare l’offerta-super. «Ci sarebbero mille cose da dire sul mio ultimo campionato – sottolinea Saponara – ma se in molti giudicano normale o addirittura negativa la mia stagione io lo prendo come un complimento. È segno, cioè, che mi considerato un giocatore importantissimo. È uno stimolo. Neanche io, ad essere sincero, sono del tutto soddisfatto. Potevo e volevo segnare di più. Mi sarebbe piaciuto arrivare in doppia cifra anche coi gol. Vuol dire che devo lavorare ancora di più per riuscirci quest’anno».

Magari con la maglia dell’Empoli. «Ad oggi lo sono e mi ritengo tale al cento per cento. Non so cosa succederà in futuro, per ora non ci siamo posti un termine per un’eventuale offerta. Di sicuro non credo che possa succedere qualcosa per me nel corso dell’ultima settimana».

Chi pensa a un Saponara deluso, però, si sbaglia. «Il presidente dice che la conferma dipende molto dal mio atteggiamento? Io gioco nell’Empoli, che per me è una società e una realtà che significa molto, gioco in Serie A, che era il mio sogno da bambino. Mi sento apprezzato da tutti, ho visibilità e conosco gli schemi di gioco. Mi sembra che sia abbastanza per dire che restare qui non può mai essere un sacrificio. Su questo non ci sono dubbi».

Di dubbi, ora, ce ne sono anche meno sulle sue condizioni. Perché sul famoso giudizio sulla passata stagione di Saponara pesano assai i problemi fisici che lo hanno accompagnato a lungo. «Sono risolti – annuncia – certo oggi sono pieno di acciacchi e non sono al top, ma è una condizione normale durante la preparazione. Ma è importante lavorare duramente ora. Sono molto esigente con me stesso e di sicuro voglio e devo fare di più rispetto alla scorsa stagione».

E, forse, ancora con la maglia dell’Empoli addosso...

@DavidBiuzzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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