La protesta
«Empoli, vado via ma qui lascio il cuore»
L’allenatore ufficializza l’addio: questa è una piazza speciale
EMPOLI. «Domani (oggi, ndc) è la mia ultima panchina qui ad Empoli. Devo dire che è stato un anno di grandi soddisfazioni personali, perché la squadra ha giocato un calcio divertente e la società è riuscita a ribadire che si può fare calcio in modo diverso». Marco Giampaolo annuncia il suo addio all'Empoli, dopo un anno e una salvezza conquistata in anticipo il tecnico saluta l'azzurro.
«È stato un anno pieno di soddisfazioni, la gente mi ha dimostrato affetto e vicinanza in maniera molto esplicita. Mi dispiace andare, ma credo che nel calcio ci sia anche un momento in cui si debba conservare le cose così come stanno, affinché non si sciupi l'idillio con la società e con la piazza. Perché me ne vado? Noi siamo arrivati ad oggi ed è come se ci sia stato un accordo tacito, siamo arrivati a fine campionato ho parlato con Marcello (Carli, ndc) e abbiamo convenuto che sia la fine è che è giusto così. Il mio futuro? Non sono mai stato con un piede in due scarpe, io credo che un anno così vada conservato così com'è. Non so cosa farò da lunedì, non ho alternative, può anche darsi che fra due mesi venga qui a vedere una partita. Le voci su un accostamento al Milan mi lusingano, ma non è vero come si dice che sono stato bloccato dai rossoneri».
Il tecnico prova a spiegare i motivi dell'addio. «Non ho tradito nessuno, avevo un contratto di un anno. La decisione l'ho maturata da un po' di tempo, il mio obiettivo era raggiungere la salvezza. Non lascio perché temo qualcosa, conosco le regole del calcio. Ho ereditato qualcosa di importante, un gruppo forte penso di aver dato continuità. Io ho avuto un buon rapporto stranamente con tutti, non ho mai avuto problemi con nessuno per me anche dal punto di vista della gestione è stato un anno straordinario. È stata una grandissima esperienza lavorativa - prosegue - , fare 38 partite è dura, ho avuto la fiducia iniziale da parte del presidente che mi ha chiamato, ho avuto il sostegno di Marcello Carli e dei suoi collaboratori. Non sarò mai in grado di ringraziare e ripagare per la fiducia che mi è stata data. Mi lascerò sul piano umano rapporti indissolubili. Siamo arrivati a parlare del futuro una settimana fa - aggiunge - , ad oggi siamo fuori tempo. Però oggi dico che valgono quei rapporti più di tutto il resto. Non ho mai pensato al rinnovo, ho firmato per un anno perché volevo mettermi in gioco.
Il tecnico parla poi del rapporto con la piazza. «Ho avuto un gruppo straordinario dove l'umiltà è all'ordine del giorno, ho ringraziato i ragazzi, hanno dovuto cambiare tutto, sono stati disponibili, un gruppo di grandi valori tecnici e morali questa è stata la miglior squadra che ho avuto in carriera. Ho avuto il supporto di tutto lo staff da Marchisio a Selmi a Martusciello a Micarelli, Peressutti, Rapetti che è arrivato a stagione in corso, fino allo staff medico. Consiglierei al nuovo allenatore di venire a Empoli, qui non si improvvisa, Empoli per un allenatore è la piazza ideale. Vado via soddisfatto di aver ripagato chi mi ha dato fiducia, vado via sereno».
Poi Giampaolo dice la sua anche sull’ipotesi che la società azzurra scelga Martusciello come suo successore: «Giovanni è bravo e ha conoscenze è figlio di questo club, è stato collaboratore di tanti allenatori e potrebbe essere l'allenatore giusto».
Infine il mister parla della partita col Torino in programma oggi allo stadio Castellani, con fischio d’inizio alle ore 18. «Io spero che il Toro abbia avuto una settimana leggera come noi, qualche cena o bagordo in più spero di trovarlo. La novità è rappresentata da Pugliesi - spiega mister Marco Giampaolo nella sua ultima conferenza stampa da allenatore dell’Empoli - per il resto avremo in campo una formazione più o meno competitiva».
Alessandro Marmugi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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