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La salvezza dell'Empoli è un’impresa che vale... 50 milioni

di David Biuzzi
La salvezza dell'Empoli è un’impresa che vale... 50 milioni

Gli azzurri scoprono un tesoro fra introiti della serie A e paracadute gonfiato

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EMPOLI. Chi trova una salvezza trova... un tesoro. Già, uno scrigno con dentro 50 milioni di euro, forse anche 55. O almeno è quello che vale, calcoli alla mano, l’impresa compiuta da Giampaolo e dalla sua allegra brigata, il piccolo miracolo sportivo colorato d’azzurro. In dote, infatti, non c’è solo il solito “incassone” fatto dalla soma di diritti tv, quelli relativi alla trasmissione della immagini sul web (tempi moderni...), botteghino e sponsor vari ma anche la novità del paradute... gonfiato. Già, perché l’Empoli parteciperà al suo terzo campionato di serie A consecutivo e questo, regolamento alla mano, significa che in caso di retrocessione, nell’estate del 2017, lascerà il tavolo delle grandi con un assegno che dovrebbe aggirarsi sui 25 milioni.

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«In realtà – sottolinea l’amministatore delegato Francesco Ghelfi, l’uomo dei conti di casa Empoli – non è esattamente così ma quasi. La ripartizione attuale prevede 10 milioni per chi retrocede al primo anno, come è appena capitato al Frosinone, 15 al secondo e 25 al terzo, ed è il caso del Verona. La somma complessiva è di 60 milioni. Ma il regolamento è in scadenza e dovremo aggiornare la tabelle per il prossimo biennio in una delle prossime assemblee di Lega».

Quindi l’Empoli potrebbe non averne diritto?

«Al 99% non torneremo indietro. Potrebbero essere riviste le cifre, ma non di molto».

Quindi, in caso negativo, nel 2017 arriverebbe comunque un paracadute di 20 milioni?

«Esatto. Dovessimo retrocedere con altre due squadre che sono in serie A da almeno 3 anni avremmo 20 milioni».

Piccola divagazione: ma è vero che il Verona avrà 15 milioni in più se retrocederà il Carpi e non il Palermo?

«Sì, ma con una distinzione. Dalla cassa di 60 milioni non ne saranno utilizzati 15 che andranno sì al Verona ma solo la prossima estate, cioé nel 2017, e se non tornerà in A».

Detto questo, la salvezza in se stessa invece quanto vale?

«È ancora presto per avere un’idea precisa. Fra l’altro all’orizzonte si profila una sorta di legge Melandri-bis che dovrebbe cambiare un po’ le cose. A parte le eventuali novità dello scenario, credo che potremmo arrivare intorno ai 30 milioni, tutto compreso».

Quindi qualcosa in più degli ultimi anni.

«Si, esatto. Eravamo intorno ai 25 milioni, dovremmo arrivare molto vicini ai 30».

Quindi, in un colpo solo, questa salvezza vale almeno 50 milioni.

«In linea di massima si può dire così. Certo. Ma ogni faccia ha due medaglia e l’altra, relativa alla serie A, è che la stagione costa anche».

Costa quanto?

«Molto. Soltanto fra monte stipendi e premi quest’anno arriveremo a 20 milioni. Perché bisogna anche sfatare il falso mitico dell’Empoli che paga poco».

Paga tanto?

«Paga meno della Juventus, ovviamente, ma anche della Sampdoria o di altri club di fascia media. Quest’anno, però, avevamo un monte stipendi sicuramente superiore a quello di due neopromosse come Frosinone e Carpi».

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Comunque fra salvezza e paracadute gonfiato potrete affrontare meglio anche le spese per lo stadio...

«Sicuramente sono una garanzia per il futuro dell’Empoli. Ma il discorso dello stadio è diverso. Non ci sarammo mai imbarcati in un’avventura del genere se non avessimo avuto le necessarie garanzie. Oltretutto chiederemo al Credito Sportivo di coprire l’intero importo».

E sui progetti a che punto siamo?

«Buono. La scorsa settimana ho incontrato il nostro ingegnere e abbiamo fatto il punto della situazione. Ora sta preparando i progetti esecutivi, anche quello per un eventuale demolizione e ricostruzione totale della tribuna. Entro questa, invece, vedrò anche l’avvocato per sistemare anche le questioni legali legati all’iter burocratico che dovremo seguire. La strada è ancora lunga, insomma, ma continuiamo a percorrerla, passo dopo passo, e di sicuro senza ripensamenti».

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