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L’Empoli paga gli errori, propri e non...

di Davia Biuzzi
L’Empoli paga gli errori, propri e non...

Regala due gol all’Inter ma continua a pesare anche la “maledizione” degli arbitri: non concesso un altro rigore solare

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MILANO. L’obiettivo 10º posto è abbastanza concreto da permettere all’Empoli di presentarsi a San Siro e giocare la gara in faccia all’Inter, ma non abbastanza per farlo come se fosse la sfida della vita. Nel tempio del calcio, così, gli azzurri mettono insieme un’altra bella figura, l’ennesima di una stagione dove le luci battono le ombre per manifesta superiorità, ma anche un’altra sconfitta. Che quell’obiettivo lo allontana assai ma, soprattutto, che lascia perplessi per l’ennesimo e grave errore arbitrale che, di fatto, decide il risultato.

Il rigorissimo. Partiamo da qui, allora, per raccontare il (gradevole) match del Meazza: corre il minuto numero 17 del secondo tempo, l’Inter è avanti 2-1, quando Saponara mette dentro una (non la prima...) palla preziosissima. Maccarone si avventa e passa davanti a Miranda che lo stende con una ginocchiata e poi gli frana pure addosso. Più che un rigore un rigorissimo, insomma. Con tanto di cartellino rosso da mostrare al difensore. Di Bello e il suo team, però, non vedono. Come fanno dovrebbero spiegarlo loro, perché l’episodio è solare. Dubbi, poi, anche in occasione del primo gol, con un intervento più che dubbio di Icardi su Tonelli a inizio azione. E, comunque, è la terza volta di fila, dopo i disastri di Valeri col Carpi e il gol-rigore non assegnato col Bologna, che l’Empoli mastica amaro e paga caro, le colpe... degli altri.

Belli... con riserva. Alla resa dei conti, insomma, c’è rammarico. Perché l’Empoli gioca. Lo fa dall’inizio alla fine e a tratti anche bene. Saponara è ispirato e, con Paredes, forma la colonna vertebrale di una squadra che ha idee e gambe. Qualcosa, però, manca. Forse è l’attenzione massima, come detto, perché con la salvezza in cassaforte è anche umano mollare qualcosina, forse e più semplicemente la non brillante giornata dei due interni. Con Buchel che sembra la lampadina dell’albero di Natale, perché a momenti è acceso a momenti no, e Zielinski che è meno ispirato del solito. Il paradosso dell’Empoli, poi, è che riesce a farsi beccare spesso e volentieri in contropiede, come in occasione dei gol. Sul secondo, poi, il passaggio sbagliato di Pucciarelli (che aveva pareggiato da una manciata di secondi il primo schiaffo di Icardi) è pesantissimo. Errori propri e altrui, insomma. Così, nonostante una prova da grande, arrivare decisimi sarà davvero molto più difficile.

@DavidBiuzzi

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